Debito/PIL: perchè la situazione italiana è migliore di molti altri paesi

Per chi non lo sapesse il rapporto debito/PIL è uno dei parametri più importanti che si analizzano per valutare un paese, esso lega appunto il debito in valore assoluto del paese con la crescita economica evidenziata dal PIL.

Per verificare la stabilità di un paese non avrebbe molto senso analizzare il solo debito in valore assoluto senza legarlo al PIL per il seguente motivo: se un milionario avesse 100 mila euro di debiti sarebbe in una situazione nettamente migliore rispetto ad un disoccupato che avesse anche solo 1000 euro di debiti.

Se analizzassimo la sola situazione debitoria sembrerebbe che il milionario sia in una posizione molto peggiore (avendo appunto un debito 100 volte più elevato del disoccupato) ma ovviamente il milionario è in grado di onorare il debito in ogni momento, cosa non possibile per il disoccupato anche avendo un debito molto minore.

La stessa analisi viene effettuata per gli stati, un paese con un debito pubblico molto elevato ma con una crescita economica del PIL che permette di onorare il pagamento di esso è finanziariamente più stabile rispetto ad un paese con un debito più basso ma con un PIL che non consente di onorare il seppur minore debito contratto. In pratica i due paesi stanno comunicando due messaggi differenti al mercato: il primo paese si indebita per investire e crescere (e questo permette di sostenere il debito contratto), il secondo paese si indebita per aumentare spesa pubblica improduttiva.

Da qui si evince che il debito contratto dai singoli paesi non è un male a prescindere, ma dipende da come lo si utilizza.

Per questo quindi si analizza il rapporto debito/PIL che lega i due parametri che è una percentuale che deve essere ovviamente la più bassa possibile ed in linea con gli altri paesi.

Purtroppo l’Italia, soprattutto nella seconda fase della prima repubblica (anni 70 / 80), ha intrapreso una strada di spesa pubblica improduttiva cioè di regali economici elargiti in quel periodo storico, aumentando il debito verso le generazioni future, cioè quelle attuali che infatti stanno pagando il conto.

Questo ha portato il nostro paese ad avere un debito/PIL molto elevato all’inizio della crisi di 10 anni fa (intorno al 100%), rendendolo vulnerabile sui mercati finanziari, i quali non ritenevano il nostro paese in grado di ripagare i debiti contratti.

Debito/PIL % degli stati globali prima delle crisi (anno 2007)

Dal grafico si evince che prima della crisi l’italia aveva una percentuale molto elevata, al terzo posto a livello globale (subito giappone e grecia) con un debito intorno al 100% del PIL.

Prima della crisi globale del 2007 l’andamento del debito/PIL italiano è stato il seguente

guardando il dettaglio degli ultimi anni:

i grafici precedenti denotano la forte crescita del debito/PIL italiano dagli anni 70 fino all’inizio degli anni 90 dove la lira è entrata in crisi sul mercato finanziario proprio per lo squilibrio dei conti pubblici del paese, crisi risolta solo annunciando l’ingresso del paese nella moneta unica che ha permesso un abbattimento dei tassi di interesse di finanziamento e di conseguenza un abbassamento del debito/PIL, fino allo scoppio della bolla finanziaria americana prima ed europea poi, risolta dalla BCE.

Debito/PIL % degli stati globali dopo la crisi (anno 2015)

Il grafico evidenzia la situazione dei debiti/PIL post crisi, vediamo la situazione molto differente di alcuni stati e che l’italia, pur rimanendo al terzo posto globale per la percentuale elevata, ha avuto una crescita molto inferiore rispetto agli altri stati.

Variazione crescita debito/PIL dal 2007 al 2015

Questo è il dato positivo per il nostro paese, pur essendo partiti da un rapporto debito/PIL più elevato rispetto agli altri, bisogna sottolineare che in questi anni di crisi il rapporto è cresciuto in misura minore rispetto alla maggior parte dei paesi globali (solo germania e belgio hanno avuto una crescita minore), questo a sottolineare che pur partendo da una situazione iniziale peggiore, il nostro paese è riuscito a gestire in modo migliore l’indebitamento rispetto ad altri paesi.

Questo è fondamentale per i mercati finanziari che tendono a colpire dove sono presenti squilibri, l’italia ad oggi è ancora il terzo paese con il maggior rapporto di indebitamento ma con un andamento migliore, questo indica che gli altri paesi di questo passo raggiungeranno l’italia che quindi sarà allineata al resto del globo, evitando così di rimanere la sorvegliata speciale dei mercati stessi.

Per questo è fondamentale mantenere la spesa pubblica su una traiettoria stabile o migliorativa per raccoglierne i frutti nel futuro immediato, senza inseguire le sirene della flessibilità dei vari partiti (il cui interesse è solo il voto) che stanno proponendo la ricetta anni 70/80 che ha portato l’italia nella situazione che abbiamo visto.

Andamento completo del debito/PIL degli stati negli ultimi anni

2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
GERMANIA 64 65 73 80 78 79 77 75 71
BELGIO 87 92 99 99 102 104 104 106 107
ITALIA 100 102 112 115 116 123 128 132 133
AUSTRIA 65 68 80 82 82 81 81 84 87
CANADA 67 71 83 84 85 88 88 88 90
GIAPPONE 183 192 210 215 230 236 242 246 246
OLANDA 45 58 61 59 61 66 68 68 68
FRANCIA 64 68 79 81 85 89 92 95 97
USA 64 73 86 95 99 102 105 105 105
PORTOGALLO 68 72 83 96 111 126 130 130 128
GRECIA 103 109 126 146 171 156 175 177 197
UK 44 52 66 76 82 86 87 89 89
SPAGNA 35 40 53 60 69 84 92 98 99
IRLANDA 24 42 62 87 109 120 120 107 100

I grafici sono stati ricavati utilizzando i dati ufficiali del fondo monetario internazionale


Ricordiamo che gli investimenti possono comportare il rischio di perdita del capitale.

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