Calcio e finanza: la soluzione per risollevare economicamente il calcio italiano e tornare ai vertici europei

A causa dell’attuale crisi economica senza precedenti che sta intaccando il nostro paese, tutte le attività economiche stanno subendo le conseguenze di questa recessione senza fine ed anche lo sport più popolare del paese non fa eccezione.

Sicuramente questo è l’ultimo dei problemi da affrontare, in ogni caso il calcio è il settore che più di tutti gli altri ha la possibilità di uscire da questa situazione in breve tempo visto che la soluzione è già presente ed è quella che andremo a spiegare (inoltre questa soluzione potrebbe essere presa in considerazione per tutta l’economia italiana in modo da imprimere una svolta su tutto il sistema italia, se presa in considerazione).

Fino ad oggi il nostro paese (purtroppo o per fortuna) è stato gestito da imprese familiari, le quali grazie ai loro investimenti e intuizioni sono riuscite a fare dell’italia il paese che conosciamo, tuttavia negli ultimi decenni il sistema economico mondiale è completamente cambiato ed il sistema di imprese familiari (tranne rarissimi casi) è troppo piccolo per poter competere globalmente e quindi le nostre imprese si trovano in forte difficoltà, arrivando molto spesso sull’orlo del fallimento o della vendita a grossi gruppi internazionali.

Il calcio segue pedestremente questo schema, infatti fino ad oggi tutte le società calcistiche sono legate a famiglie o imprenditori di riferimento che si prendono carico di tutta la società, con tutti i limiti di manovra del caso.

Fino ad alcuni anni fa questo sistema riusciva ad essere competitivo, infatti le nostre industrie familiari macinavano utili e di conseguenza questo si rifletteva anche nella gestione delle società calcistiche che seguivano a ruota tra vittorie e spettacolo.

Ad oggi questo sistema non è più competitivo, le società gestite in questo modo non riescono a competere nel mercato globale e di conseguenza non hanno i mezzi nemmeno per finanziare lo sport e i risultati sono i seguenti: imprese e squadre vendute a grossi gruppi internazionali.

Ragionando a livello prettamente finanziario la juventus è una società italiana ma non risente di questa situazione ed anche barcellona e real madrid sono società spagnole, cioè un paese che si trova in piena crisi come il nostro ma queste società non hanno problemi economici ne sportivi.

La risposta è molto semplice, tutte le società calcistiche (ma lo stesso ragionamento può essere fatto per le imprese globali) che oggi dominano la scena europea non sono gestite da imprese familiari ma sono public company, cioè società ad azionariato diffuso o gestite da imprenditori a capo di grossi gruppi ad azionariato diffuso e quindi con un margine finanziario di manovra enorme.

Il sistema italiano dell’uomo solo al comando nel mondo moderno è fallimentare, per quanto ricco possa essere non potrà mai competere con grossi gruppi finanziari ad azionariato diffuso che possono vantare risorse illimitate dal mercato, questo è appunto il motivo della grave recessione che sta subendo la nostra industria familiare che non riesce e non vuole trasformarsi e di conseguenza anche lo sport ne risente.

Entrando nel dettaglio le società europee più vincenti come real madrid, barcellona e bayern sono ad azionariato diffuso dove un gran numero di soci partecipa alla quota parte di investimento della società (anche con poche centinaia di euro) potendo decidere il management durante le relative votazioni a cui si ha diritto come soci, in pratica sono vere e proprie società per azioni ed in quanto tali con risorse finanziarie molto più ampie dell’uomo solo al comando.

Ragionamento simile anche se differente per quanto riguarda la premier league dove le società sono gestite direttamente da un azionista di riferimento, il quale però fa capo a società finanziarie internazionali a partecipazione diffusa quindi indirettamente ci troviamo nella stessa situazione precedente.

Tornando all’italia, l’unica società che ha seguito in parte questa strada è stata la juventus la quale ha un azionista di maggioranza che è la exor (holding di investimento internazionale gestita dalla famiglia agnelli ma con azionariato diffuso) e molti azionisti di minoranza soci (chiunque può diventare socio acquistando azioni in borsa italiana in ogni momento).

Non è un caso quindi che la juventus con questo modello societario sia l’unica che riesca a tenere il passo nel calcio internazionale mentre chi è rimasto arroccato al vecchio sistema padronale italiano oberato di debiti è stato costretto a vendere a gruppi internazionali che hanno interessi prettamente finanziari più che sportivi.

Anche il sistema roma e lazio ad oggi non ha funzionato completamente, le società sono si quotate ma la maggioranza delle società stesse è in mano all’imprenditore di riferimento (che è la singola persona e non un gruppo finanziario come la exor nel caso della juventus) rimanendo arroccati al sistema standard italiano.

Traendo le conclusioni il calcio italiano si potrà risollevare solo quando le società faranno il grande passo verso l’azionariato diffuso, le milanesi ad oggi hanno grossi gruppi alle spalle ma bisogna vedere con quale interesse, mentre un’azionariato diffuso fatto da appassionati come le società spagnole avrebbe sicuramente il solo interesse sportivo.

Vedremo se in italia ci sarà la voglia di creare dei consorzi formati da appassionati interessati a rilevare le società calcistiche diventandone soci, oppure se si lascerà lo sport può amato del paese in mano a grandi gruppi internazionali e lo stesso ragionamento può essere fatto per le imprese del paese che sono molto più importanti visto che perseverare con l’imprenditore solo al comando non consente alle società di finanziarsi in modo congruo nei mercati internazionali con tutte le ripercussioni economiche ed occupazionali che stiamo vivendo…


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