Bomba finanziaria pronta ad esplodere?

Le conseguenze del quantitative easing, ovvero stampare denaro virtuale dal nulla tramite le banche centrali per compare titoli di stato sui mercati, cioè aumentare il debito pubblico degli stati per creare artificiosamente crescita globale nel breve periodo causando forti squilibri nel lungo (vedi approfondimento) ha generato una bomba finanziaria globale.

Questa droga finanziaria (oltre a creare una crescita economica irrealistica, è come sostenere di essere diventati milionari dopo un prestito da parte di un istituto di credito, tralasciando totalmente la restituzione del debito stesso nel tempo con interessi) ha fatto crescere i mercati azionari globali a tre cifre percentuali in meno di un decennio, in modo completamente slegato dall’economia reale ma soprattutto ha creato un bolla immane sulle obbligazioni e sui titoli di stato.

Il nuovo denaro virtuale immesso dalle banche centrali su mercati (ormai il denaro del nuovo millennio sono dei bit sui server che con la crescita economica non hanno nessun legame) è stato utilizzato per comprare debito pubblico dei vari paesi raddoppiando il debito stesso in quasi tutti il globo in pochi anni portando il rapporto debito/pil globale oltre il 100%, il che significa che la crescita reale non segue in nessun modo l’indebitamento globale, diversamente con una crescita reale il rapporto debito/pil calerebbe (con l’italia che guida questo triste primato insieme ad altri paesi con un debito oltre il 130% che è la causa principale della nostra situazione).

Inoltre questi acquisti di debito pilotati centralmente abbassano artificiosamente i tassi di interesse sul debito stesso che è sì un dato positivo se lo vediamo dal punto di vista della spesa pubblica per gli interessi più bassi, ma è fortemente negativo perchè l’abbassamento artificiale dei tassi maschera una bolla spaventosa che si stà creando sul mercato dei bond.

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il grafico evidenzia la nuova moneta stampata dalla banca centrale americana per acquistare debito pubblico americano, alimentando una bolla finanziaria molto pericolosa. Ad oggi il qe della fed è terminato ma la nuova liquidità si trova tutt’ora sui mercati, senza contare che tutte le altre banche centrali occidentali sono ad oggi impegnate in programmi di qe, aumentando ulteriormente la liquidità globale con scarsi risultati sul fronte della crescita e forti distorsioni sul mercato delle obbligazioni che evidenziano tassi negativi (ovvero per prestiti a breve l’investitore deve “pagare interessi” per prestare denaro, un vero e proprio ossimoro finanziario che non può continuare).

il grafico rappresenta la bolla finanziaria sul debito americano creata dalla fed, in meno di un decennio il rapporto debito / pil americano è quasi raddoppiato dal 60% al 100%, evidenziando la non veridicità della crescita usa sbandierata dai media ma creata solo grazie ad un eccessivo debito pubblico (analoga alla crescita a debito italiana degli anni 80, le cui conseguenza sono ben visibili oggi nel nostro paese).

debito pubblico americano

il grafico evidenzia il debito pubblico in valore assoluto degli stati uniti, raddoppiato dal 2008 ad oggi da 8 mila miliardi di dollari a oltre 18 mila miliardi. In pratica l’attuale amministrazione statunitense ha creato lo stesso debito fatto dagli stati uniti dalla loro nascita fino all’amministrazione precedente in oltre 200 anni.

aumento smisurato dei mercati azionari in pochi anni per le politiche precedenti

il grafico evidenzia il rischio bolla sui tassi di interesse del debito pubblico americano (e globale), tenuti artificiosamente bassi dalle politiche delle banche centrali (gli acquisti dei titoli di stato sul mercato da parte delle banche centrali, abbassano il tasso di interesse). Un rialzo repentino dei tassi per una fine obbligata dei qe, necessaria per contenere un aumento incontrollato dei debiti pubblici, potrebbe portare ad una nuova bolla finanziaria sui mercati.

IL DISCORSO FATTO PER GLI USA E’ ANALOGO A TUTTE LE ALTRE ECONOMIE OCCIDENTALI, AD OGGI IL QE USA E’ TERMINATO MENTRE E’ ANCORA ATTIVO QUELLO BCE, PARTITO SUCCESSIVAMENTE

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