Tutelare gli investimenti con il bail-in

Proseguiamo dal precedente articolo prendendo ora in considerazione non la liquidità depositata nei conti correnti o nei conti deposito ma come tutelare gli investimenti con il bail-in.
Molte persone trascurano la differenza sostanziale tra conto corrente o conto deposito dove la liquidità presente in essi è direttamente depositata nell’istituto bancario e quindi soggetta alla tutela dei depositi fino 100 mila euro nel caso di fallimento, rispetto al deposito titoli dove vengono custoditi gli investimenti fatti dal cliente stesso e che quindi non rientrano nel bail-in perché in questo caso i titoli sono investiti in attività esterne alla banca ed essa è solo l’intermediario che permette la gestione dell’investimento in cambio di una commissione (il discorso è diverso se nel deposito titoli sono presenti investimenti riguardanti la stessa banca perché in questo caso anche l’investimento è soggetto ovviamente al bail-in).

Facciamo degli esempi per chiarire le idee:
10 mila euro su conto corrente e titoli per un controvalore di 500 mila euro in deposito titoli con presenti titoli di stato (es BTP) o altri strumenti finanziari come azioni o obbligazioni di enti terzi non legati alla banca
In questo caso se la banca dovesse fallire il nostro patrimonio non avrebbe nessun tipo di problema perché sul conto corrente sono presenti solo 10 mila euro (essendo entro i 100 mila il patrimonio è tutelato) mentre i 500 mila euro in btp sono investiti direttamente nello stato il quale è un’entità completamente separata rispetto alla banca stessa che funziona solo da intermediario quindi il nostro patrimonio è totalmente integro.
Discorso differente se i 500 mila euro fossero tutti sul conto corrente, in questo caso 400 mila euro sarebbero a rischio perché la tutela massima è appunto di 100 mila.

Se fallisse lo stato e non la banca
Senza creare allarmismi visto che un fallimento sia delle più grandi banche italiane che dello stato ad oggi è un evento altamente improbabile (anche se non impossibile), è necessario ricordare che nel 2011 lo stato italiano ha avuto seri problemi prima dell’intervento dalla bce (vedi articolo) e se questo dovesse capitare nuovamente in futuro lo scenario sarebbe il seguente: se la banca fosse solida e in crisi fosse lo stato, a rischio sarebbe l’investimento in titoli di stato e non il denaro sul conto corrente (questo per puntualizzare che gli investimenti sul deposito titoli non hanno nulla a che vedere con la banca con cui intratteniamo il rapporto).
Lo stesso discorso fatto per i titoli di stato vale anche per qualsiasi altro strumento come azioni o obbligazioni di enti differenti alla banca che continuano a mantenere il loro valore di mercato

Deposito titoli contente azioni o obbligazioni della stessa banca soggetta a fallimento
In questo caso la situazione è differente perché nel deposito titoli abbiamo investito nei prodotti della banca stessa quindi tutti gli strumenti rientrano nel bail-in in base a una classifica di rischiosità che vedremo successivamente e quindi il nostro patrimonio è totalmente a rischio

Deposito titoli contente fondi comuni o investimenti assicurativi di una banca soggetta a fallimento
I fondi comuni di una banca investono in strumenti totalmente differenziati rispetto alla banca stessa quindi in caso di fallimento il fondo non ha nessun legame col patrimonio della banca e continua a mantenere il suo valore di mercato

Deposito titoli in una banca sana contenente titoli di banche in fallimento
Seguendo il principio precedente in questo caso l’investitore ha deciso di investire in titoli di una banca differente da quella con cui intrattiene il conto corrente, i titoli acquistati riguardano una banca in fallimento e quindi gli investimenti sono soggetti alla procedura di bail-in anche se per effettuare l’investimento utilizzo la mia banca che non ha problemi.

Deposito titoli in una banca fallita contenente titoli di banche sane
In questo caso l’investitore ha scelto di investire in titoli di banche sane che continuano ad avere il loro valore di mercato, la banca fallita in questo caso ha la sola funziona di intermediario quindi l’investimento del cliente non è intaccato

TITOLI SOGGETTI AL BAIL-IN IN ORDINE DI RISCHIOSITA’ (da più rischioso a meno rischioso)

Azioni
in questo caso essendo soci della banca si ha la perdita totale del capitale

Obbligazioni subordinate
in questo caso l’investitore ha effettuato un prestito verso la banca, il prestito viene restituito in subordine rispetto a tutti gli altri nel caso di fallimento e per questo ha un tasso di interesse più elevato ma in caso di fallimento si ha la perdita totale del capitale

Obbligazioni senior (non subordinate)
si tratta sempre di un prestito verso la banca che ha la precedenza di restituzione all’investitore (non è subordinato alle altre restituzioni ed ha la precedenza) quindi ha un tasso di interesse più basso.
Nella procedura di fallimento avrebbe la precedenza se fosse disponibile del denaro per i rimborsi

Covered bond
si tratta anche in questo caso di un prestito verso la banca però coperto da beni materiali sottostanti (esempio palazzi) quindi ha il tasso di interesse più basso di tutte le obbligazioni disponibili.
In caso di fallimento dell’istituto la vendita dei beni verrebbe utilizzata per coprire la restituzione di questi bond all’investitore.

Liquidità
solo in ultima istanza se fosse necessario ulteriore capitale per coprire il fallimento si andrebbe ad intaccare la liquidità dei conto corrente dei clienti solo per importi superiori a 100 mila euro

Contenuto cassette di sicurezza
in questo caso la banca fornisce solo un servizio di custodia quindi il contenuto in caso di fallimento rimane di proprietà del cliente


Ricordiamo che gli investimenti possono comportare il rischio di perdita del capitale.

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