Il sistema Italia contro i giovani

Come abbiamo visto in precedenza (vedi articolo) nonostante una crisi senza precedenti e il susseguirsi di vari governi al potere, la spesa pubblica in italia non ha mai subito una revisione sostanziale ma solo qualche minimo taglio senza mai incidere su spese per diritti acquisiti ormai anacronistici in ogni paese occidentale, diritti che tra l’altro estromettono totalmente le attuali giovani generazioni per mantenere vitalizi di generazioni passate che (anche secondo dati bankitalia) possiedono circa il 70% della ricchezza del paese (ma la costituzione non sostiene che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge?).

Probabilmente questo articolo verrà fortemente criticato da buona parte della popolazione ma se i dati di fatto sono fastidiosi da ammettere, sempre dati di fatto sono ed essendo questi la causa della distruzione di una intera generazione di giovani deve essere evidenziata anche subendo tutte le critiche del caso, visto che da queste possibili riforme si potrebbero risparmiare decine di miliardi di euro di spesa pubblica all’anno, fondamentali per abbattere le tasse e il debito e di conseguenza rendere più appetibile l’investimento di aziende in italia facendo aumentare l’occupazione (o forse sono più importanti diritti acquisiti sbagliati anche a discapito del futuro dei nostri figli?).

Oltre a tutto il clientelismo statale che crea rendite di posizione grazie allo statalismo, da cui se ne può uscire solo tramite un’opera di privatizzazioni a tappeto che solo la volontà di un governo serio può portare avanti, l’altra principale problematica del nostro paese (essendo uno dei più anziani del mondo) sono le milioni di pensioni retributive (cioè quelle pagate dallo stato usando la tassazione e non coperte da contribuzione come abbiamo già approfondito nel seguente articolo). Come abbiamo avuto modo di vedere queste pensioni contengono un “regalo statale” visto che nella legge pensionistica precedente non contavano i contributi versati ma lo stato garantiva un certo tipo di pensione in base alla retribuzione che si percepiva negli ultimi anni di lavoro. Questo consente agli attuali milioni di pensionati di ottenere più denaro rispetto a quanto versato nella loro vita lavorativa e questo denaro viene reperito tramite la folle tassazione attuale su imprese e lavoratori che spesso sono costretti a chiudere le aziende per trasferirsi all’estero dove sono presenti sistemi più efficienti e meno costosi creando un circolo vizioso negativo che potrebbe anche portare al collasso del sistema italia (aumento età media, aumento pensioni, aumento tassazione, aumento fallimenti e licenziamenti, ulteriore aumento tasse per sopperire alla situazione, ecc)

Tutto questo ricade sulle attuali generazioni che oltre a subire questa situazione di alta tassazione che causa un’altissima disoccupazione intorno al 50%, avranno un trattamento contributivo molto più basso dei pensionati attuali per le nuove sacrosante leggi che legano il vitalizio pensionistico alla effettiva contribuzione e alla aspettativa di vita, mentre le precedenti generazioni in alcuni casi già dopo 20 anni di lavoro potevano godere di un vitalizio perenne pagato da tasse altrui. Per dare un futuro ai giovani e al paese bisogna avere il coraggio di cambiare retroattivamente le leggi pensionistiche modificando la costituzione per rendere possibile questo cambiamento, ogni cittadino deve ottenere una pensione in linea con i contributi versati con un minimo di garanzia per le fasce più problematiche.

Un altro campo dove interventire è la famiglia, in questi giorni si fa tanto parlare di diritti etici ma nessuno va al nocciolo della questione visto che a livello legale il riconoscimento della famiglia è solo ed esclusivamente per vantaggi economici. Ad oggi una famiglia monoreddito con un solo figlio ha diritto a più sgravi fiscali rispetto ad una famiglia bireddito con più figli, inoltre l’istat ha certificato che statisticamente le donne attive lavorativamente sono più prolifiche, nonstante il tempo più limitato a disposizione per la propria vita personale. Perchè il sistema penalizza una famiglia con più figli mentre tutela il coniuge a carico? Un sistema di questo tipo non incentiva ne il lavoro ne le nascite rendeno l’italia uno dei paesi che oltre ad avere l’età media più alta è anche quello con meno nascite e costringe all’aumento delle tasse verso la parte produttiva del sistema creando un circolo vizioso negativo (l’italia è anche il paese con il più alto tasso di non partecipazione femminile al lavoro unita al più basso tasso di natalità in europa e la cosa è abbastanza bizzarra visto che tecnicamente conciliare figli e lavoro è molto più complicato). Unito a tutto questo c’è il diritto ad un vitalizio molto elevato di pensione reversibile (uno dei più alti d’europa) sempre per il coniuge a carico che disincentiva sempre di più la partecipazione al lavoro ed aumenta la spesa pubblica e le tasse verso il resto della popolazione.

Per risolvere questa problematica bisogna ribaltare completamente il concetto disincentivando la famiglia monoreddito ed aumentando gli sgravi alle famiglie di lavoratori con figli come succede in tutto il mondo, questa è una scelta che un paese anziano come il nostro e nella nostra situazione deve fare immediatamente.

Queste riforme, unite ad una modifca organica sulla pubblica amministrazione orientata alla produttività e non all’assegnazione di impieghi di favore, consentirebbero un risparmio annuo di decine di miliardi di euro utilizzabili per tagliare le tasse per permettere maggiori investimenti delle aziende in italia, maggiori assunzioni di giovani per i minori costi, aumento delle nascite per il futuro e crescia del paese con conseguente diminuzione del debito pubblico.

L’italia non ha più molto tempo, il governo deve avere la forza e la capacità di portare a termine queste riforme per il bene del paese e delle nuove generazioni anche a costo di perdere milioni di voti ma con la consapevolezza di aver salvato un paese da un declino inesorabile, diversamente si può continuare a parlare di flessibilità e ritorno alla lira come argomenti di comodo (vedi articolo).

 

 


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