L’insana abitudine dei salvataggi pubblici di investimenti privati

In questi giorni l’opinione pubblica caldeggiata dalla quasi totalità della stampa ritiene che il governo debba intervenire a tutela dei risparmi degli investitori delle banche “fallite” nei giorni scorsi ritenendo uno scandalo se questo non dovesse avvenire. Insomma la classica idea italiana (e ormai anche internazionale) dei salvataggi pubblici pagati con il denaro di tutta la collettività.

Detto questo cerchiamo di entrare nel dettaglio della situazione.
Ad oggi lo stato è già intervenuto (sia con il fondo interbancario che con denaro pubblico cioè con le tasse pagate da tutti i cittadini, questo è sempre bene ricordarlo) tutelando TUTTA la liquidità che i correntisti avevano depositato in questi istituti.
Se questo è già stato fatto perché molti correntisti e l’opinione pubblica parlano di perdita dei risparmi di una vita e richiedono l’intervento del governo a tutela del loro denaro? Perché molti correntisti avevano anche investito in azioni ma soprattutto obbligazioni subordinate delle banche fallite perdendo tutto il denaro INVESTITO e non quello sul conto corrente.

Visto che lo stato ha già tutelato tutti i conti correnti (cioè tutti i risparmi di quelle persone che avevano il solo conto corrente senza aver partecipato a nessun investimento di questi istituti) è giusto che il governo utilizzi il denaro pubblico per tutelare anche gli investimenti sbagliati di alcuni privati o meglio è giusto tassare i cittadini per salvare gli investimenti sbagliati di qualcuno?

E’ indubbio che molti (ma non tutti) di questi investitori è stata truffata dalle banche che proponevano questi investimenti come sicuri e molto remunerativi ma in realtà la forte remunerazione nascondeva in se il rischio fallimento, ma è giusto che la collettività paghi con le tasse gli errori di investimento di qualcuno?
Se così fosse allora bisognerebbe risarcire tutte le persone che hanno comprato una abitazione prima della crisi salvo poi perdere la maggior parte del valore, bisognerebbe risarcire quelli che si sono visti pignorare una casa per mancati pagamenti, bisognerebbe risarcire tutti quelli che giocano d’azzardo e perdono denaro, ecc ecc.

Un’obbligazione subordinata è un prestito che un privato fa alla banca ad un tasso di interesse elevato proprio perché subordinata (significa che in caso di fallimento queste obbligazioni vengono ripagate solo in subordine a quelle non subordinate che in caso di fallimento hanno la precedenza perché pagano un tasso di interesse molto più basso essendo più sicure).
Se un investitore sceglie di investire in un’obbligazione subordinata per avere un forte guadagno deve anche accettare la perdita in caso di fallimento, ottenere i forti guadagni nei momenti positivi e farsi pagare le perdite dallo stato nei casi negativi è la classica idea di privatizzare i guadagni e socializzare le perdite facendole pagare alla collettività con le tasse.
Questi investitori se avessero guadagnato dall’investimento perché le banche non sarebbero fallite avrebbero dato alla collettività parte dei loro guadagni? sicuramente e giustamente no quindi ora la collettività non è obbligata a pagare le scelte sbagliate di un privato.

Molti di questi investitori ritengono di essere stati truffati dalle banche le quali spacciavano questi prodotti come sicuri, questa cosa è molto probabile ma cosa c’entra la collettività? Se una persona è stata truffata da un’altra persona si rivolge alla magistratura per risolvere la questione ma nessuno si rivolge al governo per un problema tra privati e quindi anche in questo caso gli investitori devono adire a vie legali contro il management della banca e non verso lo stato che non c’entra nulla.

Non conoscere l’investimento che si è stipulato non è una condizione sufficiente per richiedere un rimborso soprattutto se per ottenere questo rimborso lo stato è costretto a tassare il resto dei cittadini che oculatamente si sono tenuti lontani da questi investimenti e che magari lavorano tutto il giorno per riuscire ad arrivare a fine mese per se e per la propria famiglia.

Il governo in questa situazione deve dimostrarsi ferreo e dimostrare che chiunque stipuli un investimento che non conosce è responsabile di quello che fa e non può pretendere che lo stato tassi la collettività per ripagare le sue mancanze e di contro deve prendere forti provvedimenti penali verso gli amministratori delle banche che hanno permesso questo disastro.


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