Quali sono i rischi di perdere i risparmi e come gestire il patrimonio

I maggiori rischi che possono incombere attualmente sul patrimonio sono:

  • il possibile aumento dell’inflazione dopo il cambio di politica monetaria della FED.
  • bail-in cioè utilizzo della liquidità dei correntisti per la ristrutturazione del bilancio di banche in difficoltà.
  • mancati guadagni dagli investimenti: negli ultimi 10 anni si poteva raddoppiare il capitale sfruttando un portafoglio di investimento bilanciato (approfondisci).
  • il perdurare dei tassi di interesse negativi impone alle banche un continuo aumento dei costi applicati ai clienti per la gestione della liquidità sul conto corrente.
  • uscita dall’euro con relativa svalutazione (cioè perdita di potere d’acquisto) di tutta la liquidità depositata sui conti correnti che verrebbe ridenominata in lire: sarebbe una vera e propria patrimoniale mascherata che servirebbe a svalutare (cioè a diminuire) il debito pubblico e la spesa pubblica per riequilibrare il bilancio italiano a discapito dei risparmi.
  • prelievo forzoso sui conti correnti: si tratta di una tassa patrimoniale parziale che colpisce solo la liquidità depositata sui conti correnti e non comprende quindi gli investimenti, come successo durante la crisi dei conti pubblici italiani nel 92. Non è dato sapere come può procedere un governo in questi casi, la cosa certa è che in caso di tassa patrimoniale la liquidità ferma sui conti correnti è il risparmio più a rischio tassazione ed è quello colpito in modo certo, solo successivamente la patrimoniale potrebbe essere più ampia e comprendere gli investimenti.

Vediamo in dettaglio le soluzioni ad ogni punto elencato in precedenza:

AUMENTO DELL’INFLAZIONE

Recentemente la FED ha modificato la propria modalità operativa, se finora l’obiettivo era un’inflazione inferiore al 2%, ora la FED tollererà un’inflazione media intorno al 2%, questo significa che la politica monetaria della più importante banche centrale globale (che incide su tutta l’economia mondiale) sarà votata ad un aumento di inflazione nel sistema (approfondisci).
In questo caso, parcheggiare il denaro sul conto corrente è la scelta perfetta per perdere denaro in modo certo.
Se iniziassimo a valutare il denaro come una variabile (dove se aumentano i prezzi diminuisce il suo valore), intuiamo immediatamente che mantenere tutti i risparmi in liquidità è una scelta di investimento e non di neutralità.
Consideriamo un risparmiatore che ritiene il parcheggio della liquidità sul conto corrente una tutela nei confronti dei rischi finanziari e un sistema con inflazione perfetta al 2% annuo; nel corso del tempo il potere d’acquisto sarà il seguente:

  • dopo 10 anni i risparmi fermi sul conto avranno perso quasi il 20% di potere d’acquisto
  • dopo 20 anni la perdita di potere d’acquisto sarebbe intorno al 35%
  • dopo 30 anni la perdita sarebbe oltre il 45%

Come possiamo vedere quindi, la scelta del denaro fermo sul conto che il nostro risparmiatore considerava a rischio zero, in realtà dopo 30 anni potrebbe portare al dimezzamento del potere d’acquisto (il denaro fermo sul conto corrente sarebbe costante, ma la quantità di beni e servizi acquistabile con quel denaro sarebbe dimezzata per l’aumento dei prezzi).
Quindi mantenere denaro fermo sui conti correnti o contanti è a tutti gli effetti una scelta di investimento, spesso inconsapevole e molto deleteria per i nostri risparmi (fondamentale l’esempio di iperinflazione degli anni 70 che dimezzava il potere d’acquisto in pochi anni dei capitali non investiti).
Per coprire la perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione è necessario investire in un portafoglio di investimento diversificato che copra dall’inflazione:

MIGLIOR GESTIONE PATRIMONIALE INDIPENDENTE CHE HA RADDOPPIATO IL CAPITALE IN POCHI ANNI (clicca)

La seguente società fintech è stata votata più volte consecutivamente negli ultimi anni come la migliore nel campo della consulenza finanziaria indipendente per i costi di gestione più bassi del mercato (non avendo commissioni di ingresso, di uscita o di performance potendo gestire il capitale via web senza il costo dei promotori) e guadagni più elevati.
Essa gestisce una pluralità di portafogli globali in base al proprio profilo di rischio ed è possibile chiudere la posizione gratuitamente in ogni momento: si parte dal profilo 1 per chi vuole tutelare il capitale diversificando e cercando di incrementarlo con rischi minimi, fino ad arrivare al profilo 7 che ha più che raddoppiato il capitale in pochi anni, con la possibilità di passare da un profilo all’altro in base alla situazione del mercato o alle proprie esigenze del momento::
Per registrarsi gratuitamente sfruttando la promo e visualizzare l’andamento dei portafogli (clicca)

IL PROBLEMA DEI COSTI DELLE GESTIONI TRADIZIONALI
Generalmente, quando si guardano i risultati di molte gestioni patrimoniali bilanciate nel corso degli anni, i ritorni reali non sono quelli indicati in precedenza.
Questo è anche dovuto ai costi del prodotto stesso che erodono quasi totalmente il guadagno annuale.

La quasi totalità delle gestioni patrimoniali standard hanno questi costi:

  • costi sul capitale iniziale versato dal 2 al 5%
  • costi sui versamenti mensili dall’1 fino al 5%
  • costi di gestione annui dal 2 al 3%
  • costi di switch tra le varie tipologie di rischio (cioè costi per variare da un portafoglio di rischio all’altro)
  • costi di disinvestimento (cioè costi nel caso si voglia ritornare in possesso del proprio capitale per qualsivoglia motivo in ogni momento)
  • commissione di performance (cioè sono costi che si sommano alla gestione nel caso di risultati positivi della gestione)

Possiamo intuire facilmente che anche una gestione ottimale del portafoglio, può anche portare a ritorni paradossalmente negativi o minimamente positivi, nonostante i guadagni reali della gestione siano maggiori. Questo è il motivo per cui molti investitori lamentano di subire delle perdite dai loro prodotti di investimento, nonostante l’andamento dei mercati sia stato positivo nel corso degli anni.

Per questo sono nate società fintech come quella evidenziata che sfruttando il web e le tecnologie riescono ad abbattere la quasi totalità dei costi verso i clienti in modo da ottenere risultati in linea con il mercato, generalmente queste gestioni patrimoniali innovative hanno le seguenti caratteristiche:

  • zero costi sul capitale versato inizialmente
  • zero costi sui versamenti mensili
  • costi di gestione annui più basse del mercato
  • nessun costo di switch tra le varie tipologie di portafoglio
  • nessun costo per il disinvestimento
  • nessuna commissione di performance

Come possiamo facilmente intuire, tutti questi costi azzerati (che ricordiamo sono applicati annualmente dalle comuni gestioni patrimoniali), impattano in modo determinante sui risultati positivi della gestione e consentono di avere ritorni nettamente più elevati.
Questa è la differenza fondamentale rispetto alle gestioni tradizionali che a causa dei costi rischiano di non restituire nemmeno il capitale investito inizialmente e l’unica soluzione è cambiare gestione (vedi approfondimento).

VANTAGGI FISCALI DI QUESTA GESTIONE
Il vantaggio fiscale è la possibilità di compensare plusvalenze e minusvalenze. Questo vuol dire che al 31 dicembre di ogni anno si valuterà il risultato della gestione nel suo insieme e la base soggetta all’imposta sarà solo l’eccedenza positiva. In caso di risultato negativo nel suo insieme la minusvalenza potrà essere riportata a nuovo fino al quarto anno fiscale successivo, avendo in questo modo l’effetto di un credito d’imposta. Investendo in autonomia in fondi e ETF non è possibile fare compensazione ed ogni vendita in positivo non può compensare perdite precedenti e ad essa lo stato applica la tassazione del 26% sui guadagni.

VANTAGGI SUI COSTI
Investendo in autonomia si è soggetti ai costi di compravendita titoli, in questa gestione patrimoniale la compravendita degli strumenti è gratuita.


BAIL-IN: UTILIZZO DEL DENARO DEI CONTI CORRENTI PER RISANARE IL BILANCIO DELLA BANCA

L’idea su cui poggia il bail-in è quella per cui le banche (se falliscono) non devono essere salvate con il denaro dei contribuenti (cioè utilizzando la tassazione) ma a pagare per l’errata gestione dovranno essere gli investitori, gli amministratori e in ultima istanza anche i correntisti oltre 100 mila euro.

  • Ad oggi il fondo di tutela ha in dote una liquidità tale da non poter tutelare tutti i depositi bancari (a prescindere dal limite dei 100 mila euro legale, vedi approfondimento de “il sole 24 ore”), tuttavia tutti i conti correnti ad oggi sono sempre stati tutelati al 100% dal governo anche in caso di fallimento degli istituti utilizzando nuovo debito pubblico a copertura, ma in futuro? Precisiamo che chi ha perso denaro per i fallimenti bancari italiani aveva investito in azioni e obbligazioni delle banche fallite, mentre il denaro sui conti correnti è sempre stato tutelato.

Come Gestire il Risparmio onde evitare rischi: DIVERSIFICARE SU PIU’ BANCHE

  • per la nuova legge sul bail-in i depositi bancari (si parla di denaro liquido sul conto corrente e anche dei conti deposito ma non di investimenti finanziari che non hanno nessuna tutela) sono tutelati fino a 100 mila euro per ogni intestatario per singola banca anche in caso di fallimento quindi:
    – per conti cointestati la garanzia è di 200 mila euro (100 mila per conti singoli)
    – per una persona fisica che avesse 1 milione di euro diviso in 10 banche differenti (100 mila ciascuna) la tutela sarebbe completa mentre una persona fisica con 10 conti correnti da 100 mila euro sulla stessa banca o con un conto da 1 milione di euro, in caso di fallimento sarebbe soggetto a una perdita di 900 mila euro (a meno di salvataggi governativi) quindi è necessario diversificare su più banche per sicurezza.
  • a livello legale è sufficiente avere un conto sotto i 100 mila euro per essere sicuri del risarcimento ma se ci fossero dei problemi da parte del sistema a reperire il denaro per far fronte a questa tutela? senza contare il fatto che la restituzione non sarebbe immediata quindi è importante differenziare su più istituti anche al di sotto di 100 mila euro di patrimonio.

Diversificare su più banche con conti tradizionali sarebbe molto oneroso a livello di costi, mentre sfruttando le offerte online (spesso a costo zero) è possibile distribuire il rischio su più istituti senza spese:

Tuttavia mantenere troppa liquidità sui conti correnti è una scelta errata sia per il problema del bail-in che per i problemi visti in precedenza e anche per quelli che vedremo di seguito, quindi è sempre meglio destinare la liquidità in eccesso a un portafoglio diversificato che tuteli il capitale (approfondisci).


TASSI NEGATIVI E AUMENTO DEI COSTI DEI CONTI CORRENTI

La reiterata politica dei tassi negativi delle banche centrali per supportare i debiti pubblici e i mercati (vedi approfondimento) sta impattando in modo negativo sui bilanci degli istituti bancari.
Un sistema con tassi negativi prevede che le banche devono “pagare” una % per parcheggiare il denaro in eccesso presso i depositi BCE, ecco perchè si parla di tassi negativi (una delle conseguenze della politica monetaria “espansiva”), situazione anomala visto che in un mercato normale la liquidità viene remunerata con un tasso di interesse positivo.
Questa situazione sta creando problemi alla redditività delle banche perchè paradossalmente più la clientela deposita denaro sui conti senza investirlo, più i costi della banca aumentano. Per ovviare a questa problematica gli istituti stanno ribaltando questi costi sulla clientela: o in modo esplicito variando le condizioni del conto corrente cioè allineando i tassi del conto ai tassi negativi della BCE (quindi facendo pagare la % al cliente per il deposito di denaro), oppure in modo “mascherato” variando le condizioni del conto aumentandone i costi fissi e di gestione delle varie operazioni.
Questa politica è implementata soprattutto verso la clientela più “fedele” con conti correnti più datati perchè le banche sono consapevoli della pigrizia (o menefreghismo) di questa clientela nel cercare sul mercato proposte differenti e più vantaggiose.
Ormai in media un conto corrente viene a costare circa 100 euro all’anno di costi fissi a cui bisogna aggiungere almeno 1 euro di commissione per ogni bonifico anche se effettuato online e in media 2 euro per ogni prelievo fatto in bancomat differenti dalla propria banca. A tutto questo bisogna aggiungere ulteriori costi se si vuol chiedere la carta di credito e la ricaricabile, senza contare i costi esorbitanti in caso di investimenti con commissioni di gestione, di ingresso, di uscita e di custodia che annullano gran parte dei possibili guadagni.
In questo conteso però non mancano le offerte sul mercato che consentono sia di avere conti correnti senza costi (ne fissi ne di gestione), sia di remunerare il capitale. Questo perchè le società fintech (sfruttando le nuove tecnologie) possono permettersi di abbattere i costi di gestione oltre ad avere bilanci più solidi perchè non oberati da tutte le problematiche che la crisi ha creato agli istituti di credito con una gestione tradizionale: vedi migliori conti gratuiti


MANCATI GUADAGNI DOVUTI AL NON INVESTIMENTO

Gestendo in modo oculato gli investimenti finanziari con un profilo di rischio medio, è possibile raddoppiare il proprio capitale iniziale nel giro di qualche anno perchè (anche a fronte di periodi con mercati in forte ribasso) nel medio periodo i mercati globali storicamente salgono sempre.

Detto questo “non investire” significa perdere una grande possibilità di guadagno, spesso molto superiore al reddito da lavoro.
Di seguito prendiamo in considerazione il grafico dell’indice più significativo del mondo (S&P500) per valorizzare con dati reali quanto detto in precedenza (clicca per allargare):

  • anche chi avesse investito prima della crisi del 2008 e non avesse venduto in perdita durante il panico finanziario (che ha portato a ribassi del 50%), adesso avrebbe più che raddoppiato il capitale in un decennio.
  • chi avesse investito dopo il crollo del 2008, in 10 anni avrebbe guadagnato oltre il 300%
  • il grafico evidenzia anche che dal 1990 (nonostante tutte le crisi finanziarie che si sono succedute), l’indice ha guadagnato oltre 10 volte il capitale iniziale.

PERCHE’ SCEGLIERE UN PORTAFOGLIO DI INVESTIMENTO DIVERSIFICATO A LIVELLO GLOBALE DI LUNGO PERIODO
Prendiamo in considerazione il seguente portafoglio in forte espansione che riesce a raddoppiare il proprio valore ogni anno (ipotesi irrealistica ma ci consente di semplificare i calcoli e capire il concetto), guardiamo la tabella sottostante:

Possiamo vedere che da un anno all’altro il rendimento è sempre del 100% (cioè il portafoglio raddoppia ogni anno), tuttavia chi investe nell’anno zero e mantiene l’investimento (buy & hold), l’incremento di valore negli anni successivi non riguarda solo il capitale iniziale ma anche i guadagni precedentemente effettuati proseguono il loro incremento, cioè si tratta di un guadagno sui guadagni precedentemente effettuati in modo esponenziale e questo è il RENDIMENTO COMPOSTO.

I guadagni ipotetici sono infiniti, se si investono X euro in un portafoglio non c’è un limite massimo di guadagno nel lungo periodo.
Se si vuole sfruttare il rendimento composto nel lungo periodo in modo quasi certo limitando i rischi è sufficiente investire in un portafoglio globale diversificato che nel lungo periodo ha ritorni ampiamente positivi:
Per maggiori informazioni sulla strategia e per impostare un portafoglio di lungo periodo (clicca)


SVALUTAZIONE CONTI CORRENTI PER USCITA DALL’EURO

Nonostante il ritorno alla lira sia ormai quasi totalmente scongiurato (per ora) è sempre importante conoscere le conseguenze di questo evento visto che un’uscita dall’euro sarebbe a tutti gli effetti una tassa patrimoniale sui risparmi perchè sul mercato globale delle valute (forex vedi) la lira perderebbe dal 20% al 50% di valore rispetto all’euro (vedi perchè), quindi i risparmiatori che hanno denaro depositato sui conti correnti (o anche in investimenti solo italiani) perderebbero parte del patrimonio da un giorno all’altro.
Per tutelare i risparmi da questo rischio è fondamentale investire in un portafoglio globale che comprende investimenti in valute diversificate, in modo che un’eventuale svalutazione della lira non avrebbe impatti sul nostro patrimonio (vedi i migliori intermediari).


PRELIEVO FORZOSO SUI CONTI CORRENTI PER RISANARE LE FINANZE PUBBLICHE

A causa del continuo aumento del debito / PIL che rende insostenibile l’attuale gestione delle finanze pubbliche, continuano a serpeggiare voci di ipotetiche patrimoniali sui risparmi per risanare i conti dello stato.
Tuttavia una tassa patrimoniale può essere implementata in modi differenti dal governo: potrebbe riguardare tutto il patrimonio (conti correnti, investimenti e immobili) e in questo caso non ci sarebbe possibilità di tutela del risparmio; oppure l’esecutivo di turno potrebbe inizialmente propendere per un prelievo forzoso limitato alla liquidità dei conti correnti (come nel 92) .
Difficile prevedere cosa potrà succedere, la cosa certa è che in caso di patrimoniale la liquidità ferma sui conti correnti sarebbe colpita in modo certo (perchè si tratta di capitale non investito e che non sta creando benefici al sistema e quindi facilmente aggredibile dalla tassazione), mentre sarebbe più complesso colpire il capitale investito perchè potrebbe obbligare a disinvestimenti forzati che potrebbero creare squilibri al sistema.
Quindi in caso di patrimoniale la liquidità ferma sui conti sarebbe colpita in modo certo, mentre una patrimoniale sugli investimenti sarebbe più articolata e complessa (ma non impossibile).
Detto questo, creare un portafoglio diversificato come visto nei punti precedenti, tutelerebbe i risparmi nel caso di una patrimoniale limita ad un prelievo sui conti correnti (mentre in caso di patrimoniale completa su tutti gli investimenti non ci sarebbe nessuna possibilità di tutela del risparmio).

ANDAMENTO PORTAFOGLI IN BASE AI GRADI DI RISCHIO (visualizza)


IL PORTAFOGLIO DI INVESTIMENTO CHE HA RADDOPPIATO IL CAPITALE IN POCHI ANNI: visualizza la composizione e l’andamento in tempo reale (approfondisci)


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