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Qual è la miglior strategia di investimento con i mercati ai massimi e il rischio ribassi

La situazione attuale è complessa per gli investitori perchè i mercati mondiali sono al massimo storico (nonostante l’attuale situazione economica dovuta alla pandemia) per il poderoso rimbalzo successivo al repentino crollo di inizio anno, dovuto alle politiche espansive delle banche centrali (anche se l’andamento dei vari settori sul mercato è differente, con i titoli legati all’economia reale più in difficoltà e i tecnologici a livelli altissimi).
Per questo le previsioni sul loro andamento futuro è controverso (non si può escludere ne una prosecuzione dei rialzi, ne un crollo dopo anni di rialzi e politiche espansive).

Detto questo cerchiamo di spiegate la modalità di investimento proposta da Benjamin Graham (il mentore di Warren Buffett) che nei suoi innumerevoli libri consigliava agli investitori passivi (cioè coloro che non hanno ne tempo ne voglia di analizzare il mercato in ogni momento, ne il valore dei vari titoli sul mercato per selezionare quelli migliori in base ai fondamentali dell’azienda).

Prima di entrare nel dettaglio indichiamo i migliori strumenti, con i minori costi di mercato, per implementare la strategia di investimento che andremo a spiegare nei minimi dettagli a breve (con analisi matematica dettagliata):

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• possibilità di investire in autonomia in migliaia di fondi/sicav (azionari, obbligazionari, bilanciati, flessibili, settoriali, geografici, ecc) di una pluralità di società di investimento globali: dopo la registrazione è possibile utilizzare il motore di ricerca che evidenzia tutte le varie tipologie di fondi disponibili con le relative performance e valutazioni.
• nessuna commissione di ingresso, di switch ne di uscita dai vari fondi e commissioni di gestione più basse del mercato (accesso alla totalità di prodotti di investimento di banche private e advisor finanziari senza costi di intermediazione).
• possibilità di creare investimenti diversificati globalmente in autonomia, sfruttando i portafogli modello proposti, differenziati per profili di rischio (essendo una gestione autonoma è possibile anche replicare una sola parte dei portafogli e acquistare altri fondi in autonomia).
• disponibilità di fondi total return che hanno l’obiettivo di generare rendimenti positivi indipendentemente dall’andamento del mercato, sfruttando strumenti che consentono di guadagnare anche sui ribassi e strategie decorrelate (approfondisci)
• possibilità di investire una quota mensile senza costi di caricamento (storicamente è la strategia di investimento che ha portato ai maggiori guadagni sui mercati, clicca per approfondire)
• oltre alla gestione autonoma è possibile scegliere una gestione patrimoniale (approfondisci)
• possibilità di sfruttare gli sgravi fiscali attivando portafogli PIR (vedi cosa sono), scegliendo tra tutti i prodotti di mercato disponibili


GESTIONE PATRIMONIALE ECONOMICA CON PORTAFOGLI GLOBALI IN ETF: GUADAGNO DEL 130% IN POCHI ANNI SULLA LINEA AGGRESSIVA
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• vari portafogli in ETF (vedi cosa sono) in base al profilo di rischio (portafoglio aggressivo con guadagno del 130% in pochi anni)
• possibilità di variare da un profilo all’altro in base alle esigenze e all’andamento del mercato (gratis)
• possibilità di disinvestire il portafoglio in ogni momento senza costi
• possibilità di investire una quota mensile senza costi di caricamento (storicamente è la strategia di investimento che ha portato ai maggiori guadagni sui mercati, clicca per approfondire)
• miglior gestore in base alle opinioni dei clienti (leggi le recensioni)


Chi invece preferisce investire in autonomia deve necessariamente considerare l’impatto delle commissioni da corrispondere all’istituto bancario in caso di compravendita titoli, si rischia di pagare anche l’1% di commissioni di acquisto (oltre alle commissioni fisse annue di gestione), bruciando buona parte dell’investimento. Per questo sono consigliabili degli intermediari specializzati che generalmente hanno commissioni molto minori:

Per chi vuole investire in autonomia segnaliamo una delle migliori banche italiane specializzate nel fintech (clicca):

  • uno dei conti correnti più economici attualmente sul mercato con tutte le maggiori operazioni gratuite (prelievi, bonifici, ecc)
  • deposito titoli e piattaforma di investimento con accesso ai maggiori mercati globali totalmente gratuiti e minime commissioni di compravendita (azioni, etf e certificates su borsa italiana allo 0,19% con minimo 3 euro e massimo 19,95 euro).
  • accesso diretto al mercato (si è proprietari delle azioni e obbligazioni acquistate, a differenza di molte piattaforme di trading che generalmente utilizzano CFD che sono solo dei contratti derivati il cui acquirente non è proprietario di nulla, clicca per approfondire)
  • clicca per i dettagli e per sfruttare la promo da 150 a 300 euro

Inoltre segnaliamo uno dei migliori intermediari di investimento autorizzato anche alla compravendita diretta di bitcoin e criptovalute: clicca
Questa piattaforma multi-asset offre sia l’investimento in criptovalute e azioni, che sono strumenti volatili e possono fluttuare ampiamente in un periodo di tempo molto breve e quindi non sono adatte a tutti gli investitori. Ricordiamo che il trading di criptovalute non è regolamentato e quindi non è supervisionato da alcun quadro normativo dell’UE.
La piattaforma consente anche il trading in CFD che sono strumenti complessi e comportano un alto rischio di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria e la maggior parte dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando fa trading di CFD.

STRATEGIA DI INVESTIMENTO

Il mercato (a prescindere dalle quotazioni attuali e passate) può prendere 3 direzioni:

  • proseguire il rialzo
  • avere un andamento laterale con delle fluttuazioni intorno ad un valore medio
  • iniziare un trend ribassista (anche molto forte e prolungato), al quale sussegue sempre un recupero delle quotazioni nel medio lungo termine (parlando della media dei mercati globali e non di mercati specifici o singoli titoli).

Per un investitore passivo quindi è necessario trovare una modalità di investimento che consenta dei guadagni di lungo periodo, tralasciando tutte le considerazioni su possibili punti di massimo o minimo.
Infatti attendere un crollo durante un mercato rialzista, può far perdere molti anni di guadagni nel mentre si attende un ribasso che non arriva, viceversa è anche possibile perdere buona parte del capitale se si dovesse investire sui massimi, ecco degli esempi reali.

Ammettiamo di essere un investitore nell’anno 2007 (ignari del futuro) con il mercato nella situazione sottostante (prendiamo l’indice più rappresentativo che è lo S&P 500, clicca per allargare).

In questo frangente vediamo che l’indice ha recuperato tutto il ribasso della bolla internet + torri gemelle di inizio decennio e si trova in prossimità del massimo storico del 2000.

Le nostre conoscenze non ci consentono di sapere che da li a breve esploderà la bolla dei mutui subprime che farà collassare i mercati, quindi ci troviamo di fronte alle tre possibilità precedenti: proseguimento del trend rialzista, prosecuzione laterale, inizio di un trend ribassista.

L’investitore che tenta la sorte può fare tre scelte: 1) investire il capitale e subire una forte perdita in caso di ribasso; 2) uscire dal mercato o non investire e perdere ipotetici rialzi futuri; 3) investire metà capitale per limitare sia ipotetiche perdite ma limitando anche ipotetici guadagni (questa sembra la scelta più intelligente ma in realtà è solo migliore di quelle precedenti ma con dei limiti).

Allungando l’orizzonte temporale (vedi grafico S&P 500 sottostante, clicca per allargare) vediamo che la scelta corretta è stata fatta dall’investitore che è rimasto fuori dal mercato (ma questa è stata solo fortuna e non una scelta strategica)

In questa situazione, per chi possiede liquidità è il momento di entrare in modo più deciso sul mercato per approfittare degli sconti che il mercato offre, infatti anche se il trend ribassista fosse continuato avremmo comunque acquistato a prezzi già molto bassi che nel lungo periodo consentiranno di avere ritorni positivi (attenzione, questo ragionamento è valido per indici diversificati e per portafogli globali che nel lungo periodo seguono l’andamento economico mondiale, il discorso decade per indici locali o singoli titoli che possono anche fallire e non rientrano in questa trattazione).

Proseguendo arriviamo al 2013 dove ci troveremmo nella medesima situazione del 2007 in cui l’indice è ritornato al massimo storico (clicca per allargare). Visto il passato è molto probabile che molti investitori scelgano di uscire dal mercato, evitando un ribasso come avvenuto nel 2007 quando il mercato aveva raggiunto il suo massimo prima di tracollare.

Situazione S&P 500 nel 2013:

Chi fosse uscito dal mercato nel 2013 perchè in prossimità dei massimi (cercando di anticipare ipotetici crolli futuri) ha perso la possibilità di raddoppiare il capitale (clicca per allargare grafico sottostante). Questo indica che non ci è dato sapere se effettivamente un mercato sui massimi possa crollare da li a breve, anzi il trend potrebbe tranquillamente proseguire per anni facendo perdere opportunità all’investitore troppo prudente.

Quello che Graham cerca di far capire agli investitori è che ipotizzare l’andamento futuro del mercato è impossibile, la sola cosa che può fare l’investitore intelligente (come viene definito da Graham) è quella di:

  • aumentare gli investimenti in portafogli diversificati globalmente dopo forti drowdown (vedi cos’è): infatti chi a inizio anno avesse comprato durante il crollo dovuto al panico da coronavirus, ora avrebbe un discreto guadagno e anche se il mercato non fosse rimbalzato, avrebbe in ogni caso acquistato a prezzi interessanti in previsione futura.
  • siccome non è possibile per un investitore conoscere anticipatamente l’andamento del mercato (e come abbiamo visto anche un mercato sui massimi può continuare a salire per anni) è necessario implementare una strategia matematica che consenta di ottenere un ritorno assoluto di lungo periodo, sfruttando le fluttuazioni del mercato stesso senza preoccuparsi del timing di ingresso.

Detto questo ipotizziamo che il nostro investitore fosse entrato nel mercato sui massimi del 2000 prima della bolla internet (perchè non poteva sapere gli sviluppi futuri ma esso era tranquillo seguendo la strategia che andiamo a esaminare).

Nei 3 anni successivi (dal 2000 al 2003, un periodo più lungo della crisi del 2008), il nostro investitore si trova all’interno di un mercato con un trend perennemente ribassista, prima di poter vedere un recupero (vedi grafico sottostante)

In questa situazione un investitore che avesse investito tutto il capitale sui massimi del 2000 (non sapendo l’andamento futuro) si ritroverebbe con un -50% nel 2003 e un -10% nel 2007.

Per semplicità di calcolo rappresentiamo l’andamento dell’indice S&P 500 nella modalità seguente (clicca per allargare):

Ipotizziamo di avere a disposizione 1000 euro da investire (per cifre più elevate il ragionamento matematico è analogo):

  • investendo tutto il capitale al tempo t0 con l’indice a 1000, al tempo t5 avremmo 500 euro (con perdita potenziale di 500 euro cioè del 50%) e al tempo t9 avremmo 900 euro (con perdita potenziale di 100 euro cioè del 10%)
  • viceversa investendo tutto il capitale al tempo t5 con l’indice a 500 (sui minimi), al tempo t9 avremmo 1800 euro (con guadagno potenziale di 800 euro cioè dell’80%)

Quindi investendo dopo un forte drawdown si ottengono ottimi rendimenti, ma come abbiamo detto se ci troviamo di fronte a un mercato perennemente rialzista e nel 2000 (cioè al tempo t0) volessimo iniziare a investire senza preoccuparci dell’andamento futuro, proviamo a calcolare il risultato se invece di investire 1000 euro in un momento specifico, dividiamo l’investimento in tempi diversi, cioè 100 euro in 10 momenti differenti (clicca per allargare):

  • investendo “a rate” il capitale, si acquista l’indice in tempi differenti e quindi a valori differenti e questo consente un valore di acquisto medio tra il punto massimo e il punto minimo dell’indice stesso, abbassando quindi il costo di acquisto totale rispetto all’investimento totale del capitale effettuato al punto di massimo. Questo consente quindi di trascurare il timing di ingresso.
  • nell’esempio considerato, la perdita massima dell’investimento arriva al 30% (rispetto ad una perdita massima del 50% investendo tutto il capitale sui massimi), quindi si diminuisce la volatilità. Nulla vieta di utilizzare un portafoglio più prudente per questa strategia (per esempio metà azionario globale e metà obbligazionario globale o maggiormente obbligazionario) in modo da mitigare ulteriormente i ribassi massimi (seguendo questa strategia, con un portafoglio bilanciato globale si può tranquillamente limitare la perdita massima al 15% o sotto il 10% per un bilanciato prudente e sfruttare in egual misura il recupero dai dagli acquisti temporali).
  • l’altro vantaggio è la possibilità di ottenere un rendimento positivo anche se l’indice si trova ad un valore inferiore rispetto al valore che aveva ad inizio investimento: in questo esempio si ottiene un rendimento positivo del 25% anche se l’indice è in perdita del 10% (viceversa investendo tutto il capitale nel punto t0 la perdita sarebbe analoga all’indice e cioè del 10%)
  • dato l’andamento del mercato, l’esempio precedente evidenzia il ritorno minimo che si può ottenere dall’investimento, perchè sarebbe indicato incrementare gli acquisti dopo che il crollo diventa importante per abbassare maggiormente il prezzo medio di acquisto e guadagnare oltre il 25% dato dall’esempio.
  • è anche possibile iniziare l’investimento a rate con un portafoglio prudente, e variarlo in un portafoglio aggressivo successivamente ad un forte drawdown, in modo da acquistare a prezzi scontati asset più rischiosi dopo i ribassi e sfruttare i successivi recuperi (sempre proseguendo gli acquisti ad intervalli regolari).
  • ricordiamo inoltre i dividendi, generalmente il mercato paga annualmente il 3/4% di dividendi che nel lungo periodo consentono di mitigare ulteriormente eventuali ribassi momentanei.
  • nel caso i mercati continuassero a salire dopo l’inizio degli acquisti, non rischieremmo di restare fuori dal mercato perdendo i guadagni

GRAFICO IN % DEL RITORNO DELLE TRE POSSIBILITA’ DI INVESTIMENTO NELL’INDICE (clicca per allargare)

La strategia indicata è un PAC (piano accumulo capitale) cioè un piano di investimento effettuato apportando somme costanti di capitale all’investimento stesso a intervalli regolari (generalmente mensili), in modo da effettuare acquisti sul mercato a valori differenti in tempi differenti, accumulando il capitale investito nel tempo.
Un PAC quindi consente di investire trascurando il timing di ingresso e consente di limitare la volatilità dell’investimento (quindi il rischio di perdita massima è più limitato rispetto all’investimento totale del capitale in un momento specifico).

ATTENZIONE AI COSTI

Il problema principale della gestione del patrimonio tramite questa strategia con le banche tradizionali o promotori finanziari sono i costi di gestione che erodono buona parte del capitale:

La quasi totalità delle gestioni patrimoniali di questo tipo hanno questi costi:

  • costi sul capitale iniziale versato dal 2 al 5%
  • costi sui ogni versamento mensile dall’1 fino al 5%
  • costi di gestione annui dal 2 al 3%
  • costi di switch tra le varie tipologie di rischio (cioè costi per variare da un portafoglio di rischio all’altro)
  • costi di disinvestimento (cioè costi nel caso si voglia ritornare in possesso del proprio capitale per qualsivoglia motivo in ogni momento)
  • limiti temporali al disinvestimento (generalmente per alcuni anni non è possibile riscattare il capitale o è possibile pagando commissioni molto alte)
  • commissione di performance (cioè sono costi che si sommano alla gestione nel caso di risultati positivi della gestione)

Possiamo intuire facilmente che anche una gestione ottimale del portafoglio, spesso porta a ritorni negativi, nonostante i guadagni reali della gestione siano molto positivi (quindi il problema non è il mercato ma i costi che sommati possono tranquillamente superare il 30% in un decennio, quindi i guadagni dell’investimento devono superare questa pesante zavorra). Questo è il motivo per cui molti investitori lamentano di subire perdite dai loro prodotti di investimento, nonostante l’andamento dei mercati sia stato positivo nel corso degli anni.

Per questo sono nate società fintech (come quelle che abbiamo evidenziato a inizio articolo che consentono di implementare la strategia PAC a costi contenuti): sfruttando il web e la tecnologia riescono ad abbattere la quasi totalità dei costi verso i clienti in modo da ottenere risultati in linea con il mercato, generalmente queste società hanno le seguenti caratteristiche:

  • zero costi sul capitale versato inizialmente
  • zero costi sui versamenti mensili
  • costi di gestione annui più bassi del mercato
  • nessun costo di switch tra le varie tipologie di portafoglio quindi è possibile variare la nostra tipologia di investimento gratuitamente in ogni momento
  • nessun costo per il disinvestimento
  • possibilità di riscattare tutta la posizione in ogni momento

Come possiamo facilmente intuire, tutti questi costi azzerati (che ricordiamo sono applicati annualmente dalle comuni gestioni patrimoniali), impattano in modo determinante sui risultati positivi della gestione e consentono di avere ritorni nettamente più elevati.
Questa è la differenza fondamentale rispetto alle gestioni tradizionali che a causa dei costi rischiano di non restituire nemmeno il capitale investito inizialmente e l’unica soluzione è cambiare gestione

ULTERIORI VANTAGGI DEI PAC

Un PAC è interessante anche per altri motivi:

  • per chi percepisce uno stipendio, una pensione o comunque ha un’entrata fissa mensile è possibile dedicare una quota parte dell’entrata stessa da destinare mensilmente al PAC in modo totalmente automatico, questo consente anche di creare nel tempo un risparmio (obbligato) a chi generalmente ha difficoltà nel risparmiare per spese superflue e di non dedicare troppo tempo al controllo dell’investimento stesso (essendo appunto una caratteristica matematica del PAC la mitigazione del rischio per quanto detto in precedenza).
  • generalmente è possibile fare un versamento più cospicuo una tantum in un determinato momento (magari i mercati sono ai minimi o abbiamo ottenuto delle entrate extra che vogliamo investire subito).
  • è possibile interrompere i versamenti e riprenderli a piacimento (per qualsivoglia motivo), mantenendo comunque attivo l’investimento sui precedenti versamenti effettuati.
  • è possibile attivare un PAC con qualsiasi profilo di rischio in base alle nostre esigenze, apportando capitale a gestioni aggressive, bilanciate o prudenti.

Come incrementare il patrimonio e la parte di stipendio o pensione che si riesce a risparmiare sfruttando un PAC (approfondisci)


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Lo scritto è redatto a solo scopo informativo, non rappresenta sollecitazione al pubblico risparmio e non svolge alcuna attività di intermediazione finanziaria. Il lettore si assume ogni responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate per investimenti da esso effettuati in autonomia con società terze.