Chiarezza sulle pensioni: le rivalutazioni sono regali e non rimborsi

Chi conosce un minimo il sistema pensionistico italiano sa benissimo di cosa si tratta, in questi giorni si fa un gran parlare delle rivalutazioni delle pensioni che erano state bloccate in precedenza e che verranno pagate ad inizio agosto come imposto dalla corte costituzionale al governo (il quale non centra nulla quindi) avendo ritenuto incostituzionale la legge che bloccava la rivalutazione stessa.

Molta stampa e la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica definisce questi pagamenti dello stato ai pensionati “rimborsi” (come se siano una cosa dovuta e sacrosanta) ma bisogna essere onesti e dire le cose come stanno perché questi sono “regali” visto che tutti i pensionati che riceveranno questi soldi in precedenza non hanno versato i contributi necessari ad ottenerli (essendo andati in pensione con il sistema retributivo) ed in alcuni casi hanno versato addirittura 0 contributi se pensiamo alle pensioni di reversibilità (che sono milioni di pensioni totalmente regalate a chi non ha mai lavorato un giorno nella sua vita e quindi non ha mai versato nessun contributo, legge presente a questo livello solo nel nostro paese perchè le reversibilità in tutti gli altri paesi sono di importi minimi per garantire un sussidio sociale in modo da stimolare il lavoro nell’età produttiva).

Qui si tratta appunto di un regalo vero e proprio dello stato per adeguare la pensione al costo della vita anche se chi lo percepirà ha pagato molto meno o addirittura non ha mai pagato nulla in precedenza per avere questo vantaggio e visto che nell’economia il “gioco” deve essere a somma zero questi soldi verranno presi tramite la tassazione della parte produttiva attuale del paese (i lavoratori e le aziende) che però in futuro andranno in pensione con il sistema contributivo che essendo completamente diverso da quello attuale non avrà nessun tipo di rivalutazione ed anche l’importo non sarà legato alla retribuzione ma ai contributi versati.

Lo stato ha creato un mostro intergenerazionale creando cittadini di serie a (i pensionati attuali) che avendo versato 50 stanno avendo 100 mentre con le nuove regole i lavoratori attuali stanno pagando 100 per in futuro ottenere 50 diventando cittadini di serie b, creando una ridistribuzione tra generazioni totalmente ingiusta ed oltretutto obbligatoria perché tutti i lavoratori attuali sono costretti a sottostare a questo che è a tutti gli effetti un “furto di stato” perché le regole non sono uguali per tutti come invece recita la costituzione in modo molto esplicito.

Nessuno parla chiaramente di questo problema che è quello principale del sistema italia perché innanzitutto sarà visibile solo ai futuri pensionati che ad oggi sono totalmente ignari della cosa ed inoltre è scomodo alla politica perché toccare le pensioni attuali vorrebbe dire perdere milioni di voti essendo l’italia un paese molto anziano.

La sola soluzione che ad oggi ha l’italia per non distruggere le generazioni future costringendole ad una vecchiaia di stenti è quella di creare un sistema uguale per tutti (sia pensionati attuali che futuri) e cioè fare una riforma costituzionale che consenta di intervenire in modo retroattivo sulle pensioni (ad oggi la costituzione non lo permette quindi prima deve essere cambiata) e trasformarle tutte in modo contributivo da subito oltre ad equiparare la reversibilità a quella degli altri paesi.

Questa modifica non sarebbe assolutamente uno scandalo o una truffa perché anche l’attuale pensionato percepirebbe esattamente quanto versato nella vita lavorativa (gli sarebbe solo tolta la parte eccedente mai versata e quindi che lo stato attualmente gli stà regalando, togliendola ai suoi figli in futuro che invece ne avrebbero diritto).

Per chi volesse approfondire il sistema pensionistico italiano può leggere il seguente articolo che evidenzia l’errore che ha fatto l’italia in precedenza, creando un sistema che a posteriori matematicamente non può funzionare e che è la causa principale dei problemi del paese.


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