Investire seguendo banche centrali e politica monetaria

Dopo la crisi dei mutui subprime del 2008 (vedi cosa è successo) che si è propagata per tutto il sistema capitalista globale (da cui è derivata anche la crisi del debito sovrano europeo, vedi come funziona), l’impatto delle banche centrali sui mercati è diventato fondamentale.
Da quel momento siamo entrati in un “regime” di mercato pilotato dalle banche centrali stesse, senza il loro intervento il collasso del sistema finanziario globale sarebbe stato quasi certo anche se probabilmente la crisi è stata generata da decisioni errate prese delle stesse banche centrali negli anni precedenti, le quali (anche per colpa della pressione dei governi nazionali) non si sono mai attenute alla regola di taylor (vedi cos’è) per la gestione dei tassi di interesse, creando varie bolle finanziarie nel tempo.

Le scelte delle banche centrali hanno un impatto fondamentale sui mercati perchè sono istituzioni che hanno la facoltà di scegliere se la politica monetaria della loro area valutaria sarà “espansiva” o “restrittiva”. Siccome il termine espansivo a livello giornalistico viene abusato per far intendere qualcosa di positivo mentre il termine restrittivo è spesso accostato a qualcosa di negativo, precisiamo il significato reale di queste terminologie:

  • POLITICHE ESPANSIVE: utilizzate in situazioni di crisi economica perchè aumentano (espandono) la massa monetaria in circolazione, incentivando gli investimenti a debito e aumentando l’inflazione; quindi le politiche espansive non sono positive a prescindere ma devono essere implementate con cura onde evitare bolle speculative sul debito (vedi subprime) o forti incrementi di inflazione (vedi venezuela e argentina)
  • POLITICHE RESTRITTIVE: utilizzate in situazioni di forte crescita economica perchè diminuiscono (restringono) la massa monetaria in circolazione, limitando l’indebitamento nel sistema e contenendo l’inflazione; le politiche restrittive quindi devono essere implementate in momenti di forte crescita economica per contenere bolle su debito e inflazione.

Per implementare le politiche monetarie le banche centrali hanno le seguenti possibilità (elenchiamo solo quelle più significative):

  • TASSI DI INTERESSE: abbassando i tassi di interesse si implementano politiche espansive perchè i bassi tassi incentivano l’indebitamento che crea un aumento di massa monetaria nel sistema sfruttando la riserva frazionaria (vedi), inoltre queste politiche dovrebbero indirettamente incidere anche sull’aumento dell’inflazione in situazioni di deflazione. Viceversa aumentando i tassi di interesse si implementano politiche restrittive perchè i tassi alti limitano l’indebitamento evitando bolle in fasi di euforia, diminuendo quindi anche la massa monetaria in circolazione contenendo l’inflazione (meno moneta in circolazione, minor aumento dei prezzi).
  • QUANTITATIVE EASING: è uno strumento di politica monetaria ultraespansiva non convenzionale che viene implementato in situazioni di forte crisi dove anche tassi di interesse nulli (o negativi) non riescono a migliorare la situazione economica, in questa situazione la banca centrale crea direttamente denaro dal nulla (ormai il denaro sono dei bit sui server) e lo riversa nel sistema acquistando i titoli di stato sul mercato secondario (vedi come funziona). Questo strumento però è da utilizzare con criterio perchè la creazione indiscriminata di moneta può portare a bolle sui mercati (come quella attuale) o iperinflazione se la liquidità si riversa nell’economia reale (cosa al momento non avvenuta perchè tutta la liquidità si è riversata sui mercati finanziari, cresciuti indiscriminatamente da un decennio).

PERCHE’ LE POLITICHE MONETARIE INCIDONO SUI MERCATI
Come possiamo intuire, le politiche espansive (aumentando la massa monetaria nel sistema) generalmente portano anche ad un aumento dei mercati azionari ed obbligazionari (con relativo calo dei tassi di interesse che sono inversamente proporzionali al valore delle obbligazioni cioè se il loro valore aumenta i tassi calano) e questo soprattutto durante l’implementazione del quantitative easing dove la creazione del nuovo denaro viene utilizzata direttamente per fare acquisti di titoli di stato sul mercato, cioè la banca centrale inietta direttamente liquidità sui mercati finanziari che quindi si apprezzano (con tutti gli effetti collaterali del caso, approfondisci). Da considerare che i mercati anticipano le decisioni (cioè acquistano o vendono sulle aspettative e a notizia acquisita spesso invertono la rotta) quindi in caso di politiche espansive è probabile un aumento dei corsi azionari e obbligazionari prima che esse vengano implementate, salvo poi invertire l’andamento o consolidare i valori nel momento in cui avviene realmente l’implementazione di esse.

Essendoci una banca centrale per ogni area valutaria ci sono più variabili all’interno del sistema globale e quindi è necessaria un’analisi approfondita del sistema finanziario: le banche centrali che hanno il potere di incidere sul sistema sono le più importanti e cioè FED americana, BCE europea e negli ultimi anni anche la PBC cinese; in misura minore BOJ giapponese e BOE inglese (generalmente le altre banche centrali incidono solo all’interno della propria area valutaria e quindi devono essere considerate se si investe in quell’area, tuttavia per il loro limitato potere non riescono ad incidere a livello globale sui mercati).

  • Ricordiamo che la FED ha iniziato e terminato il quantitative easing prima della BCE ed ha già iniziato ad alzare i tassi di interesse, la BCE avendo terminato il QE successivamente si trova ancora in una fase di tassi nulli
  • Dopo le turbolenze del 2018 sui mercati per il termine delle politiche espansive di FED e BCE, nel 2019 i mercati sono tornati a salire sulle aspettative di un’inversione di tendenza da parte delle banche centrali con una FED che dovrebbe tornare ad abbassare i tassi di interesse e la BCE che dovrebbe implementare un nuovo quantitative easing. Le riunioni delle banche centrali dei prossimi giorni dovrebbero fornire qualche informazione più concreta in tal senso ma come abbiamo detto i mercati hanno già anticipato la notizia, quindi attenzione in caso le decisioni non fossero in linea con le aspettative.

ANDAMENTO WALL STREET IN BASE ALLE DECISIONI DELLA FED
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LEGAME TASSI INTERESSE E MERCATI FINANZIARI CON QUANTITATIVE EASING (MERCATO AMERICANO)
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mix

Il grafico rappresenta la correlazione durante il qe tra: in rosso i tassi di interesse decisi dalla fed, in verde i tassi di interesse sul mercato dei titoli di stato americani (treasury), in blu l’indice azionario s&p500. Come si intuisce con l’abbattimento da parte della fed dei tassi di interesse (dal 5% a 0,25%) e l’inizio del QE è corrisposto un aumento corposo dell’indice azionario e un abbassamento dei tassi di interesse pagati sui titoli del debito pubblico passati dal 5% a meno del 2% (che corrisponde, ad un aumento del valore dei titoli di stato dovuto agli acquisti da parte della fed stessa, vedi articolo: più aumenta il prezzo dei titoli di stato e più si abbassa il tasso di interesse pagato dallo stato ai debitori).


ANDAMENTO EUROSTOXX IN BASE ALLE DECISIONI DELLA BCE


TASSI INTERESSE TITOLI DI STATO ITALIANI CON QUANTITATIVE EASING DELLA BCE
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Minori sono i tassi da pagare sul debito, minori sono le tasse future necessarie ad onorare il debito stesso, più risorse si liberano per il bilancio pubblico (possibilità di abbassamento tassazione e/o maggiore spesa pubblica disponibile per investimenti).
Vedi come funzionano gli stati e il debito pubblico (clicca)

ATTENZIONE AI CAMBI VALUTARI
Come abbiamo detto le politiche espansive agiscono aumentando la massa monetaria di quell’area valutaria e questo a sua volta diminuisce il valore della moneta sul mercato dei cambi rispetto alle altre valute (più moneta disponibile meno valore e aumento prezzi, legge domanda / offerta che vale anche per le valute).
Bisogna fare attenzione perchè una forte svalutazione porta ad un incremento dei prezzi ma per valute stabili come dollaro ed euro questo attualmente non è un problema e una svalutazione entro certi limiti rispetto alle altre valute porta ad un miglioramento delle esportazioni e quindi spesso le politiche espansive portano ad una guerra valutaria globale sul mercato dei cambi tra le varie banche centrali: chi implementa politiche espansive più accentuate generalmente crea una svalutazione della propria moneta rispetto alle altre (vedi mercato forex dei cambi) anche se questo non è sempre vero perchè sul mercato dei cambi incide anche la crescita di un paese e l’importanza dell’area valutaria in questione: vedi andamento storico dell’euro sulle altre valute (clicca).
COME GESTIRE GLI INVESTIMENTI (clicca per approfondire)


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