Elezioni e mercati finanziari: cosa succederà?

Dopo 2000 anni, la moltiplicazione dei pani e dei pesci esce dalle sacre scritture per entrare in parlamento.
La totalità dei partiti italiani (da quelli storici a quelli “nuovi”, nessuno escluso) stanno offrendo la medesima offerta elettorale e cioè spesa pubblica non per investimenti ma per finanziare spesa corrente fine a se stessa.
L’obiettivo è chiaro e cioè ottenere un voto di scambio “se te elettore mi mandi in parlamento, io ti regalo del denaro nelle modalità più disparate”, in barba al buon senso e ad un’analisi dettagliata dei conti pubblici che rimangono in piedi solo ed esclusivamente grazie alla banca centrale europea, la quale a breve terminerà questa parentesi di aiuto agli stati per evitare squilibri economici futuri (vedi approfondimento).

Dopo la crisi del 2008, che ha creato un forte impoverimento di molte classi sociali, le campagne elettorali globali sono state improntante su tematiche protettive anti globali ma in nessuno stato la totalità dei partiti propongono soldi gratis agli elettori (come in italia) in cambio di voti.
Il paradosso del nostro paese è il seguente: le tangenti tra due privati sono giustamente un reato, mentre il voto di scambio utilizzando soldi pubblici per ottenere voti è consentito (e i risultati sul debito pubblico nel corso dei decenni sono evidenti a prescindere dall’euro, vedi approfondimento).

Purtroppo le conoscenze finanziarie del nostro paese sono molto limitate (vedi articolo del sole 24 ore) e questo consente alla classe politica di sfruttare questa lacuna per proposte irrealistiche che consentono consenso elettorale.
Tuttavia non è difficile comprendere che ogni euro regalato per legge ad alcune classi sociali deve essere recuperato o tramite la tassazione verso la parte produttiva del paese (dall’operaio all’imprenditore, ormai tartassati e senza rappresentanza politica) o tramite ulteriore debito ottenuto sui mercati finanziari che ricadrà sulle generazioni future.
In pratica la politica per rimanere in parlamento, utilizza i mercati finanziari per creare ulteriore debito da elargire al popolo, intestando il pagamento alle generazioni future.
E’ facilmente intuibile che un sistema di questo tipo non può stare in piedi ed esula totalmente dal concetto di meritocrazia.

E’ incredibile che in un paese occidentale come il nostro, la parte produttiva del paese non abbia rappresentanza politica.
I dati ISTAT purtroppo dicono che gli occupati del paese sono la minoranza (23 milioni su un totale della popolazione italiana di 60 milioni), questo significa che tutti gli altri vivono di spesa pubblica.
I politici conoscono perfettamente questi dati e quindi per intercettare la maggioranza del paese che vive di spesa pubblica effettuano proposte elettorali irrazionali.
Tuttavia se tutta la classe politica è concentrata a intercettare i voti della parte improduttiva del paese (perchè maggioranza), si perdono 23 milioni di voti di chi tutti i giorni porta avanti l’italia con innumerevoli sacrifici.

Inoltre politiche di questo tipo porteranno di nuovo l’italia al centro del problema finanziario globale per l’immane debito pubblico creato storicamente proprio per questa mentalità, debito che al momento è gestito dalla banca centrale europea che però a breve terminerà questa politica per evitare squilibri futuri (vedi funzionamento mercati).

L’unica soluzione per il nostro paese (per dare un futuro decente ai nostri figli) è quello di terminare le politiche dei regali ed abolire le politiche di spesa pubblica improduttiva (vedi situazione italiana)


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