Perchè la “crescita” italiana è la più bassa di tutta la zona euro

Purtroppo la politica italiana e molta stampa (da inizio anni 80 ad oggi) utilizza delle parole rassicuranti per l’opinione pubblica il cui sinonimo però è molto meno rassicurante.
Flessibilità dalla UE suscita nelle persone una sensazione di indipendenza e libertà di azione del nostro paese nei confronti di un ente sovranazionale, come se la mancanza di essa fosse una dittatura esterna.
Entrando nel merito però la flessibilità non è altro che debito futuro ma fare debito in se non significa obbligatoriamente creare crescita, un padre di famiglia che si indebita per comprare una casa per vivere sta creando crescita per la famiglia, ma se il padre si indebita per giocare al casinò sta solo sperperando oltre le risorse attuali anche quelle future.

Il nostro paese da decenni (cioè da molto prima della nascita dell’europa e dell’euro) spendere più denaro rispetto alle entrate (che è appunto la flessibilità tanto inneggiata) e se consideriamo che le entrate sono le tasse (le quali sono le più alte di tutto l’occidente) non si riesce a comprendere come sia possibile spendere tutti questi soldi senza riuscire a crescere e di conseguenza aumentando costantemente il rapporto debito/PIL.
La differenza immediata tra entrate e uscite si chiama deficit, che oltre i 12 mesi si trasforma in debito pubblico, se questo venisse utilizzato per investimenti per la crescita (come in ogni paese occidentale) allora il PIL di conseguenza aumenterebbe più del debito contratto abbassando il rapporto debito/PIL.
Il problema è che in italia, ogni volta che si invoca flessibilità (cioè deficit e debito), questo denaro a debito non viene utilizzato per aumentare il PIL che resta costantemente vicino allo 0 ma viene usato per sostentare la solita spesa pubblica parassitaria (la matematica non essendo un opinione non può mentire e se facendo debito il PIL non aumenta è chiaro che non si fanno investimenti ma spesa improduttiva tra clientele e diritti acquisiti).

Se i vari governi che si sono succeduti da decenni avessero comunicato ai cittadini di aver ottenuto la possibilità di fare più debito invece di dire più flessibilità (cioè di spendere di più di quanto incassano a debito) la cosa non sarebbe percepita come positiva, la flessibilità è debito futuro ma parlare di flessibilità risuona positivo, parlare di debito invece sarebbe percepito in modo negativo anche se in realtà si tratta della stessa cosa.

Il problema è che storicamente l’italia si è indebitata non per creare crescita ma per spesa pubblica improduttiva (spesso in cambio di voti dalle più disparate classi sociali), creando debito fine a se stesso che ormai ha superato il 130% del PIL.
Se questo debito fosse stato utilizzato per investimenti, il rapporto debito/PIL sarebbe molto più basso ed in linea con gli altri paesi occidentali, in pratica il rapporto evidenzia se un paese si è indebitato per creare crescita o per sperperare soldi, più il rapporto ha una percentuale elevata più il debito è utilizzato per sprecare denaro (vedi approfondimento).

Tutti gli stati del mondo in situazioni di crisi usano deficit, ma per investire e non per regali sociali fine a se stessi che hanno portato alla situazione attuale.
Senza riforme in linea con tutti i paesi occidentali l’italia continuerà ad indebitarsi non per crescere ma per sperperare denaro in spesa pubblica improduttiva e quindi quello che ad oggi potrebbe essere percepito come un vantaggio sarà sicuramente un ulteriore problema futuro visto che il debito andrà ripagato con interessi utilizzando le tasse.

Il nostro paese ha la sola strada delle riforme per creare uno stato snello e produttivo, questo sicuramente comporterà la perdita di diritti acquisiti anacronistici di alcune classi sociali privilegiate (in pratica è in questo calderone che finisce il nuovo debito e non in investimenti per la crescita); un governo che dovesse intraprendere questa strada sicuramente perderà la maggioranza ma salverebbe il paese e il futuro dei nostri giovani.
Viceversa continuando con le politiche degli ultimi decenni si proseguirà nel peggioramento della situazione ed utilizzare il termine flessibilità è solo un modo più nobile per apparire in modo positivo agli elettori.

 


IL PORTAFOGLIO DI INVESTIMENTO CHE HA RADDOPPIATO IL CAPITALE IN POCHI ANNI (approfondisci)


QUALI SONO I RISCHI DI AVERE TUTTI I RISPARMI IN UN SOLO CONTO (approfondisci)


Costo materie prime al minimo storico: come bloccare il prezzo di elettricità e gas (approfondisci)




RESTA AGGIORNATO SUI FUTURI ARTICOLI: CLICCA MI PIACE

TUTTE LE SEZIONI


CERCA UN ARGOMENTO FINANZIARIO


Copyright © COSA MUOVE I MERCATI per SoldiOnline.it 
riproduzione consentita riportando il nome e il link della fonte

” COSA MUOVE I MERCATI ” è un approfondimento di SoldiOnline.it
Dal 1998 leader in Italia nell’informazione economica, offre analisi ed approfondimenti indipendenti sui mercati finanziari

Lo scritto è redatto a solo scopo informativo, non rappresenta sollecitazione al pubblico risparmio e non svolge alcuna attività di intermediazione finanziaria. Contiene messaggi pubblicitari, il lettore si assume ogni responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate per investimenti da esso effettuati. Ogni investimento può essere soggetto a perdite finanziarie

Precedente Un investimento con possibile guadagno del 500% Successivo Calcio e finanza: la soluzione per risollevare economicamente il calcio italiano e tornare ai vertici europei