Cosa sono gli ETF: quali scegliere e differenze con i fondi di investimento

Nell’ultimo decennio gli ETF (exchange-traded fund) e le varie declinazioni come gli ETC (Exchange Traded Commodities) o ETN (Exchange Traded Notes) hanno conosciuto un grande successo presso gli investitori.

Gli ETF sono una particolare tipologia di fondo d’investimento o Sicav (vedi cos’è una sicav) con tre principali caratteristiche:

  • sono negoziati in Borsa in tempo reale come ogni altro titolo finanziario;
  • hanno come unico obiettivo d’investimento quello di replicare l’indice al quale si riferiscono attraverso una gestione totalmente passiva;
  • hanno costi di gestione annui relativamente contenuti (meno dello 0,5%, a differenza dei fondi a gestione attiva che hanno costi che vanno tra l’1 e il 2% annuo).

DIFFERENZA TRA GESTIONE PASSIVA DEGLI ETF E GESTIONE ATTIVA DEI FONDI

La gestione passiva degli ETF
La gestione passiva degli etf è molto semplice ed è quella di replicare l’indice di riferimento: se per esempio un investitore volesse replicare l’andamento dell’indice delle principali azioni italiane FTSE MIB dovrebbe acquistare tutti i titoli presenti in tale indice (cioè acquistare 40 azioni con tutte le spese annesse alle commissioni) considerando anche il “peso specifico” che ogni titolo ha rispetto all’indice e ricalibrare il portafoglio ad ogni variazione della composizione dell’indice (ragionamento analogo per ogni altro indice come DOW JONES, NASDAQ, ecc ecc ed anche per indici obbligazionari).
Da qui si evince che questa attività risulta complessa e costosa per i non addetti ai lavori.
Gli etf risolvono questa problematica perchè contengono al loro interno tutti i titoli di un determinato indice in base al peso specifico di ogni titolo e vengono ricalibrati ad ogni variazione dell’indice a cui fanno riferimento.
Per questo un investitore che volesse replicare l’andamento di un indice può acquistare un singolo etf in borsa, pagando una sola commissione per acquistarlo (tutti i titoli dell’indice infatti sono racchiusi nell’etf).
La gestione passiva non consente alle società che emettono gli etf di modificare i titoli al loro interno per cercare di ottenere un ritorno migliore rispetto all’indice, altrimenti questo farebbe venire meno il concetto di replica passiva che deve consentire all’investitore di ottenere il medesimo andamento dell’indice stesso (sia per andamenti positivi che negativi).
Essendo gli etf a replica passiva, è insensato e molto rischioso investire tutto il patrimonio in un singolo etf perchè non sarebbe diversificato, quindi è necessario investire in vari etf che replicano indici differenti in modo da creare un portafoglio bilanciato.

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Da sottolineare che sono anche disponibili i derivati (vedi cosa sono) per replicare l’andamento degli indici ma essi non sono un reale investimento perchè si tratta di un contratto in leva finanziaria stipulato con una controparte, mentre con un etf si acquista la quota di un fondo che contiene direttamente i titoli azionari quotati.
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La gestione attiva dei fondi
Il concetto di gestione attiva dei fondi di investimento invece consente al gestore del fondo una libertà di scelta dei titoli (più o meno ampia) in base a quanto stabilito dal fondo stesso senza l’obbligo di seguire un determinato indice ma con l’obiettivo di ottenere un risultato migliore del mercato (cosa che purtroppo spesso non avviene).
Per esempio un fondo che investe in titoli azionari italiani non è tenuto a replicare l’andamento dell’indice italiano ma può acquistare alcuni titoli azionari italiani che ritiene possano avere un andamento migliore tralasciandone altri (ovviamente non può acquistare titoli americani se non espressamente specificato), questo può consentire al fondo di avere un andamento migliore o peggiore rispetto all’indice italiano in base alle scelte del gestore.
Questa attività di gestione attiva di scelta dei titoli (rispetto alla gestione passiva degli etf che seguono linearmente un indice senza nessun tipo di decisione) ha ovviamente un costo di gestione molto più elevato rispetto agli etf ma nonostante questi costi non è detto che un fondo riesca ad avere un rendimento migliore rispetto ad un etf, anzi in molti casi i fondi attivi hanno risultati peggiori rispetto agli indici rappresentati dagli etf (nonostante i costi elevati) quindi è fondamentale scegliere fondi con rendimenti riconosciuti (fondi che generalmente non vengono proposti dalle filiali bancarie).
A differenza degli etf però, la gestione attiva di un fondo può consentire di creare un contenitore diversificato che può spaziare dalle azioni alle obbligazioni fino ad arrivare ai derivati o addirittura a quote di altri fondi all’interno del medesimo fondo. La libertà di gestione di un fondo è evidenziata nei fogli informativi del fondo stesso, si possono avere:

  • fondi bilanciati che contengono un mix bilanciato tra azioni, obbligazioni ed altri titoli
  • fondi flessibili dove la quota di azioni, obbligazioni, derivati e liquidità varia in base all’andamento del mercato a discrezione del gestore,
  • fondi total return e absolut return che hanno l’obiettivo di cercare di ottenere (senza nessuna certezza) un rendimento costante indipendente dall’andamento dei mercati, vedi
  • fondi settoriali che investono in alcuni tipi di azioni, o di obbligazioni, o di zone del mondo o di materie prime in base a quanto specificato dal fondo e sempre a discrezione del gestore

La gestione attiva dei fondi quindi consente ai gestori di creare per ogni singolo fondo una pluralità di tipologie di investimento che non si possono ottenere con la gestione passiva degli etf, a meno di non creare un portafoglio attivo formato da vari etf come visto in precedenza
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DIFFERENZA DI ACCESSO AI FONDI E AGLI ETF
Come dicevamo in precedenza il vantaggio degli etf è quello di essere negoziati in borsa come ogni altro titolo finanziario, questo li rende liquidabili (cioè vendibili) immediatamente sul mercato, a differenza dei fondi che non essendo quotati possono essere acquistati solo tramite alcuni intermediari specializzati (banche o sim) e sia per l’acquisto che per la vendita sono necessari alcuni giorni. Nell’ultimo periodo alcuni fondi di investimento a gestione attiva sono acquistabili direttamente in borsa come gli etf ma ad oggi l’offerta è limitata, auspichiamo che il mondo finanziario prosegua in questa direzione (clicca per cercare i fondi quotati su borsa italiana).

COME SCEGLIERE GLI ETF
Esistono più emittenti sul mercato che gestiscono gli etf (vedi emittenti) quindi è probabile avere più etf di emittenti differenti per il medesimo benchmark ma anche se la replica consente di avere il medesimo risultato in termini di rendimenti, ci sono delle caratteristiche che differenziano in modo netto i vari etf:

  • liquidità: alcuni etf sono più liquidi di altri cioè hanno molti più investitori disponibili ad acquistare e vendere tali titoli il che li rende più facilmente vendibili in caso di necessità, quindi scegliere sempre gli etf che presentano maggiori compravendite nel giorno medio (vedi sezione “contratti” nella scheda di ogni etf sul sito di borsa)
  • masse gestite: se possibile scegliere sempre l’etf con masse gestite più elevate, se un etf gestisce centinaia di milioni di euro (o altre valute) sarà sicuramente più liquido ed avrà maggiore considerazione da parte della società emittente rispetto ad un etf di pochi milioni di euro
  • fisici o sintetici: questo è un punto fondamentale perchè alcuni etf (generalmente etc ed etn) hanno una replica sintetica e non fisica che possiamo spiegare in questo modo: un etf fisico per replicare un indice deve acquistare tutti i titoli dell’indice stesso possedendoli direttamente, viceversa un etf sintetico può replicare l’indice senza l’acquisto diretto dei titoli ma investendo in derivati. Quando possibile è fondamentale privilegiare un etf fisico a quelli con replica sintetica. Tuttavia per certi tipi di investimenti la replica fisica non è possibile come vedremo a breve.

TIPOLOGIE DI ETF
Oltre alla replica degli indici azionari e obbligazionari gli etf offrono molteplici altre possibilità:

  • replica valore materie prime: è possibile replicare il valore dei future sulle materie prime acquistando direttamente un etc (dal petrolio all’oro, ecc ecc; vedi etf materie prime, vedi etf metalli preziozi).
  • etf coperti dal rischio di cambio: per gli etf di indici o materie prime in valute differenti è possibile scegliere quelli coperti dal rischio di cambio, in pratica contengono dei derivati che annullano la variazione di cambio tra euro e altre valute (vedi etf coperti dal cambio)
  • replica al ribasso: è possibile acquistare un etf che replica un indice o una materia prima in modo inverso (cioè è possibile guadagnare in caso di ribasso dell’indice o materia prima scelta, short). Attenzione perchè in questo caso la replica è ovviamente solo sintetica e nel caso di movimento laterale (cioè un movimento intorno ad un valore medio) degli indici e delle materie prime nel medio periodo, l’etf riporterà forti perdite anche se l’indice o materia prima ha lo stesso valore iniziale (consigliamo questo tipo di etf solo per brevi periodi e solo a chi ha una buona esperienza di investimenti).
  • replica in leva: oltre al ribasso è possibile replicare indici e materie prime in leva, cioè moltiplicare per X volte i rialzi o i ribassi di indici e materie prime. Consigliamo tali titoli ai soli trader attivi per il forte rischio di perdita totale del capitale in poco tempo.
  • etf attivi: esistono alcuni etf che iniziano ad avere una gestione attiva fatta con robot advisor che ricalibra l’etf in tempi prestabiliti, tuttavia è un concetto molto differente rispetto alla gestione attiva dei fondi (vedi gli etf attivi).

COME VERIFICARE I PROPRI INVESTIMENTI IN ETF E FONDI
Se avete già investito in etf o fondi, oppure volete verificare le loro caratteristiche prima di investire è inutile ricordare il nome di ognuno (spesso veramente poco intuitivi) ma basta recuperare il loro codice univoco.
Infatti ogni titolo o investimento (sia esso azione, obbligazione, etf, fondo ecc ecc) è rappresentato da un codice univoco globale chiamato ISIN (International Securities Identification Number).
Fondamentale per capire la sede legale di ogni investimento sono le prime due lettere di tale codice: per esempio le lettere IT rappresentano investimenti di diritto italiano cioè sotto la giurisdizione italiana, LU di diritto lussemburghese, US americano, ecc ecc.
INSERISCI L’ISIN NEL CAMPO SOTTOSTANTE PER RICERCARE LE CARATTERISTICHE E L’ANDAMENTO DELL’INVESTIMENTO:


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