Come guadagnare fino all’8000% in 10 anni (seriamente)

Nonostante nel nostro paese si continui a parlare di crisi, ci sono investitori che in poco più di 10 anni (avendo investito dopo la crisi del 2008) hanno quasi decuplicato il capitale investito.

Come abbiamo già detto più volte, l’ultimo decennio ha registrato il record storico di rialzi dei mercati finanziari (approfondisci) e ci sono dei titoli che hanno fatto la fortuna dei loro investitori, aumentando dalle 10 volte a quasi 100 volte il capitale iniziale in 10 anni.

LISTA DEI MIGLIORI TITOLI DALLA CRISI DEL 2008

clicca sui vari grafici per allargare:

NETFLIX


AMAZON



APPLE


FACEBOOK


GOOGLE


MICROSOFT


Come possiamo vedere sono tutte aziende del NASDAQ legate al digitale, evidenziando che la ripresa economica post crisi del 2008 è trainata dalla new economy.

Nella lista andrebbe inserita anche TESLA che nell’ultimo periodo ha visto una crescita esponenziale, tuttavia se guardiamo il grafico del titolo è stato stazionario per anni per poi avere un picco repentino nell’ultimo periodo (generalmente questi tipi di rialzi hanno una connotazione speculativa perchè non hanno un trend rialzista stabile e costante come quelli precedenti).


COME OTTENERE QUESTI RISULTATI

L’acquisto e il mantenimento (strategia buy & hold) dei titoli di aziende solide con business in aumento costante nel corso del tempo consente di sfruttare il rendimento composto delle azioni.

Cos’è il rendimento composto

Prendiamo in considerazione il titolo di un’ipotetica azienda X in forte espansione che riesce a raddoppiare il proprio valore ogni anno (ipotesi irrealistica ma ci consente di semplificare i calcoli e capire il concetto) e guardiamo la tabella sottostante:

Possiamo vedere che da un anno all’altro il rendimento è sempre del 100%, tuttavia per chi ha investito nell’anno zero e mantiene l’investimento (buy & hold), l’incremento di valore negli anni successivi non riguarda solo il capitale iniziale ma anche i guadagni precedentemente effettuati proseguono il loro incremento, cioè si tratta di un guadagno sui guadagni precedentemente effettuati in modo esponenziale e questo è il RENDIMENTO COMPOSTO.

Matematica e azionario: guadagni infiniti e perdite limitate

I titoli azionari (tralasciando la leva finanziaria e i derivati) hanno un grande vantaggio:

  • le perdite sono limitate all’investimento effettuato, se si investono x euro in un titolo non è possibile perdere più di tale importo e quindi la perdita è limitata al 100% dell’importo investito
  • i guadagni ipotetici sono infiniti, se si investono x euro in un titolo non c’è un limite massimo di guadagno perchè un’azienda può continuare a crescere illimitatamente con guadagni esponenziali (come evidenziato dai casi precedenti)

Questo legame perdita limitata / guadagno illimitato è proprio il punto fondamentale dell’investimento azionario che rende però necessari questi approfondimenti:

  • la perdita è si limitata ma è sempre il 100% del capitale investito quindi utilizzare tutto il patrimonio per un singolo titolo è totalmente insensato perchè in caso di fallimento o andamento negativo dell’azienda si perderebbero tutti i risparmi. Riteniamo che l’esposizione al singolo titolo non debba mai superare il 10% di tutto il patrimonio (già il 10% è un’esposizione elevata che consigliamo solo in singoli casi di forte interesse), se si supera questa soglia bisogna essere consapevoli della ingente perdita sul patrimonio a cui si può incorrere (come ovviamente anche dei possibili guadagni più elevati).
  • in precedenza abbiamo visto il rendimento composto che consente di ottenere ulteriori guadagni dai guadagni precedenti in modo esponenziale, questo può essere analizzato anche in caso di ribasso dei titoli:
    • se investo 100 euro in un titolo e perdessi il 90%, il mio capitale scenderebbe a 10 euro (cioè in valore assoluto subirei una perdita di 90 euro)
    • se da 10 euro perdessi un ulteriore 90% il mio capitale rimanente sarebbe di 1 euro (che in valore assoluto equivale a una perdita di 9 euro, nettamente inferiore alla perdita di 90 euro precedente)
    • ricapitolando: in caso di ribasso, le perdite percentuali future impattano sull’investimento iniziale in misura nettamente minore rispetto a quelle precedenti perchè il capitale rimanente è minore, essendo già decurtato dalle perdite subite in precedenza (a differenza del rendimento composto nel caso dei guadagni che cresce esponenzialmente)
    • torniamo al primo punto: dopo la perdita del 90% con capitale che passa da 100 euro a 10; in caso di recupero del 100% il capitale passerebbe da 10 euro a 20 (il doppio di 10 è 20 e non 100, quindi sarebbe ancora fortemente in perdita). Matematicamente quindi un guadagno del 90% non può recuperare una perdita del 90% (per recuperare una perdita del 90% è necessario un recupero del 900%).
    • come abbiamo visto in precedenza i titoli non hanno limiti a rialzo ma recuperare una perdita del 90% con un rialzo del 900% è molto complicato (soprattutto se un titolo perde valore in un mercato a rialzo perchè questo evidenzia problemi aziendali o speculazione e un recupero in questa situazione è quasi impossibile). Sicuramente investire dopo un ribasso generalizzato sul mercato (selezionando le aziende migliori) è un’ottima strategia che però è differente rispetto ad effettuare continui acquisti sul singolo titolo che continua a perdere valore perchè in questo caso si rischia di perdere sia il capitale iniziale, sia tutti gli investimenti successivi sul titolo stesso.

APPROFONDIMENTI FONDAMENTALI

Diversificazione

Per ottenere i rendimenti evidenziati sopra è necessario selezionare aziende molto piccole (a livello di start up) ed individuare la nuova Netflix del futuro o simili.
Da sottolineare che in fase di start up è molto più probabile selezionare un’azienda con elevate possibilità di fallimento (e relativa perdita totale del capitale investito) rispetto alla probabilità di trovare il nuovo futuro colosso.
Per il calcolo della probabilità quindi è necessario diversificare il più possibile il capitale iniziale in più società (evitando di investire tutto sul singolo titolo per quanto detto in precedenza); infatti più si divide il capitale in titoli differenti, più diventa probabile l’investimento in titoli con ottime performance future, i cui guadagni esponenziali consentiranno anche di coprire agevolmente le eventuali perdite dovute a titoli fallimentari.

Per diminuire il rischio

Se si vuole sfruttare il rendimento composto nel lungo periodo senza rischi elevati è sufficiente investire in un portafoglio diversificato (approfondisci).

 

Ma allora chi perde sui mercati?

Chi perde denaro sui mercati sono gli “investitori” che vogliono tutto e subito o che non diversificano lasciando tutto il patrimonio su un singolo investimento, anche lasciare tutto il denaro sul conto corrente non è diversificato e rischioso (vedi approfondimento).
Queste scelte errate vengono fatte perchè spinti da decisioni irrazionali del momento, infatti chi avesse investito sulla scia dei rialzi del 2007 vendendo immediatamente dopo il crollo senza avere la pazienza di aspettare il recupero successivo, avrebbe ottenuto una perdita secca del 50% del capitale; mentre chi ha avuto la pazienza di aspettare il recupero ha duplicato l’investimento iniziale in una decina d’anni, nonostante il ribasso del 50% iniziale.

NB Il concetto di mercati sempre a rialzo nel lungo periodo riguarda solo gli indici globali più importanti o portafogli creati in modo bilanciato, il ragionamento non è valido per il singolo titolo perchè la singola azienda (come detto più volte) può fallire azzerando totalmente l’investimento iniziale e questo deve essere chiaro per chi vuole investire, in modo da essere consapevole che la diversificazione è fondamentale.

Attenzione al cambio valutario

Per quanto riguarda i cambi valutari per un investitore della zona euro che investe in dollari e viceversa la questione è rilevante (ragionamento analogo per ogni zona valutaria).

Analizzando il grafico dell’andamento del cambio euro / dollaro (pur con variazioni che raggiungono anche il 100% tra minimi e massimi storici) si evince che esso fluttua storicamente intorno ad un valore medio di 1,2 $ per ogni euro, questo significa che non c’è una valuta che si apprezza o che perde valore in modo costante rispetto all’altra, quindi nel lungo periodo (e se il cambio dovesse mantenere questa tipologia di andamento) l’impatto può essere visto come “trascurabile”.

Il grafico EUR/USD va letto in questo modo: quanti dollari ottengo per 1 euro in quella data

Nonostante la fluttuazione storica intorno ad un valore medio, il valore del cambio è però fondamentale nel momento di investimento e disinvestimento; per un europeo che investe in titoli americani è fondamentale quanto segue:

  • cambio EUR/USD momento acquisto > cambio EUR/USD momento vendita

Seguendo la regola indicata, l’investitore sarebbe certo di ottenere tutto il guadagno dell’investimento, a cui va aggiunto il guadagno dovuto alla variazione favorevole del cambio (che è un ulteriore guadagno che si aggiunge a quello del titolo);
viceversa se EUR/USD acquisto < EUR/USD vendita, la variazione sfavorevole del cambio impatterebbe negativamente sull’investimento (cioè ai guadagni del titolo andrebbe decurtata la perdita dovuta a una variazione sfavorevole del cambio)
.

Bisogna porre molta attenzione al grafico che si utilizza perchè nel caso del grafico opposto USD/EUR il ragionamento è capovolto e sarebbe: quanti euro ottengo per 1 dollaro in quella data e quindi l’investitore europeo in titoli americani che segue questo grafico deve ribaltare il concetto:

  • cambio USD/EUR momento acquisto < cambio USD/EUR momento vendita

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