Come incrementare il patrimonio e la parte di stipendio o pensione che si riesce a risparmiare

Il risparmio privato in Italia è un pilastro del sistema, tuttavia le conoscenze finanziarie nel nostro paese sono tra le più basse del globo e questo è un grosso rischio per la tutela e l’incremento dei risparmi stessi.
Un ulteriore problema è la concentrazione della ricchezza nella parte anziana del paese dovuta al fatto che i giovani con contratti precari, stipendi bassi e tasse altissime a fatica riescono a mantenersi e la conseguenza è che non riuscendo a risparmiare non sentono la necessità di incrementare le conoscenze finanziarie per gestire il patrimonio ma questo è gravissimo per un paese sviluppato che deve gestirsi all’interno di un sistema globalizzato dove vivere di rendita sul passato non è più possibile.

Una delle conseguenze dovuta alle basse competenze finanziarie è inerente alla grande quantità di denaro (circa 1500 miliardi) ferma sui conti correnti con l’errata convinzione di tutelare il denaro, quando in realtà questo tipo di scelta racchiude innumerevoli rischi (clicca per approfondirli).

IMPATTO DELL’INFLAZIONE SULLA LIQUIDITA’

La prima questione che affrontiamo è l’impatto dell’inflazione sulla liquidità nel lungo periodo perchè anche se attualmente l’inflazione stessa è bassa non è detto che questa situazione permanga per lungo tempo.
Le banche centrali più importanti del mondo (FED e BCE) hanno il mandato di mantenere l’inflazione (cioè l’aumento dei prezzi) intorno al 2% annuo perchè sia la deflazione (diminuzione dei prezzi), sia una forte inflazione (elevato aumento dei prezzi) sono problematiche per il buon funzionamento del sistema economico (approfondisci).

Ora consideriamo un risparmiatore che ritiene il parcheggio della liquidità sul conto corrente una tutela nei confronti dei rischi finanziari e un sistema con inflazione perfetta al 2% annuo; nel corso del tempo il potere d’acquisto sarà il seguente:

  • dopo 10 anni i risparmi fermi sul conto avranno perso quasi il 20% di potere d’acquisto
  • dopo 20 anni la perdita di potere d’acquisto sarebbe intorno al 35%
  • dopo 30 anni la perdita sarebbe oltre il 45%

Come possiamo vedere quindi, la scelta del denaro fermo sul conto che il nostro risparmiatore considerava a rischio zero, in realtà dopo 30 anni potrebbe portare al dimezzamento del potere d’acquisto (il denaro fermo sul conto corrente sarebbe costante, ma la quantità di beni e servizi acquistabile con quel denaro sarebbe dimezzata per l’aumento dei prezzi).
Quindi mantenere denaro fermo sui conti correnti o contanti è a tutti gli effetti una scelta di investimento, spesso inconsapevole e molto deleteria per i nostri risparmi (fondamentale l’esempio di iperinflazione degli anni 70 che dimezzava il potere d’acquisto in pochi anni dei capitali non investiti).
Per coprire la perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione è necessario almeno parcheggiare la liquidità in conti deposito con tassi di interesse in linea con l’inflazione stessa (vedi i conti deposito con i migliori tassi, clicca)

COME GESTIRE IL PATRIMONIO E LA QUOTA PARTE DI STIPENDIO O PENSIONE RISPARMIATA

Nel sistema economico attuale, la gestione intelligente del patrimonio e della quota parte di stipendio o pensione non utilizzata per le spese correnti è fondamentale e potrebbe fare una grande differenza tra sopravvivenza economica e tranquillità economica nel corso del tempo.
Facciamo un esempio (un po macabro ma efficace): se immergiamo una rana in acqua bollente, essa salterà fuori all’istante ma se la temperatura aumentasse lentamente, la rana stessa è molto probabile che muoia perchè non si accorge dell’incremento lento di calore.
L’esempio ci è utile per indicare che molte persone non riescono a comprendere l’importanza della gestione di piccoli importi risparmiati e gestiti nel lungo periodo.
Guardando al brevissimo periodo, risparmiare 100 euro al mese potrebbe sembrare quasi inutile ma se allarghiamo il nostro orizzonte temporale vediamo che anche 100 euro al mese possono creare un piccolo gruzzoletto (soprattutto se investito); ovviamente maggiore sarà il capitale che riusciamo a risparmiare, più la nostra situazione finanziaria in prospettiva sarà migliore.

QUANTO SI RISPARMIA NEL TEMPO SENZA INVESTIRE
Vediamo il banalissimo calcolo di quanto capitale si può accumulare con dei minimi risparmi mensili:

  • risparmiando 100 euro al mese avremo: 12 mila euro in 10 anni e oltre 35 mila euro in 30 anni
  • risparmiando 300 euro al mese avremo: 36 mila euro in 10 anni e oltre 100 mila euro in 30 anni
  • risparmiando 500 euro al mese avremo: 60 mila euro in 10 anni e 180 mila euro in 30 anni
  • risparmiando 1000 euro al mese avremo: 120 mila euro in 10 anni e 360 mila euro in 30 anni

Come possiamo vedere, anche un minimo risparmio di 100 euro mensili può consentire nel tempo di creare un patrimonio minimo di sicurezza da utilizzare per qualsiasi urgenza, mentre già con 300 euro mensili di risparmi, in prospettiva si può creare un patrimonio che può consentire una discreta sicurezza.
Ricordiamo che in questo banale esempio abbiamo completamente tralasciato l’impatto dell’inflazione vista in precedenza e la possibilità di investire il capitale nel tempo per incrementarlo.

QUANTO SI RISPARMIA NEL TEMPO INVESTENDO IN UN PORTAFOGLIO BILANCIATO
Ora vediamo cosa succede se investiamo i risparmi mensili in un portafoglio bilanciato che consente un rischio / rendimento ottimale dove storicamente nel lungo periodo si riescono ad ottenere mediamente il 5% di guadagni annualizzati (questo non significa che un portafoglio bilanciato faccia sempre il 5% ogni anno, esso può anche subire perdite in alcuni anni e guadagni molto maggiori del 5% in altri, tuttavia nel lungo periodo il guadagno medio storico che generalmente consente di ottenere è del 5% annualizzato).

  • investendo 100 euro al mese in un portafoglio bilanciato si ottengono: circa 15500 euro dopo 10 anni (cioè circa 3500 euro in più rispetto al denaro risparmiato ma non investito) mentre se allunghiamo l’orizzonte temporale a 30 anni otteniamo oltre 80 mila euro (cioè quasi 50 mila euro in più rispetto al denaro non investito). Come possiamo vedere, anche con soli 100 euro mensili, in 30 anni chi investe oculatamente può ottenere un patrimonio che sarà oltre il doppio di chi si limita a custodire il capitale sul conto corrente.
  • investendo 300 euro al mese si ottengono: oltre 45 mila euro in 10 anni (cioè oltre 10 mila euro in più rispetto al denaro non investito) mentre sui 30 anni otteniamo circa 250 mila euro (cioè circa 140 mila euro in più rispetto al denaro non investito). Anche in questo caso, con 300 euro mensili in 30 anni si può ottenere un patrimonio di tutto rispetto, superiore del 150% circa rispetto al capitale fermo sul conto.
  • investendo 500 euro al mese si ottengono: quasi 80 mila euro in 10 anni (cioè quasi 20 mila euro in più rispetto al denaro fermo sul conto) mentre sui 30 anni otteniamo oltre 400 mila euro (cioè oltre 230 mila euro in più rispetto al denaro fermo sul conto). Già con 500 euro mensili investiti quindi, in 30 anni si può arrivare ad una ricchezza superiore alla media nazionale pro capite, quasi doppia rispetto al capitale fermo sul conto.
  • investendo 1000 euro al mese si ottengono: oltre 150 mila euro in 10 anni (cioè circa 35 mila euro in più rispetto al denaro fermo sul conto) mentre sui 30 anni otteniamo oltre 800 mila euro (cioè circa 470 mila euro in più rispetto al denaro fermo sul conto). Risparmiare 1000 euro mensili per la maggior parte delle persone non è semplice, ma se possibile consente in 30 anni di raddoppiare la ricchezza rispetto al denaro fermo sul conto e di raggiungere un patrimonio elevato.

Come possiamo vedere, i vantaggi dagli investimenti si ottengono nel lungo periodo dove i guadagni aumentano esponenzialmente rispetto al capitale investito perchè il lungo periodo consente di sfruttare il rendimento composto, cioè il guadagno sui guadagni precedenti e di recuperare eventuali perdite di breve periodo che sarebbero trascurabili a fine investimento (vedi come funziona).
Inoltre, l’investimento rateale effettuato ogni mese, consente di sfruttare eventuali ribassi di mercato per acquistare a prezzi scontati in modo automatico e guadagnare sui successivi rimbalzi (vedi il funzionamento, clicca).

NB: il seguente punto è fondamentale, nel medio lungo periodo i portafogli diversificati su una pluralità di investimenti differenti a livello globale hanno ritorni positivi, cosa non certa nel breve periodo dove si possono ottenere delle perdite (questi momenti sono ottimi per incrementare in vista del recupero di lungo periodo):

  • detto questo se ci troviamo all’inizio del nostro investimento di lungo periodo possiamo anche scegliere un portafoglio più aggressivo, in modo da sfruttare maggiormente i rialzi di mercato di lungo periodo che mitigheranno anche eventuali perdite di breve (dove è possibile incrementare). In tal senso evidenziamo che i ritorni indicati nell’esempio precedente riguardano un portafoglio con rischio medio che potrebbe portare a un rendimento del 5% annualizzato, mentre un portafoglio aggressivo può anche arrivare al 10% annuo medio (con tutti i rischi del caso) e questo nei primi anni di investimento potrebbe essere preso in considerazione per sfruttare il rendimento composto futuro. Tuttavia, tale scelta è più performante se fatta dopo un periodo di ribassi, in modo da sfruttare il recupero successivo del mercato, diversamente dopo un lungo periodo di rialzi meglio scegliere un portafoglio bilanciato anche all’inizio dell’orizzonte temporale di investimento e switchare in un portafoglio più aggressivo solo in caso di crollo del mercato per sfruttare il successivo recupero.
  • viceversa quando ci avviciniamo agli ultimi anni dell’orizzonte temporale del nostro investimento è meglio spostare il capitale su un portafoglio più prudente che tuteli da eventuali ribassi che potrebbero non essere recuperati nel breve termine mancante.

IMPATTO SULL’INVESTIMENTO DI UN CAPITALE INIZIALE

Per sfruttare appieno il rendimento composto che porta nuovi guadagni sui guadagni pregressi (oltre ai vari versamenti mensili), all’inizio dell’investimento è necessario investire un capitale iniziale; vediamo quindi quale può essere il ritorno di lungo periodo del solo capitale iniziale, sempre considerando un portafoglio bilanciato con ipotetico ritorno medio annualizzato del 5%:

  • investendo inizialmente 10 mila euro: dopo 10 anni avremo oltre 15 mila euro, cioè un guadagno di oltre il 50%; il grande vantaggio del rendimento composto però lo si vede dopo 30 anni dove si potrebbero ottenere oltre 40 mila euro (cioè un guadagno di oltre 30 mila euro che in percentuale sarebbe oltre il 300%).
  • investendo inizialmente 50 mila euro: dopo 10 anni avremo oltre 80 mila euro, cioè un guadagno di oltre il 50% ovvero oltre 30 mila euro; dopo 30 anni si potrebbero ottenere oltre 200 mila euro (cioè un guadagno di oltre 160 mila euro, sempre oltre 300%)
  • investendo inizialmente 100 mila euro: dopo 10 anni avremo oltre 160 mila euro, cioè un guadagno di oltre il 50% ovvero oltre 60 mila euro; dopo 30 anni si potrebbero ottenere oltre 430 mila euro (cioè un guadagno di oltre 330 mila euro, sempre oltre 300%)

Come possiamo vedere, la possibilità di investire un capitale iniziale è molto importante per poter sfruttare appieno il rendimento composto soprattutto nel lungo periodo, infatti il capitale investito inizialmente può sfruttare interamente dell’andamento temporale dei mercati con risultati esponenziali nel tempo. Attenzione però al rischio di ingresso in un portafoglio aggressivo dopo un periodo di rialzi azionari, in questo caso meglio propendere per un portafoglio bilanciato che contiene anche strumenti difensivi e nel caso switchare in un portafoglio aggressivo solo se conveniente, come già evidenziato in precedenza.

Questo tipo di scelta di lungo periodo può anche essere importante per chi vuole lasciare un portafoglio di investimento gestito in modo ottimale ai posteri in eredità, quindi può essere preso in considerazione anche da chi vuole gestire i risparmi e la pensione in prospettiva del futuro familiare.

Di seguito segnaliamo le 2 migliori società fintech di gestione patrimoniale indipendente che rispecchiano le caratteristiche elencate in precedenza.
Pur essendo una gestione patrimoniale diversificata a livello globale per definizione, è sempre meglio diversificare anche su più intermediari il proprio capitale in modo da avere due portafogli gestiti in modo differente e avere il capitale separato; quindi se si ha intenzione di investire una quota X è consigliabile dividerla e investirla su gestioni patrimoniali differenti:

MIGLIOR GESTIONE PATRIMONIALE INNOVATIVA CON POSSIBILITA’ DI COLLEGARE UN CONTO E UNA CARTA COMPLETAMENTE GRATUITI (clicca per approfondire)

• composizione portafogli differenziata globalmente tra vari asset in base al profilo di rischio
• possibilità di variare online da un profilo all’altro in base alle esigenze e all’andamento del mercato: portafogli costruiti in ETF (quindi a basso costo)
• possibilità di disinvestire il portafoglio in ogni momento (bloccando i guadagni e spostando la liquidità sul conto) per poi riattivarlo quando lo si ritiene più opportuno (praticamente è possibile bloccare l’investimento con un click in ogni momento in caso di incertezza dei mercati).
• possibilità di investire una quota mensile partendo da 50 euro senza costi di caricamento (storicamente è la strategia di investimento che ha portato ai maggiori guadagni sui mercati, clicca per approfondire)
• possibilità di investire a partire da 2000 euro e di effettuare versamenti aggiuntivi anche in una fase successiva (senza costi di attivazione e di performance).
• possibilità di collegare un conto e una carta con IBAN completamente gratuiti per canone, addebito stipendio e operazioni bancarie


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• varie gestioni in base al profilo di rischio, con il portafoglio più aggressivo che ha raggiunto un guadagno del 120% in pochi anni
• possibilità di variare da un profilo all’altro in base alle esigenze e all’andamento del mercato
• possibilità di disinvestire il portafoglio in ogni momento
• possibilità di investire una quota mensile partendo da 100 euro senza costi di caricamento (storicamente è la strategia di investimento che ha portato ai maggiori guadagni sui mercati, clicca per approfondire)
• possibilità di investire una quota fissa a partire da 5000 euro
• miglior gestore in base alle opinioni dei clienti (leggi le recensioni)

ATTENZIONE AI COSTI

Il problema principale della gestione del patrimonio tramite le banche tradizionali e promotori finanziari sono i costi di gestione che erodono buona parte del capitale:

La quasi totalità delle gestioni patrimoniali standard hanno questi costi:

  • costi sul capitale iniziale versato dal 2 al 5%
  • costi sui ogni versamento mensile dall’1 fino al 5%
  • costi di gestione annui dal 2 al 3%
  • costi di switch tra le varie tipologie di rischio (cioè costi per variare da un portafoglio di rischio all’altro)
  • costi di disinvestimento (cioè costi nel caso si voglia ritornare in possesso del proprio capitale per qualsivoglia motivo in ogni momento)
  • limiti temporali al disinvestimento (generalmente per alcuni anni o non è possibile riscattare il capitale o è possibile pagando commissioni esorbitanti)
  • commissione di performance (cioè sono costi che si sommano alla gestione nel caso di risultati positivi della gestione)

Possiamo intuire facilmente che anche una gestione ottimale del portafoglio, spesso porta a ritorni negativi, nonostante i guadagni reali della gestione siano molto positivi (quindi il problema non è il mercato ma i costi che sommati possono tranquillamente superare il 30% in un decennio, quindi i guadagni dell’investimento devono superare questa pesante zavorra). Questo è il motivo per cui molti investitori lamentano di subire perdite dai loro prodotti di investimento, nonostante l’andamento dei mercati sia stato positivo nel corso degli anni.

Per questo sono nate società fintech (come quelle viste in precedenza) che sfruttando il web e le tecnologie riescono ad abbattere la quasi totalità dei costi verso i clienti in modo da ottenere risultati in linea con il mercato, generalmente queste gestioni patrimoniali innovative hanno le seguenti caratteristiche:

  • zero costi sul capitale versato inizialmente
  • zero costi sui versamenti mensili
  • costi di gestione annui più basse del mercato (non superano mai l’1%)
  • nessun costo di switch tra le varie tipologie di portafoglio quindi è possibile variare la nostra tipologia di investimento gratuitamente in ogni momento
  • nessun costo per il disinvestimento
  • possibilità di riscattare tutta la posizione in ogni momento e senza nessun costo e riattivare l’investimento quando si vuole, sempre gratuitamente
  • nessuna commissione di performance

Come possiamo facilmente intuire, tutti questi costi azzerati (che ricordiamo sono applicati annualmente dalle comuni gestioni patrimoniali), impattano in modo determinante sui risultati positivi della gestione e consentono di avere ritorni nettamente più elevati.
Questa è la differenza fondamentale rispetto alle gestioni tradizionali che a causa dei costi rischiano di non restituire nemmeno il capitale investito inizialmente e l’unica soluzione è cambiare gestione (vedi approfondimento).


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