Come funziona il quantitative easing e la sua influenza sui mercati

 

Il quantitative easing (qe) non è altro che l’immissione di moneta creata dal nulla che una banca centrale effettua sul mercato.
Detto in questo modo sembra una frase fine a se stessa o potrebbe anche sembrare la panacea di tutti i mali, ma per capire il reale funzionamento bisogna approfondire cosa fa una banca centrale e come funziona il mercato (vedi articolo).
Fino agli anni 70 il sistema monetario mondiale era basato sul gold standard dove le banconote emesse dalla banca centrale americana (federal reserve fed) dovevano essere garantite da un controvalore in oro mentre tutte le altre valute mondiali erano in un regime di cambio fisso con il dollaro.
Questo sistema era un forte deterrente alla manipolazione della moneta da parte della banca centrale americana che era costretta a legare il quantitativo di banconote in circolazione al quantitativo di oro detenuto dalla fed e siccome tutte le altre valute erano legate al dollaro con un cambio fisso il sistema era relativamente stabile.

SVALUTAZIONE MONETARIA
Nonostante il legame oro – dollaro la fed era comunque in grado di creare nuova moneta dal nulla svalutando quella esistente semplicemente modificando la percentuale di legame oro – dollaro (per esemplificare se inizialmente il rapporto oro – dollaro era 1:1 alla fed era sufficiente dimezzare il quantitativo di oro scambiabile con il dollaro in rapporto 1:2 per poter raddoppiare le banconote in circolazione potendole stampare dal nulla).
Inoltre tutti gli altri stati (che avevano una moneta legata al dollaro con cambio fisso) potevano svalutare a loro volta comunicando una modifica del cambio fisso ribassandolo nei confronti del dollaro (sempre esemplificando se inizialmente con una lira si poteva avere un dollaro, bankitalia e il tesoro potevano decidere arbitrariamente che da quel momento con una lira si potevano ottenere solo 80 centesimi di dollaro, così si svalutava la moneta e si potevano creare nuove banconote da immettere nel sistema).
Ora siamo in grado di comprendere come gli stati possono erodere il risparmio monetario del sistema semplicemente abbassando arbitrariamente il valore della moneta emettendone di nuova e ovviamente con più moneta in circolazione di conseguenza anche il suo valore diminuisce, questa è la causa del continuo aumento di prezzi nella storia causato dalle politiche monetarie degli stati.
In genere questa modalità è necessaria per finanziare i costi dello stato senza tassare la popolazione (la svalutazione della ricchezza è meno evidente rispetto alla tassazione) ma fondamentalmente è una tassazione mascherata. Lo stato si finanzia abbassando il valore dei risparmi delle persone stampandosi nuova moneta che può utilizzare per la spesa pubblica. Possiamo definirla una ridistribuzione della ricchezza dai cittadini verso lo stato fatta per legge.
Attualmente il gold standard non è più in uso, negli anni 70 il presidente Nixon abolì questo sistema, il dollaro non era più legato all’oro ma aveva un valore a se stante dato dal mercato e anche le altre valute non erano più legate al dollaro ma fluttuavano ogni istante in base alle compravendite, nasceva così il mercato dei capitali più grande del mondo dove si svolge lo scambio valutario (foreign exchange market o forex).
Questa modifica radicale del sistema ha ufficialmente decretato l’inizio del potere totale delle banche centrali, da quel momento potevano stampare un quantitativo illimitato di moneta dal nulla non essendoci più nessun legame del dollaro con l’oro e delle altre monete col dollaro, ogni banca centrale poteva stampare tutto il denaro che riteneva necessario e i cambi tra le varie valute erano regolate sul mercato del forex in base alle compravendite e all’andamento dei mercati finanziari.

QUANTITATIVE EASING
Ma come avviene fisicamente l’immissione di nuova moneta nel sistema da parte di una banca centrale. Abbiamo visto in precedenza (vedi articolo) che se dovessimo stampare moneta all’infinito anche i prezzi dei beni salirebbero alle stelle quindi per immettere nuova liquidità sul mercato ci sono delle procedure ben precise.
In genere uno stato finanzia le sue spese o tramite le tasse o contraendo debiti sul mercato, ovviamente per la politica è più semplice indebitarsi rispetto ad aumentare la tassazione o tagliare la spesa pubblica, indebitarsi consente di fare politiche che nel breve periodo portano soldi alle tasche dei cittadini e dello stato (ma nel lungo periodo causano un aumento del debito da ripagare con gli interessi da parte delle generazioni futuri, l’italia ne è l’esempio lampante) mentre tagliare la spesa o aumentare le tasse porta delle restrizioni per i cittadini e per lo stato nel breve periodo ma sarebbe una politica più sana per una visione di lungo periodo.
Tutti i paesi occidentali (e l’italia in primis) hanno sempre fatto un uso elevato del debito per finanziare le spese statali, per reperire i fondi il tesoro fa delle aste sul mercato per ottenere il denaro necessario da investitori privati in cambio di un interesse; gli investitori quindi prestano il denaro allo stato in cambio di un certificato che attesta il debito che lo stato ha nei loro confronti (titoli di stato).
Se una banca centrale attiva il quantitative easing inizia a comprare i titoli di stato quindi presta denaro allo stato stampandolo dal nulla (crea moneta).
Dopo questa affermazione verrebbe spontaneo supporre che una banca centrale potrebbe concedere il denaro allo stato senza considerarlo debito ma in questo caso la nuova liquidità finirebbe nel sistema senza nessuna possibilità di essere riassorbita con un potenziale aumento sproporzionato dei prezzi, mentre considerandola debito (il cui debito ha una scadenza) lo stato è costretto a restituire il denaro alla banca centrale che come lo ha creato può anche distruggerlo per contenere l’aumento dei prezzi.
Quindi il quantitative easing non è altro che la creazione di moneta da parte della banca centrale che la immette sul mercato comprando titoli di stato, quindi si intuisce che quando la banca centrale effettua il qe aumenta il debito dello stato con tutte le problematiche che questo comporta sulle generazioni future ma portando anche dei benefici perché i continui acquisti da parte della banca centrale abbassano i tassi di interesse che uno stato deve pagare sul debito stesso.
In sintesi quando uno stato si indebita in condizioni normali contrae debito verso i privati in cambio di un interesse determinato dal mercato (in condizioni di espansione economica non avrebbe senso stampare moneta con la banca centrale rischiando un aumento dell’inflazione) mentre in condizioni di recessione uno stato si indebita sia con i privati che con la banca centrale che comprando il debito lo aumenta ma conseguentemente ne abbassa gli interessi diventando un prestatore di ultima istanza.
Inoltre il qe è fondamentale in condizioni di crisi quando uno stato non riesce a trovare finanziatori rischiando il fallimento, in queste situazioni avendo una banca centrale che può acquistate in modo illimitato il debito, lo stato non può fallire (anche se questa situazione può causare una situazione di iperinflazione per il quantitativo di moneta emessa che è paragonabile al fallimento stesso).
Come si può notare non esistono ricette migliori o peggiori ma la gestione del mercato deve essere oculata in base alla situazione del momento.
Al giorno d’oggi tutte le banche centrali sono gestite in questo modo tranne la banca centrale europea, quando è stata creata la moneta unica gli stati europei hanno ritenuto molto più pericoloso avere la possibilità di stampare moneta in modo illimitato visto che l’eurozona partiva da debiti pubblici già molto elevati e veniva da periodi storici di forte inflazione (soprattutto gli stati del sud come il nostro), stampare ulteriore moneta avrebbe causato ancora più debito e più interessi da ripagare da parte delle generazioni future.
L’idea era corretta vista l’iperinflazione e l’esplosione del debito pubblico dovuta a queste politiche che si era scatenata in molti paesi europei dagli anni 70 fino all’inizio degli anni 90, purtroppo gli stati (soprattutto l’italia e i cosiddetti piigs) non utilizzavano il quantitative easing solo per le situazioni critiche ma lo ritenevano una modalità standard di finanziamento dello stato ed è questa una delle cause della continua svalutazione della lira e dell’aumento del debito che ancora oggi ritroviamo come problema principale della zona euro.
Di contro con questa scelta non si è pensato che in momenti di forte recessione molti stati non sarebbero stati in grado di finanziarsi sul mercato senza una banca centrale che sostenesse gli acquisti dei titoli di stato e questo ha scatenato la crisi dei debiti del 2011 dove gli stati non riuscivano a trovare investitori e non potevano utilizzare la banca centrale.
La soluzione non è semplice, in questo periodo si discute animatamente nella bce se fosse necessario anche in europa adottare un qe per sostenere la ripresa, inoltre in una situazione di deflazione (diminuzione dei prezzi) come quella attuale non ci sarebbe un problema di aumento dei prezzi incontrollato stampando nuova moneta, ma ci sarebbe il problema dei debiti pubblici già troppo elevati. Il qe sarebbe sostenibile solo se gli stati facessero delle riforme e cercassero di abbassare la spesa pubblica in modo da contenere il debito, altrimenti il qe risolverebbe solo il problema del prestatore di ultima istanza ma aumenterebbe in modo smisurato i debiti pubblici forse ad un punto di non ritorno.

INFLUENZA DEL QE SUI MERCATI
Concludendo attualmente tutte le banche centrali del mondo possono intervenire sul mercato utilizzando il qe.
Come abbiamo visto precedentemente (vedi articolo) nei periodi recessivi la massa monetaria si restringe e molte banche centrali stampano nuova moneta per coprire il restringimento monetario aumentando conseguentemente i debiti nazionali ma abbassando i tassi di interesse da pagare sul debito stesso grazie al loro acquisto dei titoli di stato sul mercato che abbassa i tassi stessi.
La fed americana dopo il fallimento della lehman brothers (avvenuto appunto per un utilizzo disinvolto della riserva frazionaria fornendo prestiti anche a chi non era in grado di ripagarli utilizzando il denaro dei correntisti), temendo una reazione a catena su tutti gli istituti bancari ha effettuato tre qe stampando 5000 miliardi di dollari dal nulla ed immettendoli sul mercato comprando prevalentemente titoli di stato come spiegato in precedenza, sperando di ricreare la massa monetaria che era stata creata in precedenza con i prestiti ma che stava scomparendo a causa dei prestiti non ripagati.
All’inizio della crisi tutti i mercati finanziari hanno subito crolli spaventosi proprio a causa del restringimento monetario ma grazie all’intervento della fed che ha immesso 5000 miliardi di dollari sul mercato, wall street dopo aver perso oltre il 50% ha recuperato oltre il 100% delle perdite viaggiando sui massimi storici.
Ovviamente quando una banca centrale inizia un qe ed immette nuova moneta sul mercato questa inevitabilmente finisce prima sui titoli di stato aumentando il debito e poi sui mercati finanziari che quindi quasi sicuramente avranno un periodo di rialzi quasi ininterrotto (altro esempio attuale la banca centrale del giappone).
Il problema di questa pratica è che questi rialzi non seguono l’economia reale ma sono solo frutto di nuova moneta creata dal nulla e si rischia che il mercato si abitui a questi stimoli e che appena terminati si torni immediatamente in recessione con altri crolli.
Purtroppo non è possibile stampare moneta all’infinito, il rischio è quello di creare un debito irrecuperabile o iperinflazione (vedi articolo), con questi 3 qe la fed in 5 anni ha quasi raddoppiato il debito pubblico fatto in circa 300 anni di storia, debito che dovrà comunque essere ripagato dalle generazioni future e debito che non può essere annullato perchè questa nuova liquidità finirebbe tutta nell’economia reale creando aumenti di prezzi spaventosi.
Sicuramente il qe può essere utile per risolvere una situazione momentanea di squilibrio ma devono anche essere chiare tutte le conseguenze del caso ed appunto per questi motivi la fed ha deciso di interrompere il qe ed evitare un aumento del debito fuori controllo.
In conclusione un investitore è obbligato a seguire le scelte delle banche centrali perchè l’inizio di un qe significa un quasi certo aumento del valore dei mercati di quel paese ma anche un crollo della relativa valuta rispetto alle altre perchè stampando nuova moneta si riduce il valore sul mercato della moneta stessa rispetto alle altre valute (possiamo dire che il qu svaluta una moneta rispetto alle altre con conseguenti ripercussioni su potere d’acquisto ed esportazioni). Inoltre è fondamentale seguire quando il qe verrà interrotto perchè spesso può non essere indolore con relativi crolli sui mercati del paese in questione e aumento del valore della valuta di riferimento (terminando la creazione di nuova moneta il valore della moneta aumenta).


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