Come funziona il sistema economico mondiale

Molto spesso, dopo la crisi che ha travolto il sistema economico e finanziario mondiale nel 2008, da molte persone si sente pronunciare la frase “ma perché è venuta questa crisi?” e quando le conoscenze non permettono di formulare una risposta, prevale l’idea del sistema mondiale pilotato da qualche potere supremo.
Soprattutto molti giovani hanno difficoltà a comprendere quanto stà avvenendo a livello globale e questo anche a causa dello scarso livello di istruzione civica, economica e finanziaria a livello scolastico (temi che dovrebbero avere la priorità in un sistema globalizzato come quello attuale).

L’idea è quella di un sistema economico statico dove la ricchezza è data dal denaro, ottenibile tramite il lavoro (dipendenti) o tramite la vendita di prodotti e servizi (aziende e liberi professionisti).
Se il sistema fosse così limitato, il mondo come lo conosciamo oggi non esisterebbe e saremmo ancora fermi ad un’epoca feudale perché il volano del mercato (come vedremo a breve) sarebbe completamente inesistente e questo bloccherebbe ogni tipo di sviluppo.
Per capire il funzionamento del sistema dobbiamo spostare il nostro sguardo dalla ricchezza monetaria (che è solo una rappresentazione di essa, vedi approfondimento) alla ricchezza reale data da beni e servizi, cioè dall’espansione economica che è il vero volano del benessere per l’intero sistema.

Se si domandasse alla popolazione perché storicamente i prezzi aumentano a causa dell’inflazione, ben pochi sarebbero in grado di darvi una risposta, anzi la maggioranza delle persone nemmeno si pone la domanda e considera questo elemento come la forza di gravità cioè “qualcosa” di esistente ed inevitabile per un motivo ignoto.
Per comprendere a fondo il sistema dobbiamo abbandonare il concetto di massa monetaria statica (cioè il concetto di ricchezza come il quantitativo di denaro in circolazione) e analizzare nel dettaglio come si è formato nei secoli il mercato globale la cui nascita può essere legata a quella del sistema bancario.

DAL BARATTO ALLE MONETE
Storicamente il mercato era fondato sul baratto ma ben presto si capì la limitatezza di questo sistema (trovare qualcuno interessato alle nostre merci e viceversa era molto complesso) e quindi per gli scambi si utilizzò un materiale difficilmente manipolabile, presente in quantità limitata nel sistema in modo da creare stabilità: l’oro.
Le monete d’oro divennero quindi lo strumento principale per regolare tutti gli scambi ed essendo un materiale difficilmente reperibile in natura consentiva una certa stabilità del sistema (possiamo dire che l’oro rispecchiava la ricchezza reale presente nel sistema economico).
Successivamente utilizzare direttamente l’oro per gli scambi divenne scomodo e rischioso (furti, trasporto monete, ecc cc) così nacquero i primi orafi che custodivano le monete per conto dei clienti e rilasciavano ad essi delle ricevute che attestavano il loro deposito.

LE BANCONOTE
Da subito queste ricevute vennero usate direttamente per gli scambi senza essere ricambiate in oro (visto che in ogni momento il possessore poteva recarsi dall’orafo per ritirare l’oro stesso), nacquero così le banconote.
Fin qui il sistema era abbastanza semplice e stabile visto che la ricchezza reale era legata all’oro e il numero di banconote in circolazione era esattamente convertibile in oro in un rapporto 1:1.
Gli orafi però intuirono che i clienti che tornavano a reclamare l’oro fisico erano una stretta minoranza, visto che ormai la banconota era diventata lo strumento più utilizzato per gli scambi, raramente qualcuno reclamava il proprio oro fisico ma semplicemente scambiava le banconote in suo possesso.

NASCITA DEL SISTEMA BANCARIO E DELLA RISERVA FRAZIONARIA
Così gli orafi iniziarono a stampare ulteriori banconote utilizzando come deposito l’oro iniziale dei clienti che raramente veniva reclamato per prestare questo denaro ad altri clienti in cambio di un interesse.
Gli orafi si trasformarono quindi in banchieri creando le basi dell’attuale sistema finanziario, utilizzando quella che oggi viene definita riserva frazionaria (vedi come funziona nel sistema attuale) che è alla base dello sviluppo economico attuale, ma è anche la causa di tutte le crisi sistemiche della storia.
Con questo sistema basato sul prestito (cioè sulla ricchezza che verrà prodotta in futuro sfruttando la leva finanziaria) le banconote in circolazione non sono più in rapporto 1:1 con l’oro e quindi non rispecchiano più la ricchezza reale del sistema ma il rapporto è X:1 dove più banconote sono legate al quantitativo di oro iniziale.
E’ facile intuire che in questa situazione si “creano banconote” (cioè si crea massa monetaria) dal nulla, ovvero ricchezza fittizia basata su crescita futura ipotetica:

  • il banchiere possiede l’oro reale custodito
  • il cliente iniziale possiede le banconote del suo deposito in oro rilasciate dal banchiere
  • il debitore (cioè chi ha richiesto un prestito) possiede ulteriori banconote che ha ottenuto dalla banca pagando un interesse
  • finchè tutti i prestiti vengono onorati dai debitori (restituendo il capitale) il sistema rimane in equilibrio, diversamente subentra una crisi (vedi 2008 con mutui subprime).

In questo modo si riesce a moltiplicare per X volte la massa monetaria del sistema economico, creando una politica espansiva sfruttando la leva finanziaria (creazione di moneta utilizzando il debito: leveraging).
Questo modello è alla base del sistema finanziario attuale dove le riserve reali in denaro degli istituti bancari sono una piccola percentuale rispetto agli attivi; infatti se tutti i clienti si recassero contemporaneamente agli sportelli a reclamare il proprio denaro, il sistema bancario globale sarebbe in bancarotta immediata perché quel denaro non è disponibile, semplicemente perché inesistente se non in piccola parte.
Da qui si intuisce che il mercaro funziona finchè c’è fiducia nel sistema.
Infatti se c’è fiducia la massa monetaria in circolazione aumenta per il meccanismo specificato in precedenza (aumentano i prestiti, diminuiscono i casi in cui i prestiti non vengono ripagati, le persone aumentano i loro risparmi presso gli istituti bancari che quindi non hanno problemi con la riserva frazionaria), viceversa nascono le crisi che ciclicamente si abbattono sull’economia nei momenti di sfiducia e cioè recessivi.
Questo nella storia ha consentito un forte sviluppo economico basato sulla prospettiva di una continua espansione ma purtroppo ha anche creato delle distorsioni che hanno fatto precipitare il mondo in forti recessioni.

INFLAZIONE
Questo processo chiarisce anche la presenza di inflazione nel sistema (cioè l’aumento dei prezzi): la creazione di moneta in modo indiscriminato da parte del mercato aumenta la massa monetaria nel sistema stesso, moneta che quindi perde valore (più aumenta la quantità di un bene nel mercato, più il suo valore diminuisce e la moneta può essere considerata un bene come gli altri).
Se la moneta perde valore, come conseguenza aumenta il valore di beni e servizi cioè aumentano i prezzi (inflazione).
Un’inflazione moderata (cioè un aumento dei prezzi intorno al 2/3% annuo) rappresenta una crescita sana del sistema mentre quando questa in certi momenti storici ha superato il 20% annuo (iperinflazione) sta a significare un’espansione monetaria fuori controllo e quindi una repentina perdita di valore della stessa con aumento vertiginoso dei prezzi (cioè perdita di valore dei risparmi). Questo non rappresenta un crescita sana ma una distorsione del sistema che porta velocemente a squilibri.
Quando l’espansione monetaria aumenta a dismisura (forte aumento di prestiti con conseguente aumento di moneta in circolazione e riserve sempre minori) senza seguire l’andamento dell’economia reale, si crea una ricchezza “irreale” che nella maggior parte dei casi deve essere riassorbita.

RECESSIONE
In genere i periodi di recessione partono con prestiti non ripagati, conseguenza di prezzi delle materie prime alle stelle o del crollo dei valori immobiliari e finanziari dopo una crescita irrealistica dovuta ad una creazione di moneta fuori controllo da parte del sistema.
Quando i prestiti iniziano a non essere ripagati perché l’economia reale non segue la finanza, la massa monetaria del sistema diminuisce (si passa da un aumento della massa monetaria creata in precedenza ad una sua diminuzione) e quindi le banche devono aumentare la loro riserva frazionaria.
Quando questo processo inizia ad essere sistemico si entra in recessione, la creazione di moneta avvenuta tramite il processo di leveraging nel periodo di espansione economica inizia a essere riassorbita dal sistema, i prestiti diminuiscono e anche i clienti aumentano le richieste di restituzione di denaro precedentemente depositato nelle banche.
In questa situazione le banche sono costrette a trovare liquidità per non rischiare l’insolvenza e l’espansione economia precedente si trasforma in deleveraging dove la massa monetaria creata si restringe: prestiti non ripagati e non erogati dalle banche per far fronte alla liquidità minima richiesta dai clienti depositanti, aziende e persone fisiche entrano in una spirale negativa perché la diminuzione di credito delle banche non permette lo sviluppo delle attività.

DEFLAZIONE
In queste fasi è anche riscontrabile il fenomeno della deflazione dove i prezzi tendono a diminuire per un restringimento della massa monetaria in circolazione (la moneta acquisisce valore perchè diminuisce la sua presenza nel sistema).
In questa fase il mercato tende anche a non acquistare e a non investire, confidando in una continua diminuzione dei prezzi entrando in una spirale recessiva.
Storicamente i periodi deflattivi (abbassamento dei prezzi per restringimento monetario) sono limitati nel tempo e riguardano momenti di crisi come appunto il 2008 mentre un’economia sana si basa su un’espansione monetaria graduale con costante aumento dei prezzi (così abbiamo risposto alla domanda sul perchè nel lungo periodo i prezzi aumentano sempre).

Ovviamente ci sono tantissimi altri elementi che vanno analizzati per capire appieno il mercato (banche centrali, debiti pubblici, ecc):

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