Come difendere risparmi e investimenti in caso di uscita dall’euro

Prima di parlare di cosa succederà a risparmi e investimenti in caso di uscita dall’euro evidenziamo che ci sono altre insidie che devono essere tenute in considerazione: dopo l”approvazione del bail-in i correntisti delle banche sono tenuti a partecipare con i propri risparmi al risanamento della banca in caso di fallimento, per questo è molto rischioso avere un solo conto corrente in una sola banca (vedi approfondimento).
Tornando alla questione lira/euro è necessaria una premessa doverosa: dopo che Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Ministro dell’economia e tutti i leader della maggioranza hanno espresso chiaramente l’intenzione di restare nella zona euro, il ritorno alla lira è altamente improbabile.
Assodato che l’italia non lascerà la zona euro c’è sempre un minimo rischio che qualcosa non vada come stabilito quindi un investitore e un risparmiatore deve tutelare il proprio denaro, soprattutto dopo la divulgazione di un documento che prende in considerazione l’uscita dalla moneta unica da un giorno all’altro per scongiurare la speculazione
(vedi documento slide n° 23-24-25-26).

Ma perchè una decisione di questo tipo causerebbe una fuga di capitali verso l’estero causando un possibile fallimento del sistema bancario e quindi del paese? Perchè sul mercato globale delle valute (forex vedi) la lira perderebbe intorno al 30% di valore rispetto all’euro, quindi i risparmiatori perderebbero il 30% dei risparmi da un giorno all’altro mantenendo il denaro nel nostro paese e per evitare questo ci sarebbe una fuga di capitali preventiva verso l’estero per tutelarli da una valuta in balia del mercato globale
(vedi sempre documento slide n° 37-38-39-43).

COSA SUCCEDE

  • per stipendi e pensioni non c’è possibilità di tutela perchè pagati in futuro nella nuova valuta ed il valore sarà soggetto alla svalutazione e colpito dall’inflazione (vedi sempre documento slide n° 46, la cui previsione di inflazione è molto ottimistica).
  • anche per il denaro sui conti, i titoli di stato italiani e i bond italiani non ci sarebbe tutela perchè verrebbero ridenominati in lire, quindi vale il discorso precedente.
  • per le azioni italiane invece è molto probabile un apprezzamento in borsa per bilanciare la svalutazione, tuttavia la perdita di valore della valuta sarebbe nettamente maggiore al rialzo dei corsi azionari nel primo periodo (il discorso non vale per i titoli bancari che essendo ricchi di bond italiani e liquidità subirebbero perdite elevatissime con il rischio di fallimento, ecco spiegato il crollo dei titoli bancari quando si parla di uscita dall’europa).

COME TUTELARE I RISPARMI

Come fare quindi per tutelare i risparmi? Diversificare su più investimenti e in più parti del mondo, regola d’oro anche a prescindere dalla questione lira / euro.

Per chi non segue la finanza e i mercati internazionali, investire all’estero è ancora legato al concetto di conti esteri ed evasione quando in realtà per investire in titoli esteri è possibile anche utilizzare qualsiasi banca italiana e 5 minuti di tempo con un conto corrente online, quindi vediamo le varie possibilità:

  • l’apertura di un conto o deposito estero in valuta forte (come in svizzera in franchi o in germania che in caso di implosione dell’euro avrebbe un marco rivalutato) è sicuramente una possibilità ma poco pratica. Da sfatare il concetto di evasione perchè basta inserire il conto estero nella dichiarazione dei redditi per essere in regola. Tuttavia è una procedura sconsigliata per proteggersi dalla svalutazione (sicuramente utile per altre questioni finanziarie che però non riguardano questo argomento). Evidenziamo però l’unico conto corrente online estero tedesco (senza canone e totalmente gratuito per tutte le operazioni), attivabile da smartphone (e da pc) dall’italia senza documentazione cartacea; non necessita di dichiarazione dei redditi perchè già autorizzato dalla BCE ad operare in tutta europa (clicca)
  • aprire un conto corrente o deposito in una banca italiana in valuta estera è una pratica che alcune banche iniziano a rendere disponibile ai clienti, tuttavia fondamentale leggere attentamente il contratto. Anche in questo caso però è una procedura poco pratica rispetto all’utilizzo del mercato che vedremo di seguito
  • acquistare azioni e/o bond di mercati esteri: su borsa italiana sono quotati molti titoli di diritto estero, quindi acquistando questi titoli si sta effettuando direttamente un investimento estero (con relativa valuta annessa) in modo molto più semplice e veloce rispetto ai punti precedenti. Ovviamente è possibile anche acquistare titoli direttamente su borse estere in tempo reale, vedremo in breve le migliori banche italiane per investire sui mercati con i costi minori
  • investire in etf o fondi comuni di investimento: in questo caso si acquistano quote di fondi di ogni genere quindi i nostri risparmi possono essere spostati ovunque nel globo in base al nostro interesse e alla valuta prescelta. A differenza dei fondi comuni gli etf sono fondi quotati in borsa ed acquistabili come ogni altro titolo, hanno costi di gestione minori e seguono l’andamento del mercato scelto, a differenza dei fondi di investimento che sono gestiti e quindi possono avere performance peggiori o migliori del mercato, in base alle scelte del gestore

COSA FARE

  • quando si inizia a parlare di ritorno alla lira gli investitori e i risparmiatori vendono titoli di stato italiani causando l’aumento del famoso spread (vedi cos’è) per compare titoli di stato tedeschi (bund) perchè nel caso di ritorno alla lira avrebbero titoli tedeschi in euro (se sopravvive) o in marchi tedeschi, tutelandosi dalla svalutazione spiegata in precedenza. Tutto questo è possibile farlo su borsa italiana tramite un conto online in 5 minuti da ogni persona. Il bund è il titolo più scelto dagli investitori perchè anche se l’euro non dovesse implodere non c’è rischio di cambio e il bilancio tedesco è il più solido dell’eurozona. Quindi questo continuo richiamo alla lira è un vantaggio per i tedeschi e non viceversa, perchè molti risparmi escono dai titoli di stato italiani (aumentando gli interessi che dobbiamo pagare) spostandosi verso i titoli tedeschi che quindi si finanziano a tassi sempre più bassi. Viceversa il tutto si riequilibra quando le voci sulla lira vengono smentite. In realtà investire nei bund è insensato, infatti a fronte della sola tutela nel caso remoto di implosione europea non consentono nessun tipo di guadagno per i tassi azzerati
  • investire parte del patrimonio in titoli italiani è comunque un’ottima scelta perchè a fronte del rischio quasi nullo del ritorno alla valuta nazione (da tenere comunque sempre in considerazione), consentono ritorni maggiori rispetto ad altri titoli perchè maggiormente penalizzati dalla crisi

La migliore gestione del portafoglio è quindi un giusto mix tra titoli italiani e globali, sfruttando tutti i mercati e le valute disponibili in modo da essere completamente tutelati sia in caso di permanenza dell’euro, sia in casi remoti di ritorno alle valute nazionali. Inoltre questo tipo di strategia è quella che consente i ritorni migliori a prescindere dal problema valutario.

Per chi non avesse dimestichezza con i mercati, attenzione ai conflitti di interesse bancari che spesso consigliano portafogli di titoli del gruppo poco diversificati, a volte con rischi enormi non evidenziati (vedi la perdita totale dei risparmi degli investitori delle banche italiane fallite), meglio rivolgersi a società di consulenza finanziaria indipendenti:

MIGLIOR SOCIETA’ DI GESTIONE PATRIMONIALE INDIPENDENTE (clicca)

Segnaliamo la miglior società di gestione dei risparmi che ha ottenuto un ritorno di oltre il 70% negli ultimi anni e commissioni più basse del mercato (solo l’1% annuo per masse gestite sotto 20 mila euro e 0,75% sopra 20 mila, a differenza delle gestioni patrimoniali classiche che prevedono vari punti percentuali annui di commissioni spesso poco trasparenti e non calcolabili perchè nascosti tra le varie voci). E’ possibile registrarsi gratuitamente sul sito e dopo aver risposto alle domande viene assegnato un profilo di rischio (più o meno elevato in base alle esigenze) e consigliato un portafoglio di investimento globale. In questo modo si tutelano completamente i risparmi in caso di uscita dall’euro perchè investiti globalmente in modo diversificato e non solo in Italia.
Per maggiori informazioni e registrarsi gratuitamente per una prova (clicca)

Per chi invece preferisce investire in prima persona proponiamo le migliori banche con costi del conto corrente azzerati e minori costi di accesso ai mercati:

BinckBank! (clicca per dettaglio)
BinckBank! propone una commissione di 0,17% sull’importo di ogni compravendita sui titoli italiani (con un minimo di 2,5 euro e un massimo di 17,5 euro) oppure un minimo di 5 euro e un massimo di 11 euro per ogni titolo italiano ed estero, nessun costo per la gestione dei titoli e l’accesso ai migliori fondi di investimento globali senza commissioni di ingresso e uscita per la partnership con fundstore.
Inoltre trattandosi di una banca di investimento consente l’accesso ai mercati derivati delle maggiori borse mondiali a commissioni agevolate.
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Con gli istituti di credito tradizionali si arriva anche all’1% di commissioni di compravendita senza massimi: quindi se si acquistano 100 mila euro di titoli con una banca tradizionale si pagano anche 1000 euro di commissioni o per 10 mila euro di titoli 100 euro di commissioni, mentre con una banca online si pagano al massimo alcune decine di euro come specificato sopra. Inoltre con le banche tradizionali c’è un costo annuo per il mantenimento dei titoli (molto elevato per titoli esteri), mentre con le banche tradizionali non ci sono costi.

Da ricordare che è presente un’imposta di bollo dello 0,2% sul volume totale degli investimenti, dovuta allo stato e non agli istituti bancari + la tassa sui soli guadagni del 12,5% sui titoli di stato e del 26% su altri titoli

Viste le premesse perchè si continua a parlare di uscita dall’euro?
Come abbiamo visto la moneta unica rappresenta l’economia dell’intera zona euro che è migliore rispetto all’economia del’italia presa singolarmente, soprattutto per quanto riguarda il debito pubblico ed il bilancio nel complesso. Una moneta della sola nazione italiana rappresenta un’economia di minor importanza e quindi una forte svalutazione è inevitabile. Questo però oltre a colpire negativamente risparmi, stipendi e pensioni, svaluterebbe anche tutto il debito pubblico (vedi) e la spesa corrente (vedi), quindi sarebbe un colpo di spugna molto semplice per risolvere la problematica di spesa e debito, svalutando però tutta la ricchezza del sistema (sarebbe una forte tassa patrimoniale mascherata verso i cittadini). Ovviamente è più complicato risolvere i problemi del paese riformando tutti i vari privilegi e tutelando la ricchezza generale ma visti i lauti compensi della politica sarebbe auspicabile.


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