Come difendere risparmi e investimenti in caso di uscita dall’euro

Prima di parlare di cosa succederà a risparmi e investimenti in caso di uscita dall’euro evidenziamo che ci sono altre insidie che devono essere tenute in considerazione: dopo l”approvazione del bail-in i correntisti delle banche sono tenuti a partecipare con i propri risparmi al risanamento della banca in caso di fallimento, per questo è molto rischioso avere un solo conto corrente in una sola banca (vedi approfondimento).
Tornando alla questione della fine dell’euro il problema sarebbe la svalutazione della moneta nazionale (cioè la perdita di potere d’acquisto dei risparmi), in pratica una patrimoniale utilizzando la svalutazione del cambio valutario sul mercato.

Se gli investitori dovessero iniziare a tutelarsi in massa da questa possibilità ci sarebbe una fuga di capitali verso l’estero causando un possibile fallimento del sistema bancario e quindi del paese, questo perchè sul mercato globale delle valute (forex vedi) la lira potrebbe perdere intorno al 30% di valore rispetto all’euro, quindi i risparmiatori perderebbero il 30% dei risparmi da un giorno all’altro mantenendo il denaro nel nostro paese e per evitare questo ci sarebbe una fuga di capitali preventiva verso l’estero per tutelarli da una valuta in balia del mercato globale.

COSA SUCCEDE

  • per stipendi e pensioni non c’è possibilità di tutela perchè pagati in futuro nella nuova valuta ed il valore sarà soggetto alla svalutazione e colpito dall’inflazione.
  • anche per il denaro sui conti correnti e investito nei titoli di stato italiani o bond italiani non ci sarebbe tutela perchè verrebbero ridenominati in lire (per questo si parla di uscita dall’euro, questo consentirebbe allo stato di svalutare il nostro debito pubblico tramite la nuova valuta e risolvere il problema del debito, a discapito dei risparmi privati)
  • per le azioni italiane invece è molto probabile un apprezzamento in borsa per bilanciare la svalutazione, tuttavia la perdita di valore della valuta sarebbe nettamente maggiore al rialzo dei corsi azionari nel primo periodo (il discorso non vale per i titoli bancari che essendo ricchi di bond italiani e liquidità subirebbero perdite elevatissime con il rischio di fallimento, ecco spiegato il crollo dei titoli bancari quando si parla di uscita dall’europa).

COME TUTELARE I RISPARMI

Come fare quindi per tutelare i risparmi? Diversificare su più investimenti e in più parti del mondo, regola d’oro anche a prescindere dalla questione lira / euro.

Per chi non segue la finanza e i mercati internazionali, investire all’estero è ancora legato al concetto di conti esteri ed evasione quando in realtà per investire in titoli esteri è possibile effettuarlo in modo totalmente legale online in pochi minuti, detto questo è possibile operare nel modo seguente:

  • investire i risparmi diversificano globalmente il patrimonio: in questo modo si tutela il capitale sia in caso di implosione dell’euro (essendo i risparmi investiti nelle varie valute globali), sia in caso di fallimento dell’istituto bancario che di prelievo forzoso se limitato ai conti correnti (perchè il denaro sarebbe investito e non fermo sul conto corrente). Per chi non fosse in grado di gestire il patrimonio in modo indipendente è meglio rivolgersi ad una società di gestione patrimoniale, possibilmente non legata ad istituti bancari visti gli elevati costi (che spesso erodono il capitale) e il conflitto di interessi che generalmente porta a creare un portafoglio poco diversificato: segnaliamo la seguente società fintech votata più volte consecutivamente negli ultimi anni come la migliore nel campo della consulenza finanziaria indipendente per i costi di gestione più bassi del mercato (non avendo commissioni di ingresso, di uscita o di performance potendo gestire il capitale via web senza il costo dei promotori) e guadagni più elevati. Essa gestisce una pluralità di portafogli globali in base al proprio profilo di rischio ed è possibile chiudere la posizione gratuitamente in ogni momento: si parte dal profilo 1 per chi vuole tutelare il capitale diversificando e cercando di incrementarlo con rischi minimi, fino ad arrivare al profilo 7 che ha più che raddoppiato il capitale in pochi anni (vedi performance), con la possibilità di passare da un profilo all’altro in base alla situazione del mercato o alle proprie esigenze del momento. In questo modo si ottiene sia la tutela dei risparmi in caso di svalutazione dei conti correnti per l’uscita dall’euro (essendo il capitale investito globalmente in modo diversificato), sia la tutela dei risparmi in caso di fallimento della banca (essendo i capitali investiti e non depositati sul conto):

    Per maggiori informazioni sull’andamento dei portafogli e per registrarsi gratuitamente sfruttando la promo (clicca)

  • l’apertura di un conto o deposito estero in valuta forte (come in svizzera in franchi o in germania che in caso di implosione dell’euro avrebbe un marco rivalutato) è sicuramente una possibilità ma poco pratica. Da sfatare il concetto di evasione perchè basta inserire il conto estero nella dichiarazione dei redditi per essere in regola. Tuttavia è una procedura sconsigliata per proteggersi dalla svalutazione (sicuramente utile per altre questioni finanziarie che però non riguardano questo argomento) anche se esiste qualche società fintech che consente l’apertura di conti esteri online (clicca per approfondire).
  • acquistare azioni e/o bond di mercati esteri: su borsa italiana sono quotati molti titoli di diritto estero, quindi acquistando questi titoli si sta effettuando direttamente un investimento estero (con relativa valuta annessa) in modo molto più semplice e veloce rispetto ai punti precedenti. Ovviamente è possibile anche acquistare titoli direttamente su borse estere in tempo reale. MIGLIOR INTERMEDIARIO PER INVESTIRE CON COMMISSIONI PIU’ BASSE DEL MERCATO (clicca per approfondire).
  • investire in etf o fondi comuni di investimento: in questo caso si acquistano quote di fondi di ogni genere quindi i nostri risparmi possono essere spostati ovunque nel globo in base al nostro interesse e alla valuta prescelta. A differenza dei fondi comuni gli etf sono fondi quotati in borsa ed acquistabili come ogni altro titolo, hanno costi di gestione minori e seguono l’andamento del mercato scelto, a differenza dei fondi di investimento che sono gestiti e quindi possono avere performance peggiori o migliori del mercato, in base alle scelte del gestore: CLICCA PER APPROFONDIRE
  • per diversificare potrebbe essere interessante prendere in considerazione una piccola parte di bitcoin, al momento le criptovalute soffrono di un vuoto legislativo e in caso di patrimoniale non dovrebbero rientrare nel calcolo del patrimonio. Inoltre la creazione di bitcoin andrà a diminuire fino al 2033 dove la quantità di criptovaluta rimarrà costante sul mercato, a differenza dell’aumento di moneta legale creata dalle banche centrali che continuerà a crescere quindi
    • creazione di nuovi bitcoin limitata –> aumento di valore per scarsità in circolazione
    • crazione di nuova valuta illimitata –> perdita di valore per l’aumento di disponibilità in circolazione dovuta alle politiche espansive delle banche centrali

    Consigliamo però di investire sulle criptovalute solo una minima parte del patrimonio, massimo 2/3 % di tutti i risparmi perchè il rischio di perdita totale del capitale è elevato (come anche la possibilità di effettuare guadagni molto elevati, come si vede dal grafico precedente): vedi condizioni miglior piattaforma di compravendita di bitcoin e criptovalute autorizzata dalla CONSOB, clicca

COSA FARE

  • quando si inizia a parlare di ritorno alla lira gli investitori e i risparmiatori vendono titoli di stato italiani causando l’aumento del famoso spread (vedi cos’è) per compare titoli di stato tedeschi (bund) perchè nel caso di ritorno alla lira avrebbero titoli tedeschi in euro (se sopravvive) o in marchi tedeschi, tutelandosi dalla svalutazione spiegata in precedenza. Tutto questo è possibile farlo su borsa italiana tramite un conto online in 5 minuti da ogni persona. Il bund è il titolo più scelto dagli investitori perchè anche se l’euro non dovesse implodere non c’è rischio di cambio e il bilancio tedesco è il più solido dell’eurozona. Quindi questo continuo richiamo alla lira è un vantaggio per i tedeschi e non viceversa, perchè molti risparmi escono dai titoli di stato italiani (aumentando gli interessi che dobbiamo pagare) spostandosi verso i titoli tedeschi che quindi si finanziano a tassi sempre più bassi. Viceversa il tutto si riequilibra quando le voci sulla lira vengono smentite. In realtà investire nei bund è insensato, infatti a fronte della sola tutela nel caso remoto di implosione europea non consentono nessun tipo di guadagno per i tassi azzerati
  • investire parte del patrimonio in titoli italiani è comunque un’ottima scelta perchè a fronte del rischio quasi nullo del ritorno alla valuta nazione (da tenere comunque sempre in considerazione), consentono ritorni maggiori rispetto ad altri titoli perchè maggiormente penalizzati dalla crisi

La migliore gestione del portafoglio è quindi un giusto mix tra titoli italiani e globali, sfruttando tutti i mercati e le valute disponibili in modo da essere completamente tutelati sia in caso di permanenza dell’euro, sia in casi remoti di ritorno alle valute nazionali. Inoltre questo tipo di strategia è quella che consente i ritorni migliori a prescindere dal problema valutario.

Come detto in precedenza per chi non ha dimestichezza con gli investimenti, attenzione ai conflitti di interesse bancari che spesso consigliano portafogli di titoli del gruppo poco diversificati, a volte con rischi enormi non evidenziati (vedi la perdita totale dei risparmi degli investitori delle banche italiane fallite).

Viste le premesse perchè si continua a parlare di uscita dall’euro?
Come abbiamo visto la moneta unica rappresenta l’economia dell’intera zona euro che è migliore rispetto all’economia del’italia presa singolarmente, soprattutto per quanto riguarda il debito pubblico ed il bilancio nel complesso. Una moneta della sola nazione italiana rappresenta un’economia di minor importanza e quindi una forte svalutazione è inevitabile. Questo però oltre a colpire negativamente risparmi, stipendi e pensioni, svaluterebbe anche tutto il debito pubblico (vedi) e la spesa corrente (vedi), quindi sarebbe un colpo di spugna molto semplice per risolvere la problematica di spesa e debito, svalutando però tutta la ricchezza del sistema (sarebbe una forte tassa patrimoniale mascherata verso i cittadini). Ovviamente è più complicato risolvere i problemi del paese riformando tutti i vari privilegi e tutelando la ricchezza generale ma visti i lauti compensi della politica sarebbe auspicabile.


Ricordiamo che gli investimenti possono comportare il rischio di perdita del capitale.

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