Bilancio dello Stato aggiornato e impatto di debito e pensioni sulle tasse

Di seguito il bilancio previsionale dello stato per il 2018 e i link ufficiali del ministero del tesoro per i successivi. A prescindere dalle piccole variazioni a consuntivo necessarie nel corso dell’anno i dati evidenziano la situazione del nostro paese, ecco i punti salienti:

– la spesa corrente (senza rifinanziamento del debito ne interessi e senza spesa INPS che ha un bilancio separato) ammonta a circa 550 miliardi di euro annui, stazionaria per il triennio futuro

– l’avanzo primario (cioè la copertura della spesa corrente utilizzando le sole entrate fiscali da tassazione senza ricorrere a nuovo debito) è positivo per 30 miliardi di euro circa

– i tassi di interesse da pagare sul debito pregresso ammontano a circa 70 miliardi di euro annui, stazionari grazie alle BCE, altrimenti sarebbero in forte aumento (vedi approfondimento)

– il bilancio dello stato quindi passa in negativo non per la spesa corrente ma per gli interessi pagati sul debito effettuato nei decenni precedenti (prevalentemente negli anni 80, vedi approfondimento). Senza gli interessi il bilancio dello stato è in positivo per 30 miliardi, considerando gli interessi di 70 miliardi passa in negativo

– considerando spesa corrente, rimborso del debito in scadenza e interessi su di esso la spesa totale è di circa 850 miliardi, in aumento

– il nuovo debito contratto serve per rifinanziare la scadenza del debito pregresso da restituire agli investitori + il disavanzo creato dagli interessi da pagare (quindi l’aumento netto del debito è di circa 50 miliardi). Come funziona il debito (clicca)

DI SEGUITO LA TABELLA CON LE VOCI DI SPESA PRINCIPALI (CLICCA PER ALLARGARE)
La colonna “punti” segnala i punti del bilancio esposti in gazzetta ufficiale da pag. 190 e successive (vedi legge di bilancio approvata dal parlamento)

La voce di spesa maggiore riguarda il trasferimento di denaro (circa 130 miliardi di pensioni e pensioni sociali) dal bilancio dello stato al bilancio dell’INPS (che ha un bilancio separato).
I trasferimenti delle due tabelle non sono precisi al miliardo perchè si tratta di due bilanci differenti (quello dello stato è il previsionale del 2018, quello inps è quello approvato del 2016, ultimo pubblicato).

Le entrate dell’ente previdenziale che provengono dai contributi obbligatori di lavoratori, imprese e liberi professionisti non riescono a coprire la spesa pensionistica e altre prestazioni dell’INPS, il cui disavanzo è di oltre 100 miliardi di euro coperto dallo stato tramite tassazione e debito (vedi bilancio inps pag. 4), questo squilibrio è dovuto al peggioramento della demografia del nostro paese.

DI SEGUITO IL BILANCIO INPS (CLICCA PER INGRANDIRE)

se unifichiamo il bilancio statale con quello INPS (essendo i contributi previdenziali obbligatori possono essere considerati alla stregua di ulteriore tassazione) approssimando otteniamo:

  • entrate statali da tassazione (580 mld) + contributi previdenziali obbligatori pagati dalla classe produttiva (285 mld) = 865 miliardi
  • considerando spesa corrente, bilancio INPS, restituzione debito e interessi la spesa pubblica totale è di circa 1100 miliardi annui (la differenza viene coperta da emissione di nuovo debito, vedi prima)
  • spesa pensionistica + altre prestazioni INPS = 400 miliadri (pensioni circa 260 miliardi e 140 miliardi di servizi assistenziali)
  • le prestazioni INPS (pensioni + welfare) rappresentano quasi il 50% della spesa pubblica corrente (tralasciando debito e interessi) e impattano sulla parte produttiva tramite tassazione e contributi obbligatori rendendo la pressione fiscale del nostro sistema al vertice dei paesi occidentali.
  • questo squilibrio è dovuto sia alla demografia (nei paesi occidentali solo il giappone ha più pensionati in rapporto al totale della popolazione), sia al sistema pensionistico precedente retributivo (vedi gli squilibri di quel sistema che impattano sulla tassazione e di conseguenza sulla disoccupazione giovanile)

IMPATTO DELLA LEGGE FORNERO
Di seguito il grafico de “il sole 24 ore” sul taglio dei costi pensionistici ottenuti tramite la legge fornero in base al PIL (vedi sole 24 ore).
Grazie al taglio dei costi pensionistici si otterrà un taglio della spesa annua di circa 20 miliardi di euro al 2020, con relativo impatto positivo sulla tassazione (clicca sul grafico per ingrandire)


Ricordiamo che gli investimenti possono comportare il rischio di perdita del capitale.

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