Banche e tutela dei depositi

L’idea su cui poggia il bail-in è quella per cui le banche (se falliscono) non devono essere salvate con il denaro dei contribuenti (cioè utilizzando la tassazione o con debiti pubblici che dovranno essere ripagati dalle future generazioni) ma a pagare per l’errata gestione dovranno essere gli investitori, gli amministratori e in ultima istanza anche i correntisti oltre 100 mila euro.

  • ma se la banca a fallire fosse sistemica (cioè di dimensioni rilevanti) siamo sicuri che il fondo di tutela dei depositi riuscirebbe a tutelare il risparmio di milioni di correntisti fino 100 mila euro? Ad oggi il fondo di tutela ha in dote una liquidità tale da poter tutelare meno dell’1% dei depositi bancari (vedi approfondimento de “il sole 24 ore”)

Bisogna premettere che dopo la crisi del 2008 le banche sistemiche sono controllate direttamente dalla BCE con rigidi stress test e quindi sono sicuramente più sicure delle banche minori, inoltre è molto probabile che in caso di fallimento vengano salvate anche in presenza della nuova legge sul bail-in come per il monte dei paschi, onde evitare problemi sistemici visto che un loro evento catastrofico avrebbe ripercussioni a cascata sull’intero sistema economico.

Come Gestire il Risparmio: DIVERSIFICARE SU PIU’ BANCHE

  • i depositi bancari (si parla di denaro liquido sul conto corrente e anche dei conti deposito ma non di investimenti finanziari che non hanno nessuna tutela) sono tutelati fino a 100 mila euro per ogni intestatario per singola banca anche in caso di fallimento quindi:
    – per conti cointestati la garanzia è di 200 mila euro (100 mila per conti singoli)
    – per una persona fisica che avesse 1 milione di euro diviso in 10 banche differenti (100 mila ciascuna) la tutela sarebbe completa mentre una persona fisica con 10 conti correnti da 100 mila euro sulla stessa banca o con un conto da 1 milione di euro, in caso di fallimento sarebbe soggetto a una perdita di 900 mila euro quindi è necessario diversificare su più banche.
  • a livello legale come abbiamo detto è sufficiente avere un conto sotto i 100 mila euro per essere sicuri del risarcimento ma se ci fossero dei problemi da parte del sistema a reperire il denaro per far fronte a questa tutela? senza contare il fatto che la restituzione non sarebbe immediata quindi è importante differenziare su più istituti anche al di sotto di 100 mila euro di patrimonio.
  • investire il capitale, in questo modo il risparmio non si trova sul conto corrente ma è investito sui mercati globali in modo diversificato (evidenziamo la miglior società di investimento indipendente che ha raddoppiato il capitale negli ultimi anni con commissioni di gestione più basse del mercato e diversificazione globale degli investimenti, clicca per approfondire).

Diversificare su più banche con conti tradizionali sarebbe molto oneroso a livello di costi, mentre sfruttando le offerte online (spesso a costo zero) è possibile distribuire il rischio su più istituti senza spese (vedi approfondimento).
Con questi piccoli accorgimenti si riesce a tutelare completamente il proprio risparmio

Facendo l’esempio di un patrimonio di circa 100 mila euro (e a maggior ragione per patrimoni maggiori) la miglior scelta sarebbe quella di avere almeno 2 banche con 2 conti da 50 mila euro o meglio ancora 5 banche con conti da 20 mila. In questo caso se ci fosse il fallimento di un istituto, il rischio sarebbe limitato a soli 20 mila euro depositati sulla banca in crisi (che per legge dovrebbero essere risarciti ed essendo l’importo basso è più probabile che ciò avvenga al 100%), mentre disponiamo ancora degli altri 80 mila euro custoditi in banche differenti. Se avessimo un solo conto di 100 mila euro dovremmo attendere la restituzione sperando che la legge venga applicata alla lettera altrimenti avremmo perso tutti o parte dei risparmi.

QUALI SONO LE BANCHE PIU’ SICURE (CLICCA)

Consigliamo a tutti di dedicare molta cura alla gestione dei risparmi che spesso rappresentano il lavoro di una vita, la globalizzazione dell’economia impone di informarsi costantemente sulla situazione utilizzando le maggiori testate finanziarie del settore, tuttavia molto spesso ci sono conflitti di interesse nell’azionariato delle testate stesse ed anche gli istituti bancari puntano a proporre prodotti remunerativi più che altro per la banca stessa, per questo avere un riferimento indipendente è molto importante in questo ambito. Interessante da questo punto di vista è il servizio di altroconsumo finanza (clicca) che offre approfondimenti indipendenti sulla gestione dei risparmi e degli investimenti.

BANCHE CHE NON PARTECIPANO AL FONDO INTERBANCARIO DI TUTELA DEI DEPOSITI

Come specificato ad inizio articolo non tutte le banche in italia aderiscono al fondo interbancario di tutela dei depositi:

BANCO POSTA
Il banco posta non ha lo status di istituto bancario quindi non aderisce al fondo interbancario di tutela, esso è l’istituto di raccolta di denaro controllato a maggioranza dal ministero del tesoro (in pratica lo stato, vedi azionariato) ed i prodotti come libretti e buoni postali sono gestiti da cassa depositi e prestiti controllata a maggioranza sempre dal ministero del tesoro (vedi azionariato).
Quindi la solidità del banco posta è direttamente legata alla solidità dello stato italiano.

Per quanto riguarda banco posta inoltre bisogna specificare che non si tratta di un istituto di credito ma solo di un intermediario, quindi la sua solidità è nettamente superiore a quella di ogni istituto bancario. Questo perchè le banche utilizzano i depositi dei correntisti per erogare prestiti (e qui nasce il rischio di fallimento) mentre questo non avviene con banco posta che quando eroga prestiti e mutui utilizza il credito di altre banche e non dei propri correntisti (scaricando il rischio sulla banca erogatrice).
Il denaro dei correntisti di banco posta non è utilizzato per il credito ma per finanziare la cassa depositi e prestiti.

BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO (BCC)
tutte la banche di credito cooperativo hanno uno statuto speciale e quindi non partecipano al fondo di tutela dei depositi ma hanno un fondo di tutela interno privato, slegato dal fondo obbligatorio e con caratteristiche differenti (vedi dettagli fondo garanzia depositanti bcc) e riguarda anche alcuni investimenti obbligazionari (in questo caso è necessario valutare ogni singolo investimento, vedi dettagli fondo garanzia obbligazionisti bcc).

LISTA UFFICIALE BANCHE APPARTENENTI AL FONDO DI TUTELA

DOCUMENTO UFFICIALE DELLA GARANZIA DEI DEPOSITANTI

In ogni caso le banche in situazioni problematiche vengono segnalate per tempo dalla banca d’italia e dall’abi (le banche italiane in risoluzione erano state segnalate da anni ed inserite nell’amministrazione controllata da mesi, quindi un correntista o investitore ha avuto tutto il tempo di informarsi e prendere le dovute precauzioni).

BANCA D’ITALIA                                      ABI (associazione bancaria italiana)

Quanto detto fin ora riguarda solo i conti correnti e la liquidità presente su di essi ma non gli investimenti, per chi fosse interessato ad analizzare invece come vengono considerati gli investimenti nelle procedure di bail-in può approfondire nell’articolo sottostante.
Anticipiamo, come specificato in precedenza, che le banche tendono a proporre investimenti in conflitto di interessi cioè fondi comuni o gestioni patrimoniali della banca stessa per ottenere commissioni e non propongono fondi di case indipendenti ne etf che generalmente hanno maggiori performance e costi minori (soprattutto gli etf), oppure propongono obbligazioni della banca stessa (a volte anche subordinate) per finanziarsi, esponendo il cliente/investitore al rischio di perdita dell’intero capitale con poca diversificazione.
Per gestire in modo autonomo gli investimenti le migliori banche sono quelle online (vedi approfondimento) che offrono l’accesso alla quasi totalità di fondi e investimenti senza conflitti di interesse e a prezzi molto minori rispetto alle banche tradizionali.
Tuttavia se si preferisce una consulenza per gli investimenti è preferibile rivolgersi a società indipendenti, le quali in base al profilo di rischio del cliente propongono un portafoglio di investimento diversificato senza proporre prodotti propri (non gestendo direttamente prodotti di investimento) ma consigliando i migliori prodotti presenti sul mercato senza conflitto di interessi (approfondisci).

BAIL-IN E INVESTIMENTI (CLICCA)


IL PORTAFOGLIO DI INVESTIMENTO CHE HA RADDOPPIATO IL CAPITALE IN POCHI ANNI (approfondisci)


QUALI SONO I RISCHI DI AVERE TUTTI I RISPARMI IN UN SOLO CONTO (approfondisci)


Costo materie prime al minimo storico: come bloccare il prezzo di elettricità e gas (approfondisci)




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