A cosa servono i mercati finanziari e perchè sono fondamentali per il sistema economico

Quando si parla di mercati finanziari, nell’opinione pubblica prevale una diffidenza generata da un’accezione negativa radicata sul tema, che in genere viene accostato alla mera speculazione.
Affrontare l’argomento con questo pregiudizio sarebbe come parlare dei mezzi di trasposto definendoli strumenti di morte a causa degli incidenti che provocano, tralasciando completamente la loro utilità per il trasporto di persone e merci.
Probabilmente, essendo i mercati finanziari astratti, è più complesso capire la loro utilità mentre è più semplice evidenziare i soli lati negativi anche se spesso totalmente travisati (generalmente utilizzati per avere seguito o per scaricare responsabilità politiche o per riuscire a vendere libri e articoli perchè la negatività genera più interesse rispetto alla realtà dei fatti).

Entrando nel dettaglio del tema possiamo dire che i mercati finanziari consentono alle aziende e agli stati di finanziarsi (cioè di recuperare capitali per le loro attività) utilizzando il denaro degli investitori, i quali investono per incrementare la loro ricchezza.
Con l’attuale sistema economico globale, senza mercati finanziari il mondo non avrebbe l’attuale livello di benessere perchè le aziende potrebbero recuperare molto meno denaro e quindi non potrebbero sviluppare molte delle loro attività. Come conseguenza molti servizi non esisterebbero (con tutte le conseguenze occupazionali annesse) e chi possiede denaro avrebbe minori possibilità di investire per far crescere la propria ricchezza, vedendo il proprio capitale calare costantemente a causa dell’inflazione (vedi approfondimento).
Abbiamo così chiarito la fondamentale utilità dei mercati e perchè se non esistessero il mondo come lo conosciamo non esisterebbe, semplicemente perchè molti colossi industriali (e gli stati stessi) avrebbero minori capitali da utilizzare: tutta l’industria (dai trasporti alla meccanica, dalle costruzioni alla farmaceutica fino alla tecnologia, ecc) sarebbe profondamente diversa e molto più arretrata, inoltre molte aziende non esisterebbero perchè non avrebbero avuto il capitale per iniziare (microsoft, apple, google, amazon, netflix, ecc)

Le aziende si possono finanziare con capitale di rischio (cioè con le azioni o equity) o tramite capitale di debito (cioè con le obbligazioni o bond) mentre gli stati solo con capitale di debito (cioè con i titoli di stato che sono il debito pubblico).

CAPITALE DI DEBITO (obbligazioni aziendali e titoli di stato)

Iniziamo trattando il capitale di debito perchè dovrebbe essere di semplice comprensione essendo un prestito, infatti possiamo paragonarlo ad un mutuo che l’azienda contrae con gli investitori: in dettaglio l’azienda emette un’obbligazione ed ottiene immediato denaro dagli investitori da poter utilizzare nell’attività di impresa, denaro che sarà restituito dall’azienda agli investitori a scadenza cioè dopo un numero di anni prestabilito, comprensivo di interessi pagati tramite le cedole durante la vita dell’obbligazione (più lungo sarà il finanziamento e più la tipologia di obbligazione è rischiosa, maggiori saranno gli interessi annui che l’azienda deve corrispondere agli investitori). Esistono una pluralità di tipologie di obbligazioni che variano in base alla durata del finanziamento, alla rischiosità (senior o subordinata) e in base alla tipologia di interessi da pagare (fissi, variabili o altro).
L‘azienda guadagna se utilizzando quel denaro tramite l’attività d’impresa riesce ad ottenere ritorni maggiori rispetto ai tassi di interesse che deve pagare sul debito, in caso contrario andrà in perdita visto che il capitale iniziale e gli interessi devono essere restituiti agli investitori.
In linea di massima possiamo dire che un’azienda avviata e sana, tramite il denaro ricevuto in prestito riesce ad ottenere guadagni molto maggiori rispetto agli interessi pagati sfruttando l’attività d’impresa, tuttavia finanziarsi con capitale di debito ha lo svantaggio sia della restituzione del capitale iniziale, sia del pagamento degli interessi.

Evidenziamo inoltre (tralasciando la tassazione) che questa modalità di finanziamento a debito è anche quella utilizzata dagli stati tramite l’emissione di titoli di stato per far fronte alla spesa pubblica (vedi come funzionano).

Molto spesso le aziende e gli stati emettono nuovi titoli di debito anche per ripagare quelli contratti in precedenza cioè vengono emesse nuove obbligazioni per recuperare nuovo denaro dagli investitori da utilizzare per ripagare obbligazioni precedenti in scadenza (rolling del debito). Questo è possibile se le aziende e gli stati hanno un bilancio solido che attrae capitali dagli investitori, senza mercati finanziari o con bilanci in dissesto questo non sarebbe possibile con fallimenti a cascata.

CAPITALE DI RISCHIO (azioni)

Molte aziende, soprattutto in fase di start up, rischierebbero molto finanziandosi a debito perchè nel caso il business aziendale non si rivelasse sostenibile, si ritroverebbero comunque con un debito da ripagare.
L’indebitamento, soprattutto per aziende neonate che hanno sia un fortissimo potenziale di crescita ma anche una fortissima possibilità di fallimento, non è consigliato e per questo si utilizza la potenzialità del capitale di rischio.
In pratica l’azienda viene divisa in azioni e parte di queste azioni viene venduta ad altri investitori in cambio di capitale da immettere nella società per finanziare il business.
Con questa modalità non si possiede più il 100% della società ma si cede parte di essa ad altri proprietari, i quali parteciperanno agli utili aziendali (se ci saranno) e alla crescita (o al calo) di valore della società per la quota parte di azioni possedute.
Quindi, a fronte della cessione di una parte dell’azienda e di parte dei possibili utili futuri, si ha il vantaggio di poter recuperare capitale senza pagare interessi e senza che esso debba essere restituito, perchè in questo caso l’investitore diventa socio e si accolla tutti i rischi aziendali essendone proprietario per la propria quota parte.
Questa è la modalità migliore per recuperare capitali da parte di una star up o in fasi di mercato dove i tassi di interesse sul debito risultano essere molto elevati, perchè si aumenta il patrimonio netto della società e non il debito, inoltre in caso di fallimento non ci saranno problemi con eventuali creditori che hanno investito in capitale di debito.
Questa procedura può essere utilizzata in ogni momento in caso di necessità con aumenti di capitale, in pratica in caso di necessità di nuovo denaro viene concessa la possibilità agli azionisti di immettere nuovo denaro in azienda in modo da mantenere la loro quota di partecipazione invariata. Diversamente se un azionista non partecipa all’aumento e cede il diritto ad un nuovo azionista che inietta liquidità, esso diminuisce la sua partecipazione nella società a vantaggio del nuovo socio.

Per ovvi motivi non esistono azioni di stati, un paese non ha padroni e non può essere diviso in azioni da vendere a vari proprietari ma può solo recuperare capitali tramite il capitale di debito (titoli di stato) visto in precedenza, da utilizzare per la spesa pubblica.

PER GLI INVESTITORI

Entrambi gli strumenti sono importanti: il capitale di debito è mediamente più sicuro perchè a scadenza si ha la certezza di ottenere la restituzione del capitale iniziale + gli interessi (tralasciando le obbligazioni subordinate e il fallimento societario che potrebbe portare anche alla non restituzione del capitale per bancarotta); il capitale di rischio (come il nome suggerisce) è più rischioso perchè diventando proprietari di una quota parte della società non ci sono certezze e sarà possibile sia ottenere un ritorno di X volte il capitale iniziale (se l’azienda sarà profittevole), sia subire la perdita totale del capitale investito.
In generale investendo in capitale di debito (essendo un prestito) si ha una maggiore sicurezza sulla restituzione del capitale a scadenza ma i ritorni sono limitati agli interessi previsti, mentre utilizzando il capitale di rischio (essendo soci dell’impresa) si possono ottenere guadagni anche di 10 / 20 / 30 volte il capitale iniziale ma di contro la possibilità di perdita totale del capitale iniziale è elevata.
Quindi il risparmiatore medio dovrebbe creare un portafoglio bilanciato, investendo in una pluralità di aziende e di stati nel mondo (facendo attenzione al cambio valutario), utilizzando sia capitale di debito (obbligazioni di aziende e titoli di stato), sia capitale di rischio di aziende (cioè azioni).
Chi ha un profilo di rischio basso dovrebbe investire maggiormente in titoli di stato e obbligazioni senior, viceversa chi ha un profilo di rischio elevato e vuole cercare di incrementare maggiormente il patrimonio (con maggiori rischio ovviamente) deve aumentare la quota azionaria in portafoglio (vedi come creare un portafoglio di investimento).

MERCATI FINANZIARI

Il mercato finanziario si divide in due parti:

  • MERCATO PRIMARIO: è il mercato dove le obbligazioni, i titoli di stato e le azioni vengono offerte agli investitori tramite l’asta iniziale, cioè sono titoli di nuova emissione. E’ tramite il mercato primario che le aziende e gli stati si finanziano, utilizzando capitale di rischio e di debito (gli stati solo di debito come già specificato).
  • MERCATO SECONDARIO: sul mercato secondario (cioè nelle borse valori) vengono quotati tutti i titoli precedentemente acquistati dagli investitori sul mercato primario. Il mercato secondario non serve a finanziare direttamente stati e aziende ma ha la seguente utilità: ammettiamo che un investitore abbia investito in capitale di debito (cioè in obbligazioni) con scadenza a 10 anni, o in capitale di rischio (cioè in azioni) che per definizione non hanno scadenza (perchè si diventa proprietari) essendo un’azienda sempre operativa (salvo fallimenti); senza l’esistenza del mercato secondario l’investitore sarebbe costretto a mantenere le obbligazioni fino a scadenza (cioè per 10 anni) o le azioni a vita perchè non potrebbe rivenderle. La presenza del mercato secondario consente di vendere le obbligazioni e le azioni acquistate sul mercato primario in ogni momento ad altri investitori ad un determinato prezzo. Questo è fondamentale perchè permette ad ogni investitore di liquidare un investimento in ogni momento al prezzo di mercato e per qualsiasi motivo (necessità di denaro, intenzione di uscire da un investimento che non si ritiene più remunerativo, ecc).

Quindi il mercato primario serve alle aziende e agli stati per finanziarsi, mentre il mercato secondario consente agli investitori di scambiarsi i titoli emessi in precedenza sul mercato primario in modo da consentire ad ogni investitore di compravendere i titoli in ogni momento.
Sul mercato secondario i prezzi di scambio si formano liberamente in base alla legge della domanda offerta e quindi un investitore può subire un guadagno o una perdita in base al prezzo di vendita, è proprio sul mercato secondario che si crea la speculazione tanto discussa ma questo è un male necessario per poter avere dei mercati finanziari funzionanti che riescono a recuperare capitale per le aziende e per gli stati sul mercato primario.
Senza la presenza del mercato secondario, non ci sarebbero investimenti sul mercato primario perchè gli investitori sarebbero bloccati per anni o a vita in un investimento senza possibilità di uscita.

  • Più si allunga l’orizzonte temporale di un investimento diversificato (cioè in una pluralità di titoli per dividere il rischio), più la probabilità di perdita sarà relativamente bassa perchè il mercato e l’economia nel medio lungo periodo tendono a crescere e sarà possibile sfruttare il rendimento composto (approfondisci).
  • Più si accorcia l’orizzonte temporale di un investimento senza diversificare (cioè acquistando pochi titoli), più la probabilità di perdita aumenta perchè l’aleatorietà dei prezzi sul mercato secondario nel breve termine è elevata e possedere pochi titoli aumenta il rischio.

Per questo la maggior parte degli investitori di lungo termine con patrimonio diversificato incrementa il capitale, diversamente dai trader di breve periodo che in media perdono denaro essendo in balia della forte variazione dei prezzi sul mercato secondario.

SISTEMA BANCARIO

Ovviamente anche il sistema bancario, il cui scopo è quello di raccogliere capitale per impiegarlo, è fondamentale per il finanziamento del sistema. Tuttavia esso ha forti limiti perchè le banche difficilmente investono direttamente in capitale di rischio (cioè non acquistano azioni di aziende terze se non in minima parte, a meno di essere banche di investimento) e si limitano ad impieghi in capitale di debito verso privati e aziende. Inoltre, mentre per aziende di piccole dimensioni l’unico modo per accedere a prestiti è il sistema bancario, per aziende di grandi dimensioni è meno costoso finanziarsi sul mercato emettendo obbligazioni che generalmente consentono tassi minori rispetto al costo dei prestiti bancari. In questa fase quindi le banche stanno modificando il loro business, affiancando al settore del credito quello della gestione degli investimenti per conto dei clienti, generalmente raccogliendo capitale in fondi o gestioni patrimoniali per investire il capitale dei clienti nel mercato finanziario e generare il miglior rendimento possibile (finanziando nel contempo anche i mercati stessi). Tuttavia le gestioni patrimoniali bancarie non brillano per performance e bassi costi e spesso sono anche in conflitto di interessi, in tal senso esistono società fintech indipendenti che essendo specializzate nella gestione del capitale consentono di investire con costi nettamente più bassi e che hanno raddoppiato il capitale in pochi anni (approfondisci).

Come possiamo vedere i mercati finanziari hanno un’utilità fondamentale nel sistema economico globale e nel caso di un loro malfunzionamento si registrerebbero fallimenti a cascata con tutte le conseguenze occupazionali ed economiche annesse. Per questo quando si parla dei mercati, invece di avere sempre una visione negativa di essi, sarebbe molto più utile documentarsi per riuscire a creare delle discussioni più produttive che possano servire a migliorare sempre di più il loro funzionamento, diminuendo il più possibile la speculazione fine a se stessa per migliorare il loro apporto di denaro al sistema economico che avrebbe come conseguenza una maggiore crescita economica e un maggior ritorno per gli investitori.

 


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