Verifica contabile in condominio

Buongiorno.

Vorrei esporre la mia posizione condominiale ed essere  consigliato per la soluzione del problema.
Avendo notato la scarsità di competenza tecnica oltre ad avere sospetti di  cattiva fede,ho chiesto con due mesi di anticipo rispetto alla data  assembleare  di visionare la situazione contabile in base ai principi di verità e  precisione.
Dopo due mesi ricevo giovedì pomeriggio la telefonata di convocazione per il  controllo contabile con appuntamento alle ore 11,00 del giorno dopo, venerdì  29  Ottobre, (quasi ora di pranzo) senza che abbia ancora ricevuto il consuntivo 2009/10.
Venerdì mattina all’uscita da casa vedo nella casella postale il consuntivo, che posso guardare superficialmente mentre cammino verso l’appuntamento.
Mi sento offeso per tale comportamento:mi si vuole vanificare il diritto di  controllo!

Dico apertamente all’amministratore che il controllo è impossibile (alle  11,30  dice di avere un altro appuntamento! ).
Chiedo di verificare almeno in condominio la realtà e la congruità esecutiva  di due opere di importo rilevante(5.500,00 e 9.000,00 Euro), che ho notato essere palesemente sproporzionati.
A quando tale controllo? A data da destinarsi… sicuramente passato un mese  dall’assemblea!
Dopo Venerdì, data del controllo vanificato, c’è Sabato, Domenica, 1° Novembre  festivo: il 3 Novembre è la data di prima convocazione alle ore 11,00.
In considerazione del fatto che l’amministratore sta facendo di tutto per  negarmi il controllo contabile e reale e quindi il senso della mia  partecipazione all’assemblea(come posso giudicare il suo operato e  l’eventuale  rielezione?) chiedo a Lei consiglio se posso difendermi (i consiglieri sono  suoi intimi amici) nel modo seguente.
Presumendo che alla prima convocazione l’amministratore non si presenti  affatto, presentandomi invece io stesso e usando il responsabile della sala  di  convocazione assembleare (il parroco della parrocchia) come testimone inviando un telegramma al  parroco  per formalizzare la mia presenza e la contemporanea assenza  dell’amministratore, posso rendere nulla la seconda convocazione che di fatto è unica?
Quale altra strategia?

Egregio utente,  premesso che l’amministratore, come previsto dall’art. 1130 del codice civile, ha l’obbligo di rendere conto della sua gestione alla fine di ciascun esercizio contabile, sia esso gestito ad anno solare, sia esso gestito ad anno condominiale.

Prima di approvare il rendiconto, ma anche in sede di approvazione dello stesso, senza alcuna preclusione durante l’esercizio contabile, i condomini possono esercitare il loro sacrosanto diritto di VERIFICA CONTABILE, e, nella circostanza, anche produrre fotocopie di tutta la documentazione ad essi occorrente, consapevoli che dovranno farsi carico delle spese di fotocopie.

Il diritto si esercita nella corretta maniera in cui l’ha esercitato lei, anche se le dico che avrebbe dovuto fare pressione sull’amministratore e non fare trascorrere tanto tempo per ottenere un appuntamento presso il suo studio.

Si contatta l’amministratore e si chiede un appuntamento presso il suo studio per verifica contabile senza, per questo,  scendere nei particolari, quindi lo si invita a fissare l’incontro nei termini in cui si ha la certezza di poter esercitare il proprio diritto, senza incorrere in situazioni come quella da lei descritta, ovvero che  l’appuntamento è stato fissato “”ad arte”” in un orario impossibile e in prossimità della convocata assemblea.

Ora, egregio utente, non le rimane che esercitare il suo diritto in assemblea, così, quando si dovrà discutere del rendiconto, lei riferirà quanto è avvenuto  all’assemblea dei condomini presenti e/o presenti per delega, per cui non approva il rendiconto e si riserva il diritto di impugnare la delibera nei termini consentiti dalla legge, sempreché non le vangano forniti tutti i chiarimenti dall’amministratore, al limite può anche approvare con riserva salvo, poi, visionare i documenti relativi alle spese delle due opere eseguite per complessivi euro 14.500,00.

Si regolerà anche in base agli altri interventi di altri condomini, senza essere prevenuto in merito agli stessi, quindi in base all’andamento della discussione.

L’ ipotesi di dichiarare nulla l’ assemblea in 2^ convocazione, avvalendosi anche di una valida testimonianza, non ha alcun valore, in quanto l’assemblea in prima convocazione richiederebbe la presenza dei 2/3 dei partecipanti e la maggioranza millesimale pari a 666,67, mentre lei potrebbe dimostrare di essere stato l’unico a presentarsi, quindi vanificherebbe qualsiasi velleità di riuscita.

L’assemblea di seconda convocazione, invece, si può dichiarare costituita  con il solo terzo dei partecipanti al condominio, i quali devono rappresentare soltanto 333,34 millesimi.

Aggiungo: <<guai se così non fosse…..>>, non si terrebbero più assemblee perché andrebbero tutte deserte!!!!

Si comporti così come le ho suggerito, ma è bene sapere che se il bilancio consuntivo dovesse essere approvato con la semplice maggioranza, poi dopo non è possibile prendere più visione di nulla, può, al limite, per motivi convincenti, impugnare la delibera di approvazione.

Cordialmente

Geom. Oreste TERRACCIANO

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