Tenda parasole, aggancio alla soletta balcone superiore

Gentilissimo Sig. Terracciano,
Le scrivo per avere un Sua cortese consulenza su quanto segue:
circa una decina di anni fa, l’inquilina del piano di sotto insisteva  affinchè provvedessi al rifacimento del mio sottobalcone che visualizzava  delle semplici (e nella maggior parte dei casi, normale) crepe di intonacatura.
Allora la normativa era già cambiata: una volta i sottobalconi erano di  proprietà di chi li aveva sulla testa e ne provvedeva alla manutenzione.
Cambiando la normativa, il balcone in toto diveniva di proprietà  dell’inquilino che beneficiava dell’accesso, essendo i balconi  considerati  un prolungamento dell’appartamento.
Nota molto importante: l’inquilina del piano di sotto aveva agganciato la  sua tenda parasole a quello che, con il cambio della normativa, era divenuto  “il mio” sottobalcone e quindi le facevo notare che anche lei era in  difetto, poichè, se il balcone (con la nuova normativa) mi aveva attribuito  la proprietà anche del sottobalcone, era pur vero che a lei non avevo  rilasciato alcun permesso per agganciare o mantenere agganciata la tenda  parasole.
Questa è storia di allora…
Oggi la storia è questa: il condominio ha ristrutturato l’edificio, tra cui
anche i balconi.
Finita la ristrutturazione, ho fatto presente all’inquilina del piano di  sotto (sia in assemblea, che verbalmente in altra occasione) che non le davo  l’autorizzazione a riagganciare la tenda.
Un bel giorno, assentatomi per un paio d’ore, tornato a casa, mi accorgo che  dei suoi operai stanno trapanando il mio sottobalcone per agganciare la  tenda.

Fermamente mi oppongo, ma loro incuranti mostrano la volontà di  continuare; desistono solo sotto la minaccia di chiamare i carabinieri, cosa  che ho fatto: dal loro sopralluogo, i carabinieri mi riferivano che avevano  chiesto all’inquilina di fermare i lavori (nessun verbale però mi è stato
rilasciato).
Per tutelarmi ulteriormente, ho inviato all’inquilina una raccomandata A/R,  citando la sentenza di Cassazione (è ciò che ho trovato di più rilevante su  internet) del 17 luglio 2007, n. 15913 in merito al quale l’art 1125 c.c non  puo’ trovare applicazione nel caso di balconi “aggettanti”, i quali
rientrano nella proprietà esclusiva dei titolari degli appartamenti cui accedono.
Pertanto l’ho esortata a ripristinare immediatamente e a regola d’arte la  condizione originaria del mio sottobalcone e di astenersi in futuro nel  compiere qualsivoglia attività di aggancio/ancoraggio di qualunque oggetto o  struttura sulla superficie indicata.
E l’inquilina cosa ha fatto?

Approfittando di una mia nuova assenza, una  volta aver ricevuto anche la mia raccomandata A/R, ha completato l’opera,  nonostante tutti i divieti e fregandosene altamente: ha agganciato la sua
tenda!!!
Le chiedo: cosa devo fare adesso?

Richiamando i carabinieri, mi hanno  indicato la vicina questura dove dovrei recarmi… ma allora cosa devo fare?
Devo presentare una denuncia o querela presso la questura?

Devo stilare una  relazione sui fatti accaduti e presentarla in questura come denuncia,  oppure sarà il carabiniere a stendere verbale in loco?

Insomma, qual è il  prossimo passo da affrontare e con quali modalità?
L’inquilina ha violato la mia proprietà privata, nonostante tutti i divieti  espressi!

Vorrei che rimuovesse la tenda parasole, perchè sono sicuro che  fra qualche tempo, al ricomparire di qualche screpolatura dell’intonaco (e  magari dovuta proprio all’aggancio della sua tenda) , abbia l’ardire di  pretendere da me il rifacimento del sottobalcone, nonostante tutto!
Mi scusi se mi sono dilungato, sono certo della sua consueta disponibilità e  per questo La ringrazio fin d’ora per la risposta che cortesemente vorrà  inviarmi appena possibile. Grazie davvero.

Lei ha tutte le ragioni di questo mondo, anche perchè la sentenza del 2007
non è stata ancora modificata  dalla stessa  Cassazione, quindi è nel pieno
vigore della sua applicazione.
Detto questo e rilevando le sue sacrosanti ragioni, le consiglio di lasciare
perdere le Forze dell’Ordine, le quali, avendo  altro da fare,  non le
darebbero alcuna soluzione , se non il suggerimento di rivolgersi al
giudice.
Già, il giudice!!!
E’ solo il giudice che deve sentenziare la rimozione della tenda, nessun
altro.
Ritengo che il giudice di pace  sia competente, per questo si rivolga ad un
avvocato e proceda senza indugi, diversamente non caverà il ragno dal buco.
Tuttavia, non per spezzare una lancia a favore della condomina del piano
inferiore, me ne guarderei bene dal farlo, sarebbe opportuno che prevalesse
il Buon Senso, il quale, in certe occasioni, NON GUASTA MAI.
Le tende parasole, oramai, sono dappertutto.
Cordialmente
Geom. Oreste TERRACCIANO

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