Tematiche legate all’amministrazione

Caro geometra, convinto di trovarla in ottima salute, le porgo un nuovo quesito:

Un condominio ha deliberato lavori di messa in sicurezza di un angolo del fabbricato dando incarico all’amministratore di chiudere l’accordo preventivato con una ditta e concordare le rate. Inoltre ha confermato la direzione dei lavori ad un Ingegnere strutturale che ci segue per il problema e che ha redatto il relativo progetto per l’esecuzione dei lavori.

Il lavoro previa la predisposizione di catene e placche dovendo rompere all’interno anche due appartamenti.

Un condomino ha sollevato il dubbio da discorsi fatti con un suo amico Architetto ( ad oggi non si sa chi sia ne ha mai chiamato o fatto un parere scritto) dell’eventuale uso di fibre di carbonio, ma il nostro ing. ha smentito tale uso non ritenendolo idoneo.

L’amministratore ha affisso l’avviso per la riscossione della prima rata relativa e la mail di spiegazione dell’inutilità delle fibre di carbonio.

Il condomino seguito da altri si sono visti e inviato raccomandata con 417,27 millesimi di firme all’amministratore ( a parte le sciocchezze scritte) chiedendo una assemblea per discutere di nuovo il problema con la presenza di un tecnico per maggiori delucidazioni e ed un esperto della proposta fibre di carbonio.

Inoltre chiedono che non venga presa alcuna decisione riguardante la ditta appaltatrice prima della convocazione dell’assemblea.

Domanda:

a prescindere la richiesta dell’assemblea che mi pare giusto convocare vista la richiesta e i mm.

Possono i condomini cosi evitare che l’amministratore firmi il contratto con la ditta (ancora non firmato per fortuna ma moralmente impegnato sulla parola), la quale peraltro non ha fatto problemi se non chiarendo che cosi i lavori non possono iniziare prima di settembre (era stabilito inizio ai primi di giugno e fine entro luglio )?

Deve l’amministratore comunque procedere, firmando il contratto, anche se non cè documentazione di crollo imminente ma solo parere dell’ing. a procedere?

In attesa della sua sollecita risposta che sono sicuro non tarderà ad inviare (purtroppo è urgente per noi) porgo cordiali saluti

Leggo che il CONDOMINIO, in questione,  ha DELIBERATO i lavori di messa in sicurezza, ovvero che è stata approvata una delibera, quindi, devo ritenere con le dovute maggioranze, per cui prendo atto che c’è uno stato di fatto dal quale si può prescindere solo a determinate condizioni.

L’amministratore, per eccesso di zelo, ma anche perchè c’è una delibera riguardante la sicurezza di una parte dell’edificio, ha anche predisposto l’avviso di riscossione della prima rata e contemporaneamente ha anche risposto con una mail al condomino che gli aveva fatto presente della opportunità di tenere in considerazione anche l’intervento con fibre di carbonio, oggi molto in uso per rinforzi strutturali, suggerito da un architetto.

L’amministratore, in seguito alla risposta negativa data, ha suscitato la reazione del  condomino, il quale, congiuntamente ad altri condomini, ha richiesto, ai sensi dell’art. 66 DD.AA. cod.civ. la convocazione straordinaria dell’assemblea di condominio, chiedendo, in pratica, la SOSPENSIONE dicasi SOSPENSIONE e non ANNULLAMENTO della delibera per CHIARIMENTI e DELUCIDAZIONI.

L’amministratore ha l’obbligo giuridico di convocare l’assemblea pena l’auto convocazione.

Indubbiamente, nell’assemblea che si terrà a breve, si dovranno fare alcune considerazioni di ordine codicistico e pratico allo stesso tempo:

1 – Che c’è una delibera approvata in data………nonché un contratto stipulato con l’impresa che deve eseguire i lavori e con l’ingegnere che dovrà occuparsi della Direzione dei Lavori, per cui ogni ripensamento scatenerebbe una richiesta logica di risarcimento danni, da una parte e dall’altra. (non sono un avvocato, ma non credo che un avvocato possa esprimersi differentemente)

2 – Che l’ordine del giorno, non argomentando l’annullamento della precedente delibera, non può assolutamente entrare nel merito della stessa, perché se si vuole entrare nel merito, per modificarla nella sostanza soprattutto, bisogna chiedere espressamente all’amministratore, con altra raccomandata a/r, ai sensi sempre dell’art. 66 DD.AA.cod.civ.un’altra convocazione straordinaria dell’assemblea per ANNULLARE LA DELIBERA del giorno…….., con le stesse maggioranze che l’approvò e riproporne un’altra che soddisfi le neonate esigenze tecniche.

3 – Che se i condomini firmatari della richiesta di convocazione assemblea straordinaria erano presenti all’assemblea in cui fu deliberato il lavoro e votarono favorevolmente senza alcun dissenso da parte di alcuno di essi, non possono ripensarci e mettere tutto in discussione, sarebbe come creare il caos e le maggioranze non avrebbero più senso.

Il mio parere conclusivo è quello di ascoltare e ribadire contemporaneamente certi concetti codicistici dai quali non si può prescindere, chi ha votato favorevolmente non può dissentire un minuto dopo.

Cordiali saluti
Geom. Oreste TERRACCIANO

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