Tecnoborsa: italiani soddisfatti della gestione condominiale

Ad un anno esatto dall’entrata in vigore della Riforma del condominio, Tecnoborsa ha realizzato un’indagine sulle famiglie italiane e il proprio condominio.

4 famiglie su 20 in condominio – Circa il 40% delle famiglie italiane vive in abitazioni facenti parte di un condominio mentre a Roma il fenomeno riguarda il 32,2% delle 650 famiglie intervistate. Un numero inferiore “perchè, probabilmente, incidono una forte presenza di edilizia popolare e un hinterland con edifici di piccolo taglio.”.

Assemblea convocata 1 o 2 volte l’anno -L’assemblea di condominio di solito si riunisce una volta l’anno per l’approvazione del bilancio ma può essere convocata più volte, eventualmente anche in seduta straordinaria. Nel 41% dei condominii intervistati viene convocata una volta, nel il 30,4% due volte e nel 28,5% più frequentemente. Quanto a tale frequenza a Roma i valori sono rispettivamente: 43,5%, 26,3% e 30,1%.

Partecipa oltre la metà dei condòmini – Oltre il 50% delle famiglie intervistate partecipa assiduamente, ma c’è circa un quarto che frequenta sporadicamente e un ulteriore quarto che si segnala per assenza. A Roma i dati sono piuttosto simili.

La metà dei condòmini conosce la riforma – A circa un anno di distanza dalla Riforma, solo il 48,9% delle famiglie ha dichiarato di conoscerla. Tuttavia, i più informati risultano averne avuto notizia dagli organi d’informazione per un 46,7%, oppure da fonti condominiali: il 34,7% in assemblea, l’11,3% tramite circolare dell’amministratore e il restante 4,6% attraverso il passaparola tra condomini. A Roma i dati sono rispettivamente: 45,2%, 32,7%, 13,5% e     8,7%. Il 54,1% degli interpellati dichiara che le norme sono state recepite, il 25,1% è disinformato e il 20,8% ne denucia la mancata applicazione; nella Capitale il dato per quanto riguarda la non adozione delle norme è più basso, al 16,3%, fatto abbastanza incoraggiante per una grande città.

Condòmini soddisfatti – Le famiglie residenti in condominii curati da un amministratore per un 78% si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte di chi le gestisce e, in definitiva, solo un 7% è totalmente insoddisfatto. Il 22% invece si sono dichiarati poco o per niente soddisfatti dell’amministratore ed è nella gestione dei servizi ordinari che si gioca buona parte del consenso (57,3%), unitamente alla scarsa attenzione verso le problematiche dei singoli condòmini (52,1% mentre a Roma è il 57,4%. Influisce negativamente anche la qualità della gestione amministrativa per un 34,8% e, infine, pesa per un 23,7% il costo dell’amministrazione stessa. A causa di ciò il 61,4% degli insoddisfatti vorrebbe sostituire l’attuale amministratore del proprio condominio (a Roma sono il 63,8%), contro un 20,2% di indecisi e un 18,4% di contrari malgrado tutto.  Il 75,6% afferma che nel proprio condominio non vi sono contenziosi in corso, mentre esistono per il 16,4%  (a Roma, il dato è del 19,1%) e un 8% lo ignora. Ciò non deve trarre in inganno per quanto riguarda la pace condominiale, poiché i presenti dati si riferiscono a cause che coinvolgono esclusivamente l’intero condominio il che non toglie che risulti pur sempre una certa litigiosità tra condòmini.

Lavori di ristrutturazione – Nel 35,6% dei casi  nel triennio 2011-2013 sono stati effettuati lavori di ristrutturazione condominiali  (a Roma nel 20,1%), che hanno riguardato la facciata (36,4%), il tetto/terrazza (32,9%), le aree esterne (20,3%) e la caldaia del riscaldamento centralizzato (15,8%); seguono in misura minore ascensore, balconi, impianto elettrico e scale. Nella Capitale sono prevalsi i lavori nelle aree esterne e alla caldaia, per un 33,3% a pari merito. Grazie ai bonus per le ristrutturazioni il  20,3% di famiglie ha in programma di eseguire ristrutturazioni nel proprio edificio nel prossimo triennio (a Roma si tratta solo dell’8,1%) per restaurare la facciata ( 53,3%), le aree esterne (18,1%), le scale (13,8%) e i balconi a pari merito con tetti/tezzazze al 12,8%.  Impianti adeguatamente sicuri per il 93,8% degli intervistati e, quanto ai più attuali dispositivi di sicurezza – tra i quali è stata scelta la videosorveglianza –  un 10,4% dei condominii risulta attualmente protetto ed è stato manifestato un 1,4% di intenzione circa l’installazione futura che, a Roma, arriva al 2,4%.

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