Taser al posto dell’Imu

Via l’Imu, la tassa tanto odiata  degli italiani,  ne arriva un’altra.

Si chiama Taser ed è un’imposta sui servizi comunali, che sostituisce la tares, l’imposta sulla raccolta rifiuti mai entrata del tutto in vigore, e conterrà anche le spese dei servizi municipali di base.

Una service tax – La nuova taser, acronimo di service tax (ta+ser), sarà riscossa dai comuni, ed è costituita da due componenti: gestione dei rifiuti urbani e copertura dei servizi indivisibili, tra i quali rientrano la manutenzione strade e l’illuminazione pubblica. Una tassa già presentata dal  ministro Calderoli nel 2010, che però allora si chiamava res (mai entrata in vigore perché sostituito dall’imu montiana,  il modello di tassazione comunale federale, che entrerà in vigore dal 2014).

Pagano tutti, dal proprietario all’inquilino – La prima parte, quella relativa alla raccolta dei rifiuti,  si dovrebbe pagare in base ai metri quadrati dell’immobile.

La base imponibile della seconda parte dell’imposta sarà costituita, a scelta del comune, dalla superficie o dalla rendita catastale.  Sarà a carico sia del proprietario (in quanto i beni e i servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell’immobile) che dell’occupante , che fruisce effettivamente dei beni e servizi locali).

Colpiti gli inquilini – Dal Codacons  e dalle associazioni degli inquilini arrivano le bocciature della nuova tassa, che rischia di paralizzare definitivamente le famiglie già sul lastrico. “Il silenzio del Governo sul reale gettito previsto con la service tax è decisamente sospetto. – tuona il Codacons –  La Taser colpirà anche quel 18% di famiglie residenti che paga un canone d’affitto, la categoria già più penalizzata e svantaggiata d’Italia, visto che ai fini Irpef sono sempre stati considerati praticamente uguali ai proprietari di casa, pur dovendo destinare gran parte del loro reddito all’affitto. Insomma i proprietari risparmieranno grazie ai soldi dei loro inquilini.”.

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