Stato di abbandono di un condominio sito in un parco

Salve, ho letto della sua assistenza gratuita e vorrei chiederle un aiuto.
Abito da circa 6 mesi in un parco di 48 appartamenti e, da quando ho preso possesso della casa, ho avuto a che fare con l’abbandono in cui verte il parco.
Ho chiesto più volte l’intervento dell’amministratore che, con la scusante dell’insolvenza dei condomini, non interviene in nulla.
Premetto che il parco è situato in una zona circondata in parte anche da terreni colti ed incolti ma anche da tante abitazioni.
Nei mesi passati sono stati avvistati topi ed ora il problema è un’invasione di moscerini sia fuori che nei bagni degli appartamenti (tutti i condomini ne hanno tanti).
Abbiamo fatto presente il problema e l’unica risposta che ci arriva è che l’amministratore nella prossima riunione darà le dimissioni e quindi non vuol saperne più nulla. Ma ad oggi non è stata indetta alcuna riunione ma ogni mese vengono regolarmente a riscuotere le quote condominiali.
Da quando sono lì non ho assistito a nessun intervento di manutenzione e premetto che nel parco ci sono zone verdi ormai completamente lasciate nel degrado più totale(io a mie spese ho pagato un giardiniere che ha tolto il grosso).
Posso fare qualcosa in merito? C’è qualche responsabilità civile dell’amministratore che posso impugnare? Io personalmente mi sto ammalando per sconfiggere questi maledetti moscerini e non so se posso accusare qualcuno di questo.
Credo che questo sia il risultato di mesi, se non anni, di cattiva gestione igienica del parco.
La ringrazio vivamente del suo aiuto e Le darò altre informazioni se necessarie. Cordiali saluti

Gentile lettrice, buon giorno.

Secondo me ancora prima di acquistare la casa nel parco avrebbe dovuto rendersi conto dello stato di degrado in cui lo stesso versava, in quanto è lei stessa ad affermare che quel degrado è il risultato di anni di pessima gestione condominiale, quindi c’era da pensarci su prima di stipulare il contratto di acquisto.

Bisognava avere un incontro con l’amministratore per essere opportunamente informata sulla gestione del complesso e se c’erano situazioni insanabili.

Solo così avrebbe evitato di farsi sangue amaro, orientando la sua scelta altrove.

Deve far riflettere anche la volontà espressa dall’amministratore, ovvero quella di dimettersi e non saperne più niente del condominio, probabilmente si è creata una situazione insostenibile per la quale dovrebbe rivolgersi solo al giudice per redimere questioni annose.

L’insolvenza dei condomini deve essere molto diffusa, per cui ci sarebbe solo da richiedere DECRETI INGIUNTIVI per costringerli a versare le quote di loro competenza, ma il decreto ha un costo abbastanza sostenuto e se la cassa piange, difficilmente un amministratore anticipa somme per conto del condominio.

Quindi bisogna prendere al volo le intenzioni dell’amministratore, accettare le sue dimissioni e, magari, proporsi al suo posto per cercare di cambiare radicalmente le cose.

Lei, gentile lettrice, ha provato a parlare con gli altri condomini per sapere come la pensano? Soprattutto ora che si avvicina la data della convocazione dell’assemblea dove bisognerà NOMINARE un altro amministratore?

Se l’assemblea non viene preparata a “”tavolino””, tra virgolette, tutto rimarrà come ora e peggio di ora, l’amministratore continuerà la sua opera ORDINARIA in prorogatio imperii e il parco, servizi compresi, andrà alla malora.

Lei parla di ricerca di responsabilità civile di fronte a tanto degrado, per cui c’è da chiedersi:

<<E GLI ALTRI 47 CONDOMINI COSA FANNO?>>, è con questi che si costruisce la corretta gestione, non certamente con l’amministratore.

Cordialmente

Geom. Terracciano

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