Spese straordinarie dopo rogito

Salve Dr. Terracciano,

ho trovato il suo contatto sul sito e avrei un quesito da proporle in materia condominiale.
Gradirei avere un giudizio generale sulla vicenda e capire quali sono i miei diritti e che azioni dovrei intraprendere.

Nel giugno 2008 ho deciso di acquistare un appartamento dopo aver contrattato sul prezzo per alcune settimane.
Il 16 giugno abbiamo firmato il compromesso, l’appartamento faceva parte di un immobile che aveva appena subito una ristrutturazione dell’impianto fognario e del cortile (lavori completati da circa un anno) e c’era una lavatoio comune di pertinenza.
Il giorno della firma del rogito, il 21 luglio 2008, il proprietario mi comunica che ci sono delle spese in sospeso per i lavori sulle fogne, ma che se ne occuperà lui e che si e’ deciso di vendere il locale condominiale comune (un ex-lavatoio) per coprire queste spese.
Io ho detto al proprietario, a voce, che per me non c’erano problemi e che, quando si fosse fatta la vendita, avrei seguito quello che la legge stabilisce.
Il rogito e’ stato fatto senza menzionare le spese in sospeso e il locale di pertinenza ha seguito l’appartamento (cioe’ rogito fatto come stabilito alla data del compromesso).
Ho poi scoperto che il compromesso per la vendita del locale condominiale era stato fatto in data 20 giugno, e cioe’ dopo il mio compromesso.
Voglio sottolineare che il prezzo dell’appartamento era piuttosto alto e che il proprietario non avrebbe potuto chiedere tanto se l’immobile fosse stato ancora nelle condizioni precedenti ai lavori, con le fogne rotte che allagavano cortile e androne condominiale.
Poi, dopo alcuni problemi e tira e molla (la vendita stava per saltare e il condominio rischiava di dover restituire il doppio della caparra all’acquirente), il locale e’ stato venduto (aprile 2010) e io ho preso la mia parte.
A questo punto l’amministratore mi ha inviato il conto in sospeso dell’appartamento: 3800 euro per copertura delle spese fognarie piu’ arretrati del precedente proprietario per le spese di esercizio 2008.
Dopo alcune verifiche, ho capito che le spese straordinarie per le fogne sono state deliberate nel novembre 2006, e cioe’ prima dell’anno di esercizio precedente al mio acquisto.
Di conseguenza, so di non essere responsabile in solido per queste, ma di esserlo solo per le spese ordinarie di esercizio del 2008 (da cui tra l’altro, l’amministratore ha detratto la caparra del locale imputandola al precedente proprietario in quanto il compromesso del locale e’ stato fatto prima del mio rogito).
In finale, visto che non ho voglia di perdere tempo in cause infinite, posso semplicemente pagare le spese del 2008 (di cui sono responsabile in solido) e rifiutarmi di pagare le altre in quanto non responsabile in solido?
C’e da aggiungere che, quando ho chiesto all’amministratore se ci fossero pendenze, prima di acquistare casa, lui non mi ha informato perche’, dice lui, le spese non erano state ancora consuntivate (in breve, lavori fatti ma non ancora pagati).
Inoltre, ci sono parecchie cause pendenti di cui il condominio e’ parte e di cui non sono stata informata ne’ dall’amministratore ne’ dall’ex proprietario, tra cui una causa dell’ex proprietario contro il condominio e una del proprietario dell’appartamento sottostante contro l’ex proprietario.

Questa cosa mi ha alquanto inasprita sia nei confronti dell’amministratore che dell’ex proprietario e credo che ci sarebbero estremi per una denuncia che pero’ preferisco evitare se non necessaria.

Grazie mille,
Milena

Gentilissima signora Milena, buon giorno, preciso che sono soltanto geometra esperto conoscitore della materia condominiale/locatizia, che per mia scelta offro risposte su argomenti che trattano dette tematiche gratuitamente e quasi in tempo reale.

Ho letto il suo chiarissimo quesito, per questo la ringrazio perchè facilita il mio compito, le dico subito che sono d’accordo con lei quando afferma che preferisce risolvere la questione in maniera civile e bonaria, anziché ricorrere giudizialmente, la definirei una decisione saggia visto lo stato di precarietà in cui versa il nostro martoriato sistema giustizia.

Esborso incontrollato di euro per avvocati, perizie e prove documentali e tempi infiniti fino ad arrivare, dopo un certo numero di anni passati invano ad attendere la sentenza, alla transazione e: <<chi si è visto si è visto!!!>>, detto alla napoletana.

La vicenda che l’ha vista coinvolta non si discosta da molte, tantissime per la quale si è dovuta pronunciare a più riprese la Cassazione per fare chiarezza nonostante il susseguirsi di sentenze, non ultima quella dell’anno 2009 (anno scorso), con la quale ha ribadito che chi subentra come condomino, a prescindere dall’ ex art. 63 delle DD.AA. del codice civile, deve farsi carico di tutte le spese, anche di quelle precedentemente deliberate per lavori ancora da iniziare salvo, poi, rivalersi sul precedente proprietario, venditore dell’immobile.

E’ quel “”RIVALERSI POI…..”” che sancisce: << O BERE O AFFOGARE!!!>>, proprio come se la giustizia fosse quella di 30 anni fa, dove dopo qualche mese il giudice, volente o nolente, sentenziava.

Il mio consiglio, gentilissima Milena, se vuole giocare l’ultima carta, è quella di convocare chi le ha venduto la casa presso lo studio dell’amministratore e metterlo di fronte alle sue responsabilità e ai suoi inganni, poi, poi………………….., SPERIAMO CHE PREVALGA IL BUON SENSO!!!!!!!!!

Cordialmente

Geom. Terracciano Oreste

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