Spese e lavori locali comuni

Buongiorno. Abito al piano superiore di una casa bifamigliare Vorrei sapere se, mettendo in sicurezza il mio poggiolo ( potrebbero cadere pezzetti d’intonaco sul terrazzino sottostante), ripristinando anche i frontalini ( di semplice intonaco, ma servirebbero comunque i ponteggi), devono partecipare alle spese anche i vicini del piano sotto ed eventualmente in quale modo.
Per accedere al mio appartamento c’è una scala esterna costituita da due rampe inframmezzate da un piccolo pianerottolo e da un pianerottolo finale. Sia le rampe, sia il primo pianerottolo fanno da tetto al locale caldaia in comune coi vicini e il pianerottolo finale fa da soffitto ad un piccolo spazio antistante l’entrata dell’appartamento sotto. Qui si affaccia la porta d’accesso del locale caldaia e  sempre in tale spazio, accanto alla porta del locale caldaia  sono alloggiati i contatori della luce di entrambi gli appartamenti. In caso di lavori per infiltrazione dalle scale e dal pianerottolo, a chi spetta la spesa? Se ad entrambi, come si divide?
I vicini sotto possono chiudere la loro entrata  con relativo spazio antistante di cui sopra, con una veranda, lasciando però all’interno la porta d’accesso al locale caldaia ( dove per altro non c’è più nulla all’interno, ma che loro, senza accordi, usano come ripostiglio privato!!!!!) e i contatori della luce?
Usando senza accordi il locale caldaia, spazio comune, possono in futuro fare usucapione?
Quali sono le norme che regolano il condominio?
Abbiamo, inoltre, un ampio cortile in comune dove posteggiamo le auto: c’è qualche norma che obbliga a spazzare il cortile più di una volta a settimana?
Gli scarichi della calderina dell’appartamento sotto sono appena sotto la mia finestra della cucina, proprio in prossimità del foro d’areazione obbligatorio: è a norma o ci vuole lo scarico dei fumi a tetto o a una certa distanza?
Grazie mille per l’attenzione. Reputo opportuno fare un regolamento di condominio in accordo coi vicini… Che dice?

Gentile lettrice, buon giorno.

Il condominio ove lei risiede è definito, in quanto composto da due soli partecipanti,CONDOMINIO MINIMO, per cui le dico, sin da ora, che se la gestione della cosa comune e quella relativa ai servizi non viene prima deliberata e condivisa da entrambi, non si va proprio da nessuna parte e regnerà sempre il CAOS, dove il primo che si sveglia al mattino detta le sue leggi.

Non è questione di regolamento è solo questione di instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione tra i due contendenti e assieme costruire anziché distruggere.

Le proprie intenzioni, ancora prima di metterle in atto, devono essere proposte all’altro, avendo l’accortezza di convocarlo per discutere questo o quel problema.

Ognuno d voi deve prendere responsabilmente atto che non abita in un isolato villino, ma in un condominio bifamiliare, per cui, in quanto tale, non si può far finta ignorando la presenza dell’altro e i problemi vanno affrontati e condivisi per non finire dritto davanti a giudice anche per la più banale situazione.

Lei ha accennato ai lavori di manutenzione del poggiolo, ebbene il poggiolo è suo e la spesa ricade su di lei, consapevole del fatto che se il poggiolo è parte integrante della facciata, perché in muratura, allora deve intervenire il condominio, ma prima non a cosa fatte.

Deve formalmente convocare l’altro proprietario e semmai fare eseguire una perizia da un tecnico peritale sulle cose da fare.

Per quanto riguarda la chiusura, questa, previa concessione comunale è possibile ma ci vuole comunque il suo consenso.

Così pure per la pulizia delle parti comuni, va regolamentata in assemblea, non a caso le regole condominiali valgono per tutti.

Chiudo dicendo, gentile lettrice, che i rapporti di buon vicinato si mantengono alterati nel tempo solo se c’è dialogo, diversamente è solo GUERRA, tra virgolette, ad oltranza.

cordialità

Geom. Terracciano

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