Spese condominiali

Salve, abito in un immobile di tre appartamenti, di cui uno a piano rialzato e gli altri due al 1° e 2° piano. L’accesso al terrazzo è esclusivo ai proprietari del 1 e 2° piano. L’appartamento al piano rialzato è sempre vuoto e per amicizia non gli abbiamo mai chiesto nessun contributo alle spese. Ora dobbiamo fare lavori al terrazzo per infiltrazioni di acqua che hanno causato danni all’appartamento del 2° piano: in che modo vanno divise queste spese? Inoltre c’è il proprietario di tre grandi locali che non ha mai partecipato a spesa alcuna: tocca anche a lui partecipare? Quest’ultimo addirittura impedisce l’accesso alla parte soprastante i suoi locali per consentire ad azienda edile di effettuare urgenti lavori di ristrutturazione. Cosa mi consiglia? Non abbiamo né codice fiscale condominio nè amministratore. Grazie per l’attenzione.
Buona sera.
Leggere di un CONDOMINIO, composto da ben 4 partecipanti,  sprovvisto di CODICE FISCALE, non è certamente regolare, mentre è regolare per la mancanza dell’amministratore dal momento che la Legge 220/12 non lo prevede ma non lo esclude laddove c’è reale necessità di avere una gestione corretta del condominio.
Tutto sta al senso di responsabilità di ogni condomino.
Il mio consiglio non è certamente quello del **tirare a campare**, ma è quello che uno di voi 4, munito delle fotocopie dei documenti di identità e della relativa delega, si rechi all’Agenzia delle Entrate per richiedere il CODICE FISCALE intestato al condominio.
Colui che richiede il codice fiscale viene poi considerato il referente dei condomini da parte del Fisco.
Il codice fiscale, occorre per volturare le utenze comuni al condominio e occorre, nel caso si debba procedere con lavori di una certa importanza da dare in appalto a ditta esterna, caso in esame, per fare in modo che il COMMITTENTE sia il CONDOMINIO, che lo stesso operi la ritenuta fiscale sulle fatture emesse dalla ditta, pari al 4% per poi essere versata al fisco entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento.
Il referente dovrà, suo malgrado, presentare, poi, il Mod. 770 e compilare il quadro AC nella propria dichiarazione dei redditi, semprechè non si voglia procedere in NERO e assumersi tutte le conseguenze che una scelta simile comporta.
Da geometra consiglio di istruire l’ITER PROCEDURALE che, a tappe assembleari obbligate, vi conduca all’appalto vero e proprio, quindi a cominciare dalla nomina del PERITO al quale affidare la perizia, il computo metrico estimativo e il capitolato di appalto fino alla Direzione dei Lavori.
Il tutto deve FORMALMENTE transitare in ASSEMBLEA, volente o nolente, con delibere approvate a maggioranza, diversamente parliamo del NULLA e nessuno può avere garanzie dagli altri che versino la loro quota di spesa comune.
Senza delibere, senza contratto  di appalto e senza approvazione nessuno può costringere l’altro a pagare la sua quota.
Se ci sono le delibere, ebbene, chiunque SOCCOMBE, prima durante e dopo.
E’ bene prendere atto che siete CONDOMINIO con la C maiuscola.
In proposito dovrete anche deliberare di far formulare le tabelle millesimali, questo perchè è INGIUSTO sotto ogni profilo pagare in PARTI UGUALI.
Trattandosi di terrazzo in uso esclusivo, i proprietari che godono dell’uso dovranno versare 1/3 dell’importo complessivo dei lavori, mentre i restanti 2/3 saranno ripartiti tra tutti coloro ai quali, in proiezione, il terrazzo funge da copertura, per tabella millesimale di proprietà riparametrata.
Quindi i condomini che godono dell’uso esclusivo del terrazzo si dovranno fare carico di 1/3 ma anche dei 2/3.
Nella spesa rientrate tutti, dico tutti, ma se non IMPOSTATE correttamente, secondo legge, il CONDOMINIO, state pur certi che qualcuno pagherà per tutti.
Se lei, unitamente ad altri due condomini è certo di avere la maggioranza, ebbene, si dia da fare per FORMALIZZARE una volta per sempre il condominio, si ricordi e lo ricordi agli altri che il **risparmio non è mai un guadagno**
Cordiali saluti
Geom. Oreste Terracciano
Leggi per approfondire il problema su facebook

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