Spese condominiali

Buongiorno sig. Terracciano, ho già avuto modo di scriverle nel 2009  per una questione riguardante il condominio dell’abitazione da me  condotta in affitto ed ho avuto delle esaurienti risposte per cui anche  questa volta chiedo la sua consulenza per una questione che riguarda

l’abitazione dove invece vive mia madre che è proprietaria ed ha avuto  non poche noie proprio a causa dell’amministratore. Il problema adesso  è questo: in data 06/11/2012 mia madre ha ricevuto una lettera  raccomandata nella quale lo stesso le intimava di pagare le quote

condominiali arretrate per un ammontare di € TOT entro 5 giorni dalla  ricezione della stessa, pena il ricorso alle vie legali con conseguenti  oneri legali. Ora, premesso che mia madre è anziana  ed anche se gode  di una pensione discreta è ammalata, ma questa è una cosa che forse può  non interessare all’amministratore, nel mese di marzo è stata indetta  la solita assemblea condominiale per l’approvazione del preventivo 2012  e consuntivo 2011 alla quale abbiamo partecipato solo io e mio fratello  in quanto comproprietari e in vece di mia madre; a tale riunione non si  è presentato nessuno degli altri 8 condomini ed è stata rimandata la  riunione a data da destinarsi. Noi infatti aspettavamo un’altra  convocazione che invece non c’è stata; io stessa ieri mi sono recata  dall’amministratore apprendendo appunto che non c’era stata  nessun’altra convocazione. Tale assemblea, tra l’altro, aveva anche  all’ordine del giorno l’eventuale approvazione della nomina  dell’amministratore. In mancanza di tale importante adunanza, può ora  l’amministratore intimare a mia madre il pagamento di quote che non  sono state neanche approvate, minacciando le vie legali con un tempo  inoltre così ristretto sapendo che mia madre percepisce la pensione

all’inizio del mese e quindi non può avere adesso una così ingente  somma? Le chiedo gentilmente se può rispondermi visti appunto i tempi  ristretti perchè io ho intenzione di scrivere oggi stesso

all’amministratore al quale ieri ho anche chiesto di darmi le copie  delle fatture relative alle spese. La ringrazio anticipatamente,

Gentilissima signora, buon giorno, ben tornata.

Dopo aver letto il quesito postomi, le consiglio di recarsi presso lo studio dell’amministratore per chiarire l’equivoco, ovvero gli dica che la morosità, se di morosità parliamo, è solo frutto di un malinteso.

Infatti, poichè a marzo, quando si dovevano approvare i bilanci e si doveva decidere sulla sorti dell’amministratore essendo scaduto il mandato, l’assemblea ORDINARIA andò deserta senza nulla deliberare, sua mamma era in attesa di convocazione di altra assemblea con la speranza del buon esito della stessa, invece subentrò il silenzio che si è protratto fino al ricevimento della raccomandata del giorno 6 u.sc.

Alla luce di tale situazione, riferisca che sua mamma deve solo versare le quote ordinarie risultanti dall’ultimo bilancio approvato, ovvero a quello dell’esercizio 2011, quindi nessuna quota è dovuta per il bilancio consuntivo NON APPROVATO nè per quello preventivo NON APPROVATO.

Senza una regolare delibera di approvazione rimane tutto invariato.

Predisponga i suoi calcoli e provveda in quella sede a versare il dovuto, può stare certa che l’amministratore non può e non deve pretendere quote diverse da quelle in corso consapevole del fatto che l’assemblea andò DESERTA.

Ora, cara signora , sulla scorta di quanto da me comunicatole si comporti di conseguenza, ma versi l’arretrato facendo riferimento alle quote che si pagavano prima dell’assemblea andata deserta.

Sono e rimango a sua disposizione

Cordialmente

Geom. Terracciano

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