Ritorno in campagna: casolari e cascine

Fuga dalla città e ritorno in campagna per i laureati in scienze agrarie, economia e commercio, marketing, architettura, farmacia e scienze dell’educazione. Secondo uno studio Coldiretti, infatti, oggi il 36,5% degli imprenditori agricoli è laureato o laureando. Inoltre, secondo la Confederazione Italiana Agricoltori il 90% degli agricoltori sotto i 30 anni è in possesso di un titolo di studio medio-alto. Si tratta, pertanto, di giovani colti e attivi che non temono il relativo isolamento, la scomodità degli spostamenti sulla rete viaria secondaria e il digital divide pur di trovare spazio e “reinventarsi una vita” in campagna.

Dove sono più convenienti rustici e casali? – Secondo le rilevazioni di Casa.it, la Toscana resta la regione più cara, grazie all’offerta di fabbricati rurali più ampia, dove i prezzi medi per un casale o un rustico non scendono al di sotto dei 3.500 euro al metro quadro rilevato nei comuni di Cortona (AR) e Calci (PI).  Andando alla ricerca delle quotazioni più vantaggiose, l’Abruzzo offre prezzi più accessibili nei comuni come Castelli e Colledara, nel Teramano, e Carsoli nell’Aquilano, dove  un casale si aggira intorno ai 1.200/1.300 euro al metro quadro.

Nella mappatura di Casa.it, tuttavia, è necessario risalire la Penisola e raggiungere il Piemonte per localizzare il comune con il prezzo medio al metro quadro più favorevole in assoluto: 1.100 euro al metro quadro per una cascina o un casale nelle capagne di Moncalvo (AT), uno dei principali centri del Monferrato. Al contrario, a Pantelleria e Taormina,  si toccano le quotazioni più alte con 6.700 e 8.000 euro al mq.

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