Ripartizione spese scale condominiali

Gentilissimo Geometra Terracciano, siamo una coppia di Napoli che 5 anni fa ha deciso di comprare un appartamento al primo piano in provincia di Caserta sia per ragioni economiche che pratiche (le case da queste parti sono molto meno care che a Napoli e lavoriamo entrambi in questa zona).
Il palazzo (un tempo composto da 2 box al piano terra, 2 appartamenti al primo piano, due al secondo piano, uno dei quali non era mai stato completato…) ed un sottotetto anche di nostra proprietà, ci aveva subito affascinati perchè gli unici proprietari oltre noi 2 erano due simpatici vedovi in pensione.
Nel giro di qualche mese i due ‘simpatici’ signori hanno venduto i loro appartamenti e non si è capito più niente: uno dei 2 box è stato diviso in 4 mini-appartamenti locati ad extra-comunitari, dall’appartamento incompleto al secondo piano ne sono stati ricavati ben due e così è successo anche per gli altri 2 divisi entrambi in due unità.
Ricapitolando: 4 mini al piano terra più l’altro box rimasto  intatto, il nostro appartamento più altri due al primo piano, altri 4 al secondo piano…
Nel ripartire piccole spese comuni abbiamo sempre, più o meno, trovato accordi finora, ma adesso i proprietari del secondo piano vorrebbero terminare le scale le quali sono rivestite di marmo solo fino al primo piano (il nostro).
Mi scuso per il lungo antefatto, ma ho sentito il bisogno di scriverle tutto ciò perchè questi eventi poco piacevoli sono stati per noi fonte di grossa amarezza dal momento che il nostro tranquillo cortile in pochi mesi si è trasformato in un porto di mare; si figuri che c’è un tale via vai di gente (con conseguente sporcizia, rumori e piccoli furti) che non so neanche chi abiti realmente qui e chi venga a far visita agli inquilini dei mini-appartamenti…..
In assenza di tabelle millesimali mi risulta impossibile stabilire chi debba pagare cosa, sinceramente eviterei addirittura di pagare per queste scale che interessano più ai piani superiori (che ci hanno così tanto danneggiati) che a noi, suppongo , però, che essendo noi comproprietari del sottotetto abbiamo il dovere di partecipare alla spesa (anche se non oso immaginare in quale stato pietoso di ripostiglio/colombaia sia stato esso ridotto…).
Mi può indirizzare verso una possibile soluzione per favore?
Grazie mille anticipatamente
Tiziana e Fulvio

Tiziana e Fulvio, buongiorno. Non posso condividere la scelta “”azzardata”” di acquistare un immobile in un edificio cantierizzato, anzi mi meraviglia il fatto che nessuno, notaio compreso,  vi abbia indirizzati su una scelta più saggia, quindi non precaria. Da geometra, quindi da tecnico prima e da esperto della materia dopo, consiglio ad entrambi di verificare come e quando è stato deciso di rilasciare la concessione edilizia, semprechè non siano opere abusive ma non credo, anche se oggi tutto è possibile, di verificare il mappale al catasto e prendere visione delle visure catastali, quindi di interpellare un mio collega geometra del posto, libero professionista, al quale conferire l’incarico di indagare e poi rilasciare una relazione da lui firmata quale ipotetico documento probatorio di parte.

Prima eravate in tutto 3 condomini – voi più i due simpatici vedovi -, ora bisogna verificare in quanti siete, visto che non è stato specificato, in quanto oltre 4 proprietari c’è l’obbligo di nominare l’amministratore, anche se in numero inferiore a 4, ci deve essere comunque qualcuno ad interessarsi delle parti comuni e della ripartizione delle spese.
Da quello che leggo, ce n’è di strada da fare, e tutta in salita, poi in una realtà come quella campana, tutto diventa molto più complicato. Bisogna soprattutto INDAGARE, nel senso capire come si è arrivati a tanto e perchè i lavori non sono stati completati a regola d’arte. Bisogna che vi autoconvochiate in assemblea, ma dopo aver esperito tutte le
indagini per capire se non siete capitati in un condominio di persone strane, con le quali il dialogo diventa pressochè impossibile. Nessuna partecipazione alle spese di completamento scale o altro se non si capisce quali erano gli accordi sottoscritti nel rogito notarile. Insomma, non voglio assolutamente scoraggiarvi,ma vi siete cacciati in un autentico CAOS, dove, ora, per capirci qualcosa bisogna solo percorrere le vie giudiziali.
Cordiali saluti
Geom. Oreste TERRACCIANO

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