Ripartizione spese acqua

Buongiorno, Diversi anni fa mio papà trasformò il capannone di falegnameria in 3 distinti appartamenti. Alla vendita di ogni immobile, venne deciso di comune accordo con gli acquirenti, che la suddivisione delle spese dell’acqua sarebbe stata fatta in base al numero delle persone poichè il contatore era uno solo ( intestato a mio papà ). Ora, dopo 9 anni di convivenza tranquilla, un acquirente vuole che tutte le spese vengano calcolate sulla base della tabella dei millesimali ma 3 famiglie su 5 non intendono accettare. Mio papà può chiedere a questo signore il distacco dal contatore comune e l’installazione di uno nuovo a suo nome? In questo caso, la maggioranza ha potere decisionale? Grazie, cordiali saluti.

Gentile lettrice buon giorno.

Una premessa è d’obbligo, il condominio, costituitosi quando il suo papà vendette i primo immobile, è condominio con la **C** MAIUSCOLA, quindi soggetto a tutta la normativa sancita dalla Legge 220/12, del 18/06/2013 e al dettato del codice civile.

I rapporti di buon vicinato prescindono dalla gestione del condominio, gestione che, volente o nolente, deve essere in linea con la legge.

Suo padre non so che ruolo riveste, a mio parere è condomino alla pari degli altri, per cui se vuole rappresentare il condominio, deve, suo malgrado, farsi eleggere, diversamente non può imporre leggi **ad personam**.

Se il condominio, come tanti su tutto il nostro territorio, è dotato di un solo contatore generale acqua facente capo al GESTORE acqua potabile, la ripartizione per numero di persone, compresi i lattanti, è una scelta positiva ma deve trovare applicazione dopo approvazione, a maggioranza, , in assemblea, della delibera, sicuramente, nel caso specifico, non si può assolutamente ipotizzare di ripartire l’eccedenza per tabella millesimale di proprietà.

Se, infine, esistono le tabelle millesimali, è bene prendere atto, acqua a parte, che le stesse vanno applicate eccome……..

Diversamente il problema si deve discutere in assemblea in quanto non è assolutamente sufficiente dire di essere contrari, l’assemblea è SOVRANA e certe decisioni si deliberano approvandole o respingendole,  tutto trascritto sul registro dei verbali.

Concludo dicendo che quando nascono situazioni simili è bene farsi amministrare da professionista competente, nulla vi impedisce di nominare l’amministratore, diversamente sarà CAOS.

Cordiali saluti

Geom. Oreste TERRACCIANO

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