Ripartizione delle spese

Spett.le Sig. Terracciano,

visitando varie pagine internet ho letto della sua disponibilità ad aiutare chi avesse problemi condominiali..e così ho pensato di cogliere al volo questa opportunità per avere alcuni chiarimenti.

Nel mese di luglio mi sono trasferita, senza però vendere l’appartamento in cui abitavo.

Si tratta di un piccolo condominio familiare (4 famiglie in tutto), in cui mio nonno, innalzatosi ad amministratore, ha da sempre gestito la ripartizione delle spese (luce scale diviso 4 e bolletta dell’acqua ripartita a modo suo).

Ora che però abbiamo traslocato, la ripartizione delle spese condominiali avviene nella stessa identica maniera di quando ci abitavamo, ovvero luce diviso 4 famiglie e acqua divisa a suo piacere, senza tener conto del fatto che ormai siamo condomini non residenti (per fare un esempio ci ha addebitato un importo della bolletta dell’acqua pari a 1/3 dell’intera somma; assurdo!). ora che siamo non residenti, perciò, e visto che non esiste un vero e proprio amministratore, quali sono le voci di cui tener conto nelle bollette acqua e luce, ovvero le quote fisse che dobbiamo pagare e quelle, relative al consumo, che non ci spettano?

La ringrazio in anticipo per la sua consulenza gratuita.

Cordialmente, Rossella.

Gentilissima signora Rossella, buona sera e grazie per avermi interpellato.

E’ bene prendere atto che  anche se la casa dovesse essere lasciata disabitata vita natural durante, lei dovrebbe, comunque, sostenere tutte le spese di gestione del condominio in cui è ubicato il suo immobile, naturalmente mi riferisco a tutte quelle spese che riguardano le parti e i servizi comuni.

Come ad esempio: Impianto centralizzato TV – impianto citofonico – scale e androne – pulizia e illuminazione – manutenzione ordinaria e straordinaria – impianto fognario ecc.

Detto questo e volendo scendere nei particolari, come il problema dell’acqua da lei citato, qui il discorso è leggermente diverso, in quanto trattasi di utenza, come può essere la luce o il gas, quindi è qualcosa legata ai consumi personali, per i quali, se non se ne fa uso,  non si deve, a rigor di logica, pagare, o si devono pagare le quote fisse che risultano dalle bollette dei consumi.

La cosa che mi ha lasciato subito perplesso è la sua dichiarazione sulla modalità della ripartizione delle spese nel condominio in questione, ovvero ripartizione in parti uguali e non solo, ma anche la sua precisazione che non c’è un amministratore e/o un condomino responsabile della gestione, formalmente nominato dai condomini, il che complica non di poco la situazione, in quanto si ipotizza un tipo di gestione di tipo “”fai da te o familiare”” che non ha mai prodotto nulla di buono.

Infatti, lei non ha alcun interlocutore al quale rapportare le sue ragioni, visto che almeno  per l’acqua ha ragione da vendere, quindi tutto si traduce  in un semplice distinguo tra condomini o ex condomini, dove è impossibile far valere le proprie ragioni, in quanto ognuno dirà la propria senza cognizione di causa.

A questo punto cosa dirle, non paghi assolutamente il consumo dell’acqua, visto che è dal lontano luglio 2010 che ha lasciato l’immobile, sono già trascorsi 5 mesi, quindi…….

Cordialmente

Geom. Oreste Terracciano

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