Riforma condominio 2013: senza amministratore aumenteranno le liti?

La riforma del condominio entrerà in vigore il 18 giugno di quest’anno. Tra i punti cruciali, la non obbligatorietà della nomina di un amministratore per i condomini fino a otto partecipanti. Le conseguenze di questo provvedimento.

Quale esperto della materia condominiale, consulenza del tutto gratuita che esplico sul web da circa 10 anni, mi corre l’obbligo di soffermarmi sull’articolo 1129 del codice civile, riveduto e corretto nella parte in cui sancisce che per i condomini fino a otto (n. 8) partecipanti/condomini non c’è obbligo di nominare l’amministratore.

E’ bene rimarcare lo spirito con il quale la Legge di RIFORMA DEL CONDOMINIO è nata, essendo ferma all’anno 1942: LIMITARE SE NON ABOLIRE LE LITI CONDOMINIALI, le quali affollano da sempre le aule dei Tribunali, ebbene, se questo è lo scopo principale della riforma, è bene fare un passo indietro e ricredersi, con grande senso di responsabilità, per aver partorito un’estensione (non obbligo amministratore da 4 a 8 condomini)che alimenterà notevolmente le liti giudiziali.

Sono tantissimi i quesiti **ARRABBIATI**, di condomini **ESASPERATI** che mi pervengono sulla INGESTIBILITA’ dei condomini composti da 2 a 4 partecipanti, in quanto vittime sacrificali della legge, del **dio risparmio**e dell’AUTOGESTIONE……….

Ora, avendo esteso il NON OBBLIGO ai condomini fino ad 8 partecipanti/condomini, ricevo tantissimi quesiti di condomini che, a prescindere dal **CAOS** e **LITI FEROCI**, che scaturiranno dall’estensione della legge, si interrogano sulle conseguenze di una legge simile, dove, la più grande preoccupazione dell’’autogestione, ammesso che vi sia un condomino di buona volontà ad assumere l’incarico di gestire il gestibile, rimane la perdita di valore della propria unità immobiliare.

Bisogna, inoltre, considerare che il condominio è SOSTITUTO DI IMPOSTA, dal quale scaturiscono obblighi nei confronti del Fisco, per i quali non si potrà fare a meno di ricorrere al commercialista, a meno che non si voglia procedere in **NERO**, quindi si dovranno sostenere costi, per i quali viene spontaneo dire:<<NON E’ ZUPPA MA PAN BAGNATO!!!>>

Immaginiamo uno stabile composto da 4 piani, 2 condomini a piano, in tutto 8 condomini (SENZA AMMINISTRATORE)che per motivi di ristrutturazione facciate, balconi e scale, deve istruire l’ITER procedurale che, a tappe assembleari obbligate, condurrà all’appalto vero  e proprio, come dovrà comportarsi il condominio?

Attendo fiducioso una risposta CREDIBILE da coloro i quali hanno legiferato.

GRAZIE
Geom. Terracciano

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