Rifiuto di pagare il consumo dell’acqua potabile

Egregio dottor Terracciano, la disturbo per venire a capo di una situazione piuttosto imbarazzante e sicuramente sgradevole.

Abito in una palazzina che non ha l’amministratore, visto il numero ridotto di chi ci abita.

Abbiamo in comune il contatore dell’acqua e  in modo concorde abbiamo stabilito di dividerla equamente tra noi.

Una condomina si incarica delle divisioni e noi paghiamo a lei, che a sua volta si impegna a pagare puntualmente  la bolletta .

Da alcuni mesi  però uno degli appartamenti è stato preso in affitto da un signore che, avendolo adibito come ufficio, non vuole pagare la sua quota.

E’ stato sollecitato più volte ma niente da fare.

Ora le chiedo: in questi casi cosa si deve fare? a chi ci dobbiamo rivolgere? tenga conto che il proprietario dell’appartamento non vuole coinvolgimenti in questa cosa.

Quale strada ci consiglia di intraprendere?

Scusandomi per il disturbo e in  attesa della sua risposta  La ringrazio e  Le invio distinti saluti.

Gentile signora, buongiorno, se è pur vero che per un condominio con numero di condomini inferiori a quattro  l’art. 1129 del codice civile non obbliga la nomina dell’amministratore, è altrettanto vero che di fronte a situazioni come queste, le quali potrebbero ripresentarsi per altre cause, è quanto mai opportuno prevedere la figura dell’amministratore.

Non importa se interno o esterno, se retribuito o non, ma è importante, invece, che ci sia per la formalizzazione di situazioni che vanno discusse e affrontate esclusivamente in assemblea, quest’ultima da convocare in maniera FORMALE.

Leggere che il consumo dell’acqua potabile viene ripartito in parti uguali, mi viene subito da pensare che si è proceduto senza riflettere sulla modalità di ripartizione, la quale, se me lo consente, in mancanza dei contatori divisionali in ogni unità immobiliare, dovrebbe, il relativo costo, essere ripartito per NUMERO di ABITANTI, includendo nel numero anche i lattanti.

Meglio sarebbe, visto che c’è il D.Lgs n° 152 del 03.04.2006 il quale dispone, ai fini del risparmio idrico, l’installazione dei contatori divisionali in ogni singola unità immobiliare, prevedere e attuare l’installazione.

Non per spezzare una lancia a favore dell’inquilino che ha preso in affitto un immobile da adibire ad uso studio, deve convenire con me che l’ufficio, a parte le quote fisse o quelle che scaturiscono da altri fattori che vengono imputati tramite bolletta unica, non riesce a consumare nemmeno l’impegnativa assegnata ad ogni utenza, quindi  bisogna prendere atto che la richiesta di una quota sia alquanto inopportuna ed eccessiva.

Secondo il mio parere bisogna che ritorniate sull’argomento ma facendovi guidare da una persona esperta, perché la ripartizione del consumo dell’acqua potabile in parti uguali è una ingiustizia, specie quando ci si trova, come ora nel vostro caso, di fronte ad una persona che non condivide le vostre scelte.

Cordialmente

Geom. Oreste TERRACCIANO

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