Richiesta consulenza interruzione erogazione acqua

Buongiorno, geom. Terracciano
Su di un condominio 26 unità esistono 4 grandi morosi di cui 1 in fase di “alloggio in asta giudiziaria”; che io e gli altri “pagatori” abbiamo già saldato l’anno in corso; che, come può verificare in allegato, disponiamo di un fondo e che erano stati stanziati dei fondi per il tetto e che tali non sono stati utilizzati, le espongo il problema.
Alcune settimane fa è stato affisso dalla Società Acque Metropolitane di Torino avviso di morosità con distacco della fornitura previsto per lunedì 28. A seguito abbiamo, io e altri condomini, contattato l’amministratore che ci ha risposto di non aver ancora racimolato soldi a sufficienza ma che avrebbe visto il datarsi. Ieri 22-10-13 viene affisso un comunicato per un’assemblea straordinaria per il 25-10-13 col fine di richiedere (l’amministratore chiede a noi pagatori) altro denaro da destinare al fondo. Mia moglie ha telefonato all’amministratore nella giornata stessa e le è stato risposto che “non ci sono soldi per pagare la bolletta” e le ha chiesto (a mia moglie) altre 350€ (rifiutando al momento di produrre richiesta scritta) e le ha detto che comunque lo studio di amministrazione non ha intenzione di pagare e che quindi lune’ 28-10-13 vi sarà la S.M.A.T. provvederà alla sospensione del servizio.
Inutile dir Le quanto questo mi irriti e quanto danno e in quale situazione impensabile mi possa trovare lunedì con l’ovvia necessità di avere acqua corrente nel mio alloggio. Cosa pensa che possa fare?
Può l’amministratore chiedere ancora denaro? Inoltre vorrei chiedere copia delle ricevute, fatture e giustificativi dell’operato recente dell’amministrazione: quale sarebbe la forma corretta? Di quanti anni mi consiglia di tornare indietro? Potrebbe aiutarmi a scrivere una lettera (FAX) all’amministratore?
Mi scuso se Le sono sembrato pretenzioso o scortese, ma probabilmente fra le mie parole emerge la rabbia e la delusione che mi affliggono.
La ringrazio anticipatamente del tempo accordatomi e Le sarò veramente grato se avrà possibilità di rispondermi in tempi brevi. Le invio in allegato la documentazione che potrebbe essere utile a comprendere la situazione condominiale. Ancora grazie per il servizio offerto a chi come me non ha altri strumenti o risorse. Buon lavoro

Egregio lettore, buon giorno.

Poichè la solidarietà nel condominio non è contemplata da nessuna disposizione di legge e l’art. 1123 c.c. non impone il regime della solidarietà, deve riferire all’amministratore che è consentita una deliberazione assembleare, la quale tenda a sopperire all’inadempimento del condomino moroso con la costituzione di un fondo cassa ad hoc, tendente ad evitare danni ben più gravi nei confronti dei condomini tutti,  conseguentemente sorge in capo al condominio e non al singolo condomino moroso l’obbligazione di restituire ai condomini solventi le somme a tale titolo percepite, dopo aver espletato tutte le azioni volte al recupero delle morosità in essere.

Questo principio non lo affermo io bensì la Cassazione.

Quindi non si possono, nella maniera più assoluta spalmare i debiti dei morosi sui condomini solventi, c’è bisogno di una delibera assembleare che approvi il FONDO CASSA AD HOC, da ricostituire ad ogni bilancio in attesa di recuperare le morosità.

Diversamente si corre il rischio di vedersi staccate tutte le utenze intestate al condominio e non bisogna, nella maniera più assoluta, incolpare l’amministratore, questi ha colpe gravi se non convoca l’assemblea per il fondo cassa.

Cordialità

Geom. Terracciano

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