Regolamento di condominio

Egregio Geometra Terracciano, Lei è molto gentile e pertanto profitto per formularLe alcune precisazioni: Il regolamento contrattuale non incide su quelle che sono le norme inderogabili: articolo 1118, secondo comma e gli articoli 1119,1120, 1129,1131,1132,1136 e 1137; e quelli ai sensi dell’art. 72, quali: art.  63; 66; 67; e 69. Quindi perché non bisogna riconoscere la valenza del regolamento in questione in riferimento alla natura e composizione del “consiglio di amministrazione”? E poi, anche le sanzioni, come dice Lei citando una sentenza della cassazione: perchè non possono superare le vecchie 100 £ se esse sono contenute in un regolamento contrattuale che prevede sanzione più onerose? Mi scuso se torno ancora sull’argomento, ma questo è un aspetto che mi interessa chiarire nei dettagli per evitare inutili contenziosi, in quanto, essendo stato io, all’epoca del trasferimento in proprietà dei 90 alloggi il presidente della cooperativa, la cui origine era a proprietà indivisa e per questo ha usufruito anche di finanziamenti a fondo perduto, mentre poi utilizzando una legge regionale è stata data la possibilità di trasferire in proprietà ai soci gli appartamenti, ho condiviso la stesura del regolamento. Grazie anticipatamente, Un cordiale saluto


Egregio lettore, buonasera.
Il regolamento di condominio convenzionale può prevedere sanzioni superiori alle vecchie 100 lire, per cui vanno applicate là dove è comminabile la sanzione per il mancato rispetto delle norme in esso contenute.
Devo chiarire, però, un concetto molto importante: il regolamento di condominio convenzionale, ovvero elaborato dall’unico originario proprietario, di solito il costruttore, non mi sembra sia il suo caso ( ex cooperativa), DEVE essere richiamato in tutti i 90 rogiti notarili, con tanto di numero di iscrizione alla Conservatoria dei Registri Immobiliari e con la data di iscrizione, solo così il regolamento convenzionale assume l’identità inequivocabile di CONTRATTO, diversamente trattasi di regolamento di natura interna, meglio conosciuto come ASSEMBLEARE.
Questa è una differenza sostanziale, anche perchè nutro forti dubbi in proposito.
Infatti si paragona il complesso al SUPERCONDOMINIO, quando supercondominio non è, si impongono le figure degli amministratori, quando è l’assemblea e solo essa a dover decidere nel merito.
Si conferisce  ampio ed anomalo mandato all’amministratore generale, quando se non c’è supercondominio detta figura non ha motivo di esistere, come la nomina dei consiglieri  ed altro, quindi non parliamo affatto di regolamento di condominio contrattuale ma di regolamento elaborato da un Presidente di Cooperativa che non ha nè capo e nè coda.
Non so proprio cosa dirle, proprio in virtù del fatto che le cooperative hanno soltanto combinato GUAI gestionali, per i quali poi si pagano le conseguenze, infatti tutto viene rimesso in discussione perchè campato in aria.
Le consiglio, a questo punto, un avvocato, bisogna che detto professionista proceda con una attenta  lettura di tutta la documentazione, a cominciare dai rogiti.
Cordialità
Geom. Terracciano
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