Realizzazione posti auto

Buongiorno, Geometra,  sono un condomino amministratore, abito in un condominio di 9 unita immobiliari, compresi due locali commerciali di cui uno uso ufficio, l’altro adibito a ristorante. Il problema è questo:
vorremmo  realizzare dei parcheggi  nel giardino condominiale.  Lo  spazio è sufficiente per realizzare un posto auto per ogni unità. Il  titolare del locale adibito ad ufficio, non è d’accordo in quanto  afferma che nel suo atto di acquisto è specificato che ha diritto ad un  parcheggio per carico e scarico. I Vigili del Comune, affermano che  loro non possono entrare nel merito visto che si tratta di proprietà  privata. Come possiamo comportarci in merito? Si può approvare la  delibera per la realizzazione dei posti auto a maggioranza? Resto in attesa di un suo cortese suggerimento in merito. Distinti saluti


Caro lettore, buon giorno.

Lei ha accennato al GIARDINO CONDOMINIALE,parte comune con una destinazione specifica. GIARDINO.

Ebbene, trattandosi di una cosa comune per la quale si tratterebbe, in buona sostanza, di cambiare la destinazione d’uso, da giardino a parcheggio auto anche se parcheggio assicurato a tutti, per il cambio di destinazione occorre l’UNANIMITA’ dei partecipanti al condominio che rappresenti 1.000 millesimi e tutti dovranno sottoscrivere la delibera di approvazione.

Naturalmente bisognerà anche cambiare la documentazione esistente a mezzo tecnico incaricato per l’occasione.

Così il Consiglio di Stato:

Consiglio di Stato , sez. IV, sentenza 01.10.2007 n° 5035

Il Consiglio di Stato ha da tempo e in più occasioni sottolineato che il punto rilevante, per valutare il regime di modificabilità della struttura di un immobile, è costituito proprio dalla sua destinazione d’uso.

Tutte le volte che le modificazioni unilateralmente realizzate dal proprietario configurano un mutamento della destinazione d’uso, con appesantimento, rilevabile e documentabile, dei carichi urbanistici o con manifesto contrasto con i vigenti assetti urbanistici di zona, è necessaria l’autorizzazione dell’Ente locale, per l’elementare e basilare esigenza collettiva di consentire allo stesso Ente locale di gestire in modo ordinato, equo e proporzionato, rispetto alla situazione reddituale degli amministrati, i carichi di urbanizzazione complessivamente considerati.

I giudici di Palazzo Spada hanno avuto, con questa vicenda, occasione di stabilire definitivamente la sostanza della definizione di mutamento di destinazione d’uso, rilevante ai fini edilizi e del relativo regime giuridico (presupposti e procedimento di rilascio dei titoli).

… In tale ultimo senso, anche i mutamenti di destinazione d’uso senza opere sono da ricondursi alla categoria di interventi che possono ritenersi rilevanti ai fini del regime concessorio, indipendentemente dal carico urbanistico che, in taluni casi, potrà non aumentare ma, anzi, diminuire (di modo che, pur necessitando di titolo, in questi casi non si corrisponderà alcun onere di urbanizzazione).

Cordialmente

Geom. Terracciano

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