Problemi impalcature per lavori facciata

Buona giornata, Geometra Terracciano.

Torno per porle un nuovo quesito: per problemi di umidità dovrò effettuare dei lavori  di intonacatura ed impermeabilizzazione sulla facciata esterna di una casa che io e mia moglie utilizziamo per la villeggiatura.

Tuttavia la parte da bonificare sorge su terreno non di mia proprietà .

Inoltre i proprietari hanno recintato gli accessi da cui potrei accedere per poter predisporre impalcature, materiali e quant’altro necessario per effettuare i lavori.

Premetto che sarebbe quantomeno disagevole far transitare detti materiali dalla mia abitazione, in quanto posta al primo piano ( si dovrebbe entrare utilizzando una stretta scala in pietra sulla via principale,attraversare la casa e calare il materiale attraverso un balcone la casa ambienti angusti ( analogamente, si dovrebbe effettuare un percorso al contrario a fine lavori). Fatto questo saremmo, comunque su terreno non mio.

Tanto per renderle meglio l’idea, le invio uno schizzo della casa a cui mi riferisco ( I lavori andrebbero effettuati sulle pareti esterne delle camere indicate al primo ed al secondo piano e del terrazzo della zona “sottotetto”)

Ciò che le chiedo è come debbo regolarmi con i proprietari del terreno e quali sono, nelle circostanze descritte,  i rispettivi diritti e doveri.

Quanto sopra a scopo preventivo, onde evitare di trovarmi di fronte a richieste non dovute od ad eventuali intralci allo svolgimento dei lavori.

La ringrazio in anticipo e le porgo cordiali saluti

 

Buona giornata a lei, lettore, vediamo, in proposito, cosa è scaturito dalla risposta legale dell’avvocato Di Martino di Napoli per un problema analogo, in pratica è quella che darei io:

<<In tali ipotesi troverà  applicazione l’ art. 843 cod.civile e che nei primi due commi specificatamente recita che:  “il proprietario deve permettere l’accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità, al fine di costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino oppure comune. Se l’accesso cagiona danno, è dovuta un’adeguata indennità”.

E’ necessario e corretto che le  parti interessate (lei  e proprietario del  fondo limitrofo) antecedentemente all’inizio dei lavori,  si accordino sulle modalità di svolgimento e sulla durata del passaggio nonché  sull’eventuale pagamento di un’indennità intesa come liquidazione del danno che potrebbe derivare al proprietario del fondo, dal passaggio e dal protrarsi dell’occupazione.

Naturalmente la norma sopra citata consente l’accesso e la momentanea occupazione per il compimento delle  operazioni di manutenzione , solo quando il tutto si presenta necessario ed indispensabile (ossia nel momento in cui non sarebbe possibile eseguire le riparazioni) e pertanto solo in questo caso sarà ammissibile il ricorso, da parte del condominio, al provvedimento d’urgenza contro il proprietario del fondo limitrofo che si opporrà al passaggio e all’appoggio dell’impalcatura sul fondo confinante col muro da riparare.

Ovviamente è sconsigliabile, nonché illegittimo e abusivo, depositare materiale da costruzione nel fondo limitrofo poiché esso andrebbe risarcito ai sensi dell’art. 2043 cod.civile.

Strettamente connesso a questo discorso è quello relativo all’eventuale risarcimento danno che potrebbe essere richiesto dai proprietari di negozi presenti all’interno del condominio e che in seguito a lavoro di manutenzione possano vedere diminuire la clientela a causa del disagio causato dai medesimi lavori.

In questa ipotesi è consigliabile che tanto l’appaltatore quanto il condomino interessato (per tramite del direttore dei lavori ) si organizzino affinché tali ponteggi non creino una situazione del genere, essendo infatti consentito ai condomini lesi da questa situazione, potere richiedere il risarcimento dei danni, qualora si evidenzi un comportamento doloso o colposo tali da cagionare un danno ingiusto.>>

Nel caso di controversie, non rimane, con una spesa irrisoria intorno alle 150 euro, che ricorrere al giudice di pace, mi auguro, invece, che il dialogo non avvenga tra sordi ma tra persone ragionevoli e responsabili.

Faccia leggere la presente al confinante e gli dica che è un parere prettamente LEGALE, giusto perché non sia il sottoscritto, geometra, ad assumersene le responsabilità.

Distinti saluti Geom. Terracciano

Precedente Comportamenti scorretti dei portieri e dell’amministratore Successivo Supercondominio e delegati

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.