Nuovo ascensore e vendita immobile

Egr. Geometra Oreste Terracciano Nell’agosto del 2003, insieme a mia cugina, con la quale sono comproprietario di un immobile di tre piani ubicato in Torino, decidemmo di ricavare, nel sottotetto di detto stabile, tre mansarde, una sopra ciascuno dei tre appartamenti situati al terzo piano. Inoltre, si commissionò all’impresa, sotto la supervisione di un professionista, anche il rifacimento del tetto e relativo consolidamento delle solette. Le quote erano così suddivise: 1/3 di mia proprietà e 2/3 di proprietà di mia cugina. I lavori procedettero a rilento fin dall’inizio, con continue interruzioni ed inadempienze, sia da parte della ditta appaltatrice, che diede quasi subito i lavori in subappalto ad un’altra impresa, che mesi dopo subentrò, sia da parte dell’architetto, in veste di direttore lavori, progettista e responsabile sicurezza. Ne derivarono svariati danni ed incidenti in cantiere, uniti ad intimidazioni, dispetti, sabotaggi ed incendi anche alle nostre proprietà. L’agosto successivo, tenendo presente che i lavori sarebbero dovuti terminare entro febbraio/marzo 2004, io decisi di disdettare gli incarichi al professionista ed all’impresario, a causa delle ripetute dilazioni e dei continui problemi cagionati dai comportamenti poco professionali dei summenzionati protagonisti e dei loro collaboratori. Mia cugina, invece, decise di continuare nelle sue porzioni di proprietà. Poco tempo dopo, su consiglio del mio legale, richiesi un ATP per stabilire l’effettivo stato di avanzamento dei lavori al fine di intentare una causa civile per il risarcimento dei danni. Purtroppo, per alcuni errori del mio avvocato e per un’errata interpretazione dei fatti da parte dei giudici, sono stato condannato a corrispondere all’impresa ed all’architetto, in virtù della responsabilità contrattuale in solido, le quote relative alla proprietà di mia cugina, pur avendo questa pagato tutta la sua parte. La gravissima conseguenza è stata, pur nella ragione, quella di perdere l’appartamento del terzo piano e relativo sottotetto (anche se quest’ultimo risultava ancora al grezzo, avendo interrotto i lavori, e non accatastato), nonché del passo carraio che, in seguito ad accordi intercorsi con la comproprietaria, avevo in uso esclusivo, pur essendo gravato da servitù di passaggio. La domanda che Le pongo, però, scusandomi per essermi dilungato, è relativa all’ascensore, fatto installare nel 2005 da un’altra impresa, sempre da me e mia cugina secondo le stesse quote sopra citate. Nell’atto di pignoramento, nella successiva ctu ordinata dal giudice delle esecuzioni immobiliari e nelle aste conseguenti, non si è fatta menzione dell’ascensore. L’agenzia che ha acquistato il mio appartamento del terzo piano, si era detta comunque disposta a rilevarne la quota rivalutata all’attualità. In realtà, questi hanno preso tempo e, a fine 2014, hanno venduto a loro volta l’immobile a compratori terzi, che non vogliono in alcun modo sentire ragioni circa l’acquisto della quota dell’ascensore stessa. Né tantomeno, vogliono trattare relativamente al passo carraio, che avrebbero rilevato per 20.000 euro dall’agenzia. Siccome nessuno tra gli avvocati e notai da me interpellati è in grado di darmi una risposta esaustiva in merito, qualcuno dice che devono pagare, altri no, chiedo a Lei, che ha una notevole esperienza in materia, qualche lume sulla questione. Nel ringraziarLa anticipatamente per l’attenzione dedicatami, Le porgo i miei più cordiali saluti.

Egregio lettore Luigi Edoardo buon giorno.

Ho letto quanto da lei descritto e l’evoluzione negativa che ha dovuto subire, da buon napoletano le dico di non farci caso e di pensare come asseriva De Filippo: “”ADDA’ PASSA’  ‘A NUTTATA””

Battuta a parte le comunico che l’ascensore, installato EX NOVO nel 2005, col solo consenso suo e di sua cugina, quindi con spese a vostro carico, rientrava, senza ombra di dubbio alcuno, nel prezzo pattuito per la vendita dell’immobile, le spiego perchè:
l’impianto era suscettibile di utilizzo separato, ovvero era di proprietà iniziale di chi l’aveva fatto installare e pagare, ma chiunque altro condomino, ABITANTE nel condominio e solo questi, poteva subentrare in ogni tempo riconoscendo la sua quota rivalutata,  da ripartire, poi, tra lei e sua cugina.
Non può assolutamente pretendere dall’acquirente il riconoscimento, questo proprio NO.
Chiaro ora il concetto?
Vuole una riprova? interpelli un avvocato CONDOMINIALISTA.
Cordialmente

 
 
Geom. Oreste TERRACCIANO

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4 commenti su “Nuovo ascensore e vendita immobile

  1. Gjon il said:

    .Salve.vorrei chiederle un informazione.ho comprato casa in un condominio, al secondo piano.e mi sto informando anche con l’aministratore del condominio.e il geometra perche vorrei midificare l’interno. O meglio spostare la cucina da li dove è e metterla accanto al soggiorno che sarebbe una camerina (a mio parere vano tipo lavanderia) avendo anche porta finestra anche finestra e essendo anche un po piccola.e levando il muro in meźzo mi viene un vano di 7mt cucina e soggiorno insieme.e anche luce tanta (due finestre e una porta finestra) cosi facendo mi viene una grande zona giorno divisa dalla zona notte.il geometra mi dice che si puo anche fare. Ma l’aministratore del condominio mi dice che non si puo fare perche se quello sotto potrebbe avere la camera da letto sotto no poi fargli una cucina sopra.in questo caso devo sentire quello del piano di sotto per poter mettermi d’accordo o ce qualche legge che me lo impedisce farlo anche se mi metto d’accordo con quello sotto?? (laterale nn ho altri immobili a quali creare disaggi.)

    • PER Gjon
      Buon giorno, a mio parere l’amministratore ha ragione, da geometra le dico che non si può collocare una cucina in proiezione delle camere da letto, sorgerebbero problemi seri con chi abita sotto.
      Il problema sussisterebbe anche se lei si dovesse mettere d’accordo con il condomino sottostante, questo perchè non è detto che l’appartamento sottostante rimanga sempre e solo di proprietà dell’attuale condomino, meglio, a mio parere, ascoltare anche il parere di un avvocato condominialista.
      Cordialmente
      Geom. Oreste Terracciano

  2. Andrea il said:

    Vorrei cambiare colore della recinzione del mio giardino. La palazzina momentaneamente sprovvista di amministratore poiche di sole 6 unita abitative puo un solo condomino rifiutarsi?

    • PER Andrea
      Buon giorno Andrea, il condominio ove lei abita, CONDOMINIO con la “” C”” maiuscola, non ha l’obbligo di nominare l’amministratore anche se per logica razionale e per la buona gestione sarebbe quanto mai opportuno nominare tale uno di voi 6.
      Lei non può assumere alcuna iniziativa personale senza una DELIBERA approvata dall’assemblea, quindi le sconsiglio di agire a prescindere.
      Si tratta di un solo condomino dissenziente? ebbene, convochi formalmente l’assemblea, sia in prima che in seconda convocazione, e metta l’argomento all’Ordine del Giorno.
      Chiaro il concetto?
      Cordiali saluti
      Geom. Oreste Terracciano

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