Mini Imu, un rompicapo

In arrivo la data più paventata dai proprietari di case, la cosiddetta “mini Imu”, in scadenza il 24 gennaio, istituita in quei comuni che hanno innalzato l’aliquota standard dello 0,4%. Si calcola sul 40% della differenza tra quanto sarebbe stato chiesto per l’Imu nel 2013 se non fosse stata abolita quella sulla prima casa,  e quella che si sarebbe pagata allo 0,4% (aliquota standard).

Si pagherà in 2400 comuni – Tanti sono i comuni italiani che hanno innalzato l’aliquota base per il 2013.   Tra i comuni con aliquota più alta in cui scatta la Mini Imu troviamo Brescia, Catania, Messina,Milano, Napoli, Perugia, Siena, Potenza, dove l’aliquota è stata portata al 6 per mille. Al 5,75 invece a Torino, al 5,8 per mille a Genova. 5 per Mille invece a Belluno, Bologna, Novara, Reggio Emilia, Roma e Verona. Si può pagare alle poste tramite i bollettini postali o in banca tramite i moduli F24 scaricabili anche attraverso l’home banking.

Quanto pagheranno i romani – L’importo della mini Imu cambia a seconda dell’aliquota del Comune di appartenenza. A Roma, ad esempio, è del 5 per mille. Secondo i calcoli della Uil Lazio, una casa  in zona semiperiferica-centrale con rendita catastale da 1000 euro e con il proprietario senza figli a carico porterebbe a un esborso di 67 euro, mentre in caso di rendita catastale da 1260 euro con due figli minori a carico si andrà a pagare 85 euro.

«Un vero e proprio pasticcio italiano non solo politicamente, ma anche dal punto di vista fiscale, visto che i calcoli sono contorti e poco comprensibili e stanno mandando letteralmente in tilt i cittadini – commenta il segretario generale Uil Roma e Lazio, Pierpaolo Bombardieri – i nostri Caf in questi giorni sono affollatissimi di persone che chiedono spiegazioni, aiuti e lamentano anche le snervanti file fatte presso gli uffici postali e in banca per adempiere al proprio dovere di contribuenti, rimpiangendo la vecchia e lineare Ici».

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