Mattone, da investimento ad incubo

Acquistare un immobile oggi non è più tanto un buon affare, ma  si è tramuntato in un incubo. Tra Tasi, Tari, Imu, i grattacapi burocratici e il carico fiscale sono diventati ormai insopportabili per i proprietari immobiliari.

1 mese di lavoro per le tasse sulla casa – Secondo uno studio della Cgia di Mestre, per pagare  le tasse sulla casa gli italiani devono lavorare 269 ore all’anno, pari a 33 giorni lavorativi. “Nell’area dell’euro solo il Portogallo registra una situazione peggiore della nostra”, – ha affermato il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi,

Sul mattone una pressione fiscale di 52 miliardi – Sull’intero patrimonio immobiliare  (case, uffici, negozi, capannoni) grava un carico fiscale che nel 2014 raggiungerà i 52,3 miliardi di euro, con un aumento di oltre 2,6 miliardi di euro (+5,4%). La differenza è data dai 9,3 miliardi di euro di gettito legati alla redditività degli immobili (Irpef, Ires, registro e bollo, cedolare secca), gli 11,9 miliardi riferiti al trasferimento degli immobili (Iva, imposta di registro/bollo, imposta ipotecaria/catastale, le successioni e le detrazioni) e gli oltre 31 miliardi di euro riconducibili al possesso dell’immobili (Imu, imposta di scopo, Tasi e Tari).

Leggi ancora per approfondire su Facebook

 

Precedente Obbligo di pulire a turno le scale e l'androne Successivo Ritorno in campagna: casolari e cascine

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.