Mancanza amministratore

Salve il mio nome è Carla e approfitto della sua disponibilità, mi auguro.  Abito in un condominio di sette appartamenti da noi auto gestito per quanto riguarda l’amministrazione,tre appartamenti sono di proprietà gli altri sono in affitto. Il problema dato l’auto gestione è che vige l’indifferenza  più
totale per quanto riguarda il bene comune non c’è rispetto di nulla, e rifiutano l’amministratore . Mi preme sapere se l’andamento continuerà ad essere questo,se esiste una legge di cui usufruire alle riunioni per avere  un riscontro da parte dei proprietari e inquilini.   Mi auguro di essere stata
abbastanza chiara RINGRAZIANDOLA ASPETTO RISPOSTA.

Gentilissima signora Carla, buona sera.
Lei abita in un condominio con la C maiuscola, lo sarebbe tale anche se  abitasse in un condominio cosiddetto minimo, ovvero formato da due soli  partecipanti.
Il condominio ove abita, gentile signora Carla, è soggetto a tutta la  normativa dettata dal codice civile e dalle varie Finanziarie che si sono  succedute nel corso di questi ultimi 10 anni, senza parlare del Decreto  Bersani, che ha completato il percorso del vecchio modo di concepire il  condominio e non solo.
Il condominio è SOSTITUTO DI IMPOSTA sin dal lontano 1° gennaio 1998, ovvero  da quando è nato l’obbligo di richiedere il CODICE FISCALE intestato allo  stesso, quindi di volturare tutte le utenze a suo nome e di adempiere agli  obblighi fiscali derivanti.
Il condominio, oggi, è soggetto alla normativa sulla sicurezza, per cui ci  sono responsabilità in solido tra tutti i partecipanti e non solo.
Il condominio è soggetto a tutta una serie di responsabilità civili, penali  e amministrative, per  le quali non si può fare finta di ignorarle, quindi,  da quello che lei denunzia, si evince un chiaro stato di abbandono da una  parte e di anarchia dall’altra, stati consolidatisi nel tempo che certamente  non favoriscono  nessuna legalità, ma soltanto senso di sfiducia, arroganza  e sopraffazione.
Quando lei parla di AUTOGESTIONE è bene sapere che l’autogestione, in un  condominio di 7 condomini NON ESISTE, esiste, invece, la GESTIONE del  condominio in maniera FORMALE, e quando dico FORMALE, mi riferisco alle  assemblee di condominio formalmente convocate sia in prima che in seconda  convocazione, alla nomina di un amministratore, così come previsto ed
imposto dall’ ex art. 1129 del codice civile, INDEROGABILE, non importa se  interno o esterno, se retribuito o non, l’importante è che venga nominato e  che a questi si affida il compito di:
– Convocare le assemblee per discutere i problemi relativi alle parti e
servizi comuni
– Redigere i bilanci preventivo e consuntivo
– Richiedere il codice fiscale e aprire un conto corrente  condominiale
– Proporre la formulazione delle tabelle millesimali
– Pretendere, pena il decreto ingiuntivo, che tutti versino le loro quote
mensili
– Appaltare i servizi, come la pulizia delle parti comuni, ad una ditta
esterna
ecc.
Come può notare le ho allegato cosa è possibile fare per ottenere la nomina  di un amministratore giudiziario, soltanto che bisogna tenere presente che  bisogna dimostrare al giudice del Tribunale che il tentativo di nominare  l’amministratore è andato a vuoto.
Per fare questo è necessario che qualcuno assuma l’iniziativa di convocare  l’assemblea in maniera FORMALE e poi tutto il resto, magari facendosi  aiutare da un avvocato
L’iniziativa non deve essere comune, può anche essere presa individualmente.
Solo così nessuno, dicasi nessuno potrà mai più rifiutarsi di nominare  l’amministratore, per cui le posso garantire che un amministratore ha gli  strumenti che la legge gli mette a disposizione per esigere rispetto e per  gestire correttamente il condominio.
Cordialmente
Geom. Oreste Terracciano

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