Luci scale e androne spente

Gentile Geometra,

innanzitutto grazie per la sua disponibilità gratuita.

Abito da due anni in una palazzina di sei unità di cui solo tre abitate. Il problema è semplicissimo. In via informale c’è quasi la pretesa da parte di uno dei tre condomini di tenere le luci condominiali accese solo dall’imbrunire all’una di notte; e in più mantenere spenta quella del portone, che non ha temporizzatore, e tenere accesa quella del MIO balcone (adiacente la portone, abito al piano rialzato)

E’ possibile tutto ciò??io esco al mattino presto quando ancora è buio e mi capita di tornare la sera, da sola, e trovare tutta la palazzina al buio…la luce comunale non basta ad illuminare anche il condominio, soprattutto d’inverno nelle notti di nebbia fitta. L’amministratore in tutto ciò sembra voler accontentare il condomino in questione. Cosa posso fare??esiste un articolo del codice civile a cui posso fare riferimento??qual è la responsabilità dell’amministratore in tutto ciò?se a me succede qualcosa imputabile alla mancanza di illuminazione nel condominio chi ne risponde??!!

Spero di essere stata chiara.

La ringrazio ancora, Cordiali saluti, Rossana

Gentile signora, buona sera.

Il condominio ove lei si pregia di risiedere è un condominio a tutti gli effetti, pertanto non può verificarsi il caso che i desideri di questo o quel condomino prevalgano a prescindere dalle maggioranze assembleari.

E’ ininfluente,poi, il particolare che su 6 unità immobiliari soltanto 3 risultano abitate, inoltre, mi lascia davvero interdetto il comportamento dell’amministratore, il quale dovrebbe garantire i servizi non solo, la sicurezza degli abitanti e non dovrebbe lasciarsi guidare dal condomino “”sapientone”” di turno.

Accedere alle parti comuni in situazioni di pericolo, come può verificarsi nel caso della mancanza di punti luce, è inaccettabile, per cui le consiglio di indirizzare la seguente lettera all’amministratore:

LETTERA RACCOMANDATA R.R

All’Amministratore

Signor…………………………………

Via……………………n……………..

CAP                            CITTA’

Oggetto: Problema illuminazione parti comuni

Con la presente, la sottoscritta Rossana……………., condomino del Condominio sito in………………alla via…………….n…………….., proprietaria dell’unità immobiliare sita al piano……..

Int………………., lamenta il disservizio relativo all’impianto di illuminazione comune, quale scale e androne, in quanto, lo stesso, si presenta assente, lasciando completamente al buio le parti comuni citate, generando un serio pericolo per i condomini abitanti nello stabile e per gli eventuali visitatori e/o eventuali mezzi di Pronto Soccorso.

E’ assolutamente inconcepibile che ciò accada!!!

Se l’iniziativa di lasciare al buio le parti comuni dovesse partire da un condomino, lei, nella sua qualità di amministratore pro tempore, non può e non deve rendersi complice di un fatto così grave, tanto da statuire oltre le proprie competenze violando palesemente i diritti degli altri condomini, sui quali la legge non consente di incidere.

I miei diritti, ma ritengo che siano quelli di tutti i partecipanti al condominio, sono esclusivamente quelli di vedere accese le luci nell’androne e nel vano scale, dall’imbrunire fino all’alba quanto meno, magari con l’installazione di un orologio  regolabile.

Pertanto, la invito a provvedere urgentemente, affinché questo increscioso modo di operare non venga ulteriormente perpetrato, lasciando accese le luci dall’imbrunire fino all’alba del giorno successivo, pena il ricorso ex art. 700 alle vie giudiziali.

Per concludere, le ricordo che il nostro è un condominio e qualunque decisione deve scaturire da una delibera assembleare, non certamente dal singolo condomino.

Certa che la presente sarà recepita nel modo giusto, invio distinti saluti.

Data, lì…/…/…

Cordialmente

Geom. Terracciano Oreste

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4 commenti su “Luci scale e androne spente

  1. FRANCESCO ESPOSITO il said:

    Non è chiaro se vi sia un obbligo di legge a lasciare le luci accese tutta la notte o sia obbligatorio utilizzare
    un temporizzatore, visto i continui discorsi sul risparmio energetico mondiale e gli devatanti
    del consumo inutile di energia sul clima del pianeta (effeto serra).
    Nel mio condominio, peraltro costitutito da 4 coeredi che, sono in lite fra di loro,
    e ancora non hanno diviso la poprietà dopo tre anni dalla morte dlla madre,
    mi trovo nella incresciosa situazione d non avere un unico referente
    al quale chiedere la messa in regola dell’impiano elettrico e citofonico.
    Peraltro l’impianto non è a norma di legge, deve esser attivato manualmente
    e le luci restano accese tutta la notte e a volte anche di più, se qualcuno non le spegne mnualmente.
    I citofoni non funzionno e se qualucno viene a farci visita
    si costretti a uscire sul balcone per vedere chi è, l’audio non funziona.
    A chi ci si deve rivolgere per costringerli a mettere in regola l’impianto, visto che non c’è un amministratore?
    Grazie

    • condominioaiuto il said:

      PER FRANCESCO ESPOSITO
      Egregio Francesco buona sera.
      Lei ha tracciato un caso limite del condominio dove abita, anche se, ad onor del vero, ce ne sono di peggiori, per cui diventa complicata, se non addirittura IMPOSSIBILE, la gestione.
      Lei, in pratica è UNO contro 3 COEREDI, per cui anche se volesse rivolgersi al Giudice per avere una dritta gestionale, le dico sin da ora che anche questa ipotetica strada è diventata impraticabile in quanto il Giudice non potrà nominare un amministratore giudiziario secondo il disposto della legge di riforma del condominio, la 220/12.
      Voi siete comunque 2 condomini, ovvero lei e i 4 coeredi, almeno ora, quindi dovrebbe contattarli e chiedere, CON PACATEZZA E CORTESIA, di riunirvi per regolarizzare sia l’impianto elettrico secondo normativa vigente, accenni alla legge 46/90, sia l’impianto citofonico che non funziona.
      Tenga presente che lei è l’unico condomino, in quanto ivi residente, ad avere queste esigenze, speriamo soltanto che accolgano positivamente il suo invito, diversamente è un GUAIO SERIO, ma proprio SERIO!!!
      Le rimarrebbe solo la strada giudiziaria da intraprendere con esborso gravoso di euro sia per perizie che per avvocato salvo poi recuperarli…….
      Da solo NON VA DA NESSUNA PARTE, a meno che non voglia farsi carico di tutta la spesa.
      Cordialmente
      Geom. Oreste Terracciano

  2. Umberto il said:

    Da me ancora peggio…..in una corte di villette che si affacciano a un giardino condominiale il quale dà accesso ad ogniuna delle 30 villette, l’amministratore ha acconsentito di spegnere alternativamente i lampioni che illuminano i viali di accesso.quindi fino alle 20 della sera senza adeguata luce dopo tutto acceso fino a mezza notte e dop ancora a metà .ma e’possibile che qualcuno dimezzi volutamente un ‘impianto di illuminazione frutto di uno studio di illuminotecnica?ovviamente sono in guerra perché non accetto che venga messa in discussione la sicurezza della mia famiglia.
    Grazie a chiunque possa aiutarmi.
    Umberto

    • condominioaiuto il said:

      PER Umberto
      L’Amministratore senza DELIBERA ASSEMBLEARE non può accontentare questo o quel condomino o fidarsi di uno studio di illuminotecnica e alternare l’accensione dei lampioni, faccia sentire le sue ragioni inviando una lettera raccomandata a/r all’amministratore invitandolo a ripristinare il sistema di accensione lampioni dal momento che è l’assemblea che eventualmente decide non certamente lui.
      Personalmente la lettera di messa in mora gliela farei scrivere da un avvocato.
      Si regoli di conseguenza.
      Cordiali saluti
      Geom. Oreste Terracciano

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