Lavori non deliberati

Buon pomeriggio Geometra. Vivo in un condominio a Roma composto di 6 piani con 3 appartamenti per piano ad eccezione del piano terra dove c’è un solo appartamento. Lo scorso mese di giugno, senza che il condominio ne fosse informato, l’Amministratore ha dato il via ai dei lavori su una parte del lastricato del tetto in quanto il condomino sottostante accusava delle infiltrazioni d’acqua. Successivamente l’Amministratore ha addebitato i costi del lavoro ai soli 6 condomini sotto l’appartamento in questione, ripartendo la spesa sulla base di una tabella non corrispondente a quella millesimale. In sostanza gli appartamenti che non sono sotto l’appartamento del 6° piano con le infiltrazione (altro lato e centro delle singole scale) non devono pagare nulla. Ho immediatamente contestato all’Amministratore l’addebito che mi sono visto recapitare non solo perché i lavori non erano stati autorizzati dal Condominio, ma anche per la iniqua distribuzione dei costi oltre al fatto che non è stata proposta nessuna formula di rateizzazione. La ringrazio anticipatamente e la saluto


Egregio lettore, buona sera.
Se mi avesse contattato prima, avrei impostato io la lettera da indirizzare allo stesso, tuttavia a prescindere da questo, ci sono alcune considerazioni da fare:
1 – Le infiltrazioni nell’appartamento immediatamente sotto al lastrico solare si stavano verificando a giugno, ovvero all’inizio dell’ estate, quindi si poteva anche istruire l’iter procedurale, da parte dell’amministratore, per poter poi appaltare il lavoro; come,  è presto detto:
convocando l’assemblea per approvare l’intervento, previa perizia e capitolato, di conseguenza tutto il resto, compresa la nuova convocazione per la scelta del migliore preventivo.
Naturalmente tutto ciò ha una sua logica là dove trattavasi di lavoro gravoso per il quale era necessario convocare l’assemblea, diversamente, per una banale manutenzione, avrebbe anche potuto procedere l’amministratore, ritenendolo lavoro urgente ed improcrastinabile, salvo riferire alla prima assemblea facendosi ratificare la spesa sostenuta.
2 – Come lei ha avuto modo di constatare, l’amministratore ha completamente frainteso il tipo di ripartizione, ovvero avendo ripartito le spese secondo l’articolo 1126 del codice civile, sbagliando anche questo criterio, non ha tenuto conto che il lastrico solare, in quanto copertura dell’edificio, è parte comune, SENZA DISTINZIONE ALCUNA, di tutti i condomini, ovunque ubicati come alloggio, per cui la spesa doveva essere ripartita per tabella millesimale di proprietà e non secondo un suo personale criterio.
Forse ha confuso il lastrico con quello dei villini a schiera, condominio orizzontale.
3 – Se per caso si è provveduto anche a rimborsare i danni al condomino danneggiato, è bene sapere che il danneggiato, per il suo doppio ruolo – condomino da un lato e danneggiato dall’altro – deve pro quota partecipare al suo stesso risarcimento.
Ora, egregio signore, visto come sono andate le cose è bene non polemizzare, ma cercare di ottenere la equa ripartizione delle spese, ovvero per tabella millesimale di proprietà nessuno escluso.
I lavori di questo tipo, purtroppo, non possono trovare una dilazione dei pagamenti, non sono lavori di ristrutturazione GRAVOSI per i quali si concorda con l’impresa una certa rateazione, sono lavoretti da saldare a fine lavori.
Se, per finire, i lavori sono stati eseguiti in NERO, in tal caso si RIFIUTI di pagare e di essere coinvolto in un illecito di evasione fiscale.
Cordialmente
Geom. Terracciano
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