Illegittime le sanzioni per chi affitta casa in nero

Addio alle sanzioni per chi affitta casa in nero – La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime le norme del decreto legislativo 23/2011, che permettevano agli inquilini di registrare di propria iniziativa il contratto d’affitto presso un qualsiasi ufficio delle entrate, denunciando di fatto il proprietario di casa che non aveva registrato il contratto d’affitto o aveva indicato un importo inferiore rispetto a quello reale o ancora, aveva registrato un finto comodato d’uso. Registrazione che poteva essere effettuata anche dai funzionari del fisco o della Guardia di Finanza.

In base a tale legge, se il proprietario affittava in nero, non  registrando il contratto  nei termini di legge, cioè entro 30 giorni, scattava la durata automatica di quattro anni, rinnovabili di altri quattro, e il canone annuo da pagare per l’inquilino, si riduceva fino al triplo della rendita catastale, nettamente più basso rispetto ai livelli medi normalmente richiesti nel mercato delle locazioni. Dunque, se un inquilino denunciava il padrone di casa e il contratto “stipulato in nero” aveva diritto a rimanere in casa come minimo per quattro anni. La durata poteva infatti essere rinnovata di altri quattro anni. Ma non è tutto, perchè dopo la denuncia l’inquilino pagava un canone d’affitto annuo pari al triplo della rendita catastale,

Sanzioni  bocciate  per difetto di delega: ovvero, la legge in base alla quale è stato emanato il decreto legislativo 23/2011 si occupava di federalismo fiscale e le norme contro l’evasione degli affitti in nero sono andate oltre gli obiettivi che aveva fissato il Parlamento. Poi c’è  lo statuto del contribuente (articolo 10, comma 3), in base al quale la violazione di norme tributarie non può causare la nullità del contratto.

Inquilini a rischio – Ora che la norma è stata dichiarata illegittima,  i proprietari potranno chiedere agli inquilini di liberare l’abitazione, perché il contratto cadrà insieme alla norma di legge che lo prevedeva, e  sarà necessario regolare il periodo in cui il conduttore ha occupato l’alloggio. Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini hanno così  avanzato la richiesta di un urgente intervento del governo per evitare che i cittadini, che hanno denunciato l’evasione e regolarizzato il rapporto, vengano oggi colpiti da cause per morosità o per occupazione senza titolo, rischiando di perdere la casa per aver rispettato la legge.  “Chiederemo immediatamente incontri ai rappresentanti del governo e ai gruppi parlamentari affinché si agisca con rapidità ed efficacia – denuncia l’ l’Unione Inquilini –  per ripristinare le norme sanzionatorie nei confronti dei proprietari che affittano al nero o in maniera irregolare e adeguate norme di salvaguardia per gli inquilini che intendono uscire da questa condizione di illegalità”.

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