Dubbi sul concetto di condominio

Egregio geometra Terracciano,avrei la necessità di ricevere dei chiarimenti in ambito condominiale.

Il mio dubbio sta nel definire o meno “condominio” la palazzina in cui abito.

Sostanzialmente si tratta di una palazzina situata nel centro storico del mio paese, palazzina ristrutturata di recente e composta:

– ai piani primo e secondo da quattro appartamenti ad uso abitativo aventi un loro accesso comune esclusivo, appartamenti di proprietà di quattro soggetti diversi;

– al piano terra da un ufficio e un negozio ciascuno con autonomo accesso dalla strada.

L’ufficio è di proprietà di uno dei soggetti proprietari dei quattro

appartamenti mentre il negozio è di proprietà di un quinto soggetto.

La palazzina non ha ascensore ne impianti comuni (acqua, luce e gas è tutto autonomo) e la pulizia del vano scale dei quattro appartamenti viene gestita autonomamente dai singoli residenti nella palazzina.

L’unica spesa comune “ordinaria” è la luce interna delle scale dei quattro appartamenti e la luce esterna del portico; la spesa della luce esterna del portico verrebbe sostenuta anche dai proprietari del negozio e dell’ufficio in quanto ne beneficiano anch’essi.

Le chiedo quindi se la palazzina che Le ho descritto deve ritenersi un edificio condominiale (con il conseguente obbligo di nominare un amministratore) oppure no.

Rimango a disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Nel ringraziarLa anticipatamente per la disponibilità e la cortesia, l’occasione è gradita per porgerLe distinti saluti, Sara

Gentile lettrice, buon giorno.

L’edificio da lei menzionato è un CONDOMINIO a tutti gli effetti, a prescindere dalle  sue considerazioni seppur corrette per logica razionale.

Oggi le spese sono limitate alla illuminazione, alla pulizia, potrebbero lievitare un domani nel caso di interventi straordinari dove tutti i 5 partecipanti saranno chiamati a concorrere.

Interventi potranno riguardare le colonne montanti – la rete fognaria – la rete idrica – la copertura dell’edificio ed altro, per cui bisogna prendere atto che il condominio va comunque gestito formalmente, ovvero bisogna formalizzarlo in quanto regolarmente costituito.

Come, è presto detto: bisogna che lei (dico lei perché si è rivolta a me per un consiglio), convochi FORMALMENTE l’assemblea, sia in prima che in seconda convocazione, per porre all’ordine del giorno questi argomenti:

1 – Determinazione assemblea in merito alla nomina dell’amministratore, obbligatorio per legge.

2 – Richiesta del codice fiscale intestato al condominio in quanto Sostituto di Imposta.

3 – Determinazione assemblea in merito alla elaborazione delle tabelle millesimali

4 – Determinazione assemblea in merito alla pulizia delle scale

5 – Varie ed eventuali

Da consulente non posso che descriverle i passi leciti da compiere, anche perché direi una bugia se affermassi che lo stabile, in cui si pregia di abitare, non è affatto condominio.

Direi il falso anche se affermassi che non è necessario l’amministratore, invece dico che è obbligatorio per legge.

Uno di voi 5 lo può fare benissimo.

Cordialmente

Geom. Terracciano

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