Distacco da riscaldamento centralizzato e opposizione assemblea

Egregio Geometra Terracciano, buonasera, ho letto il Suo forum sul distacco dal riscaldamento centralizzato e ne approfitto per chiederLe chiarimenti in merito.
Sono proprietario di un appartamento sito al primo piano di un edificio a Roma (sotto di me c’è un negozio che non usufruisce dell’impianto di riscaldamento del nostro condominio).
Ho fatto periziare il mio appartamento da un ingegnere il quale, con apposita relazione tecnica, ha certificato che dal mio distacco non ci saranno aggravi per gli altri condomini.
Ho portato la relazione in assemblea, ma i condomini non hanno approvato il mio distacco. So che la Cass. ha più volte ribadito che non occorre l’approvazione dell’assemblea se il condomino che intende distaccarsi prova che dal suo distacco non deriveranno aggravi per gli altri condomini, cosa che nel mio caso è stata certificata dalla perizia del tecnico.
L’assemblea mi ha contestato che la perizia da me esibita è di parte e quindi, secondo loro, il condominio dovrebbe nominare un nuovo perito che io dovrei pagare. Naturalmente la richiesta mi sembra assurda. Lei cosa ne pensa?
Inoltre, io adesso sono intenzionato ad andare avanti e far venire un tecnico per il distacco materiale, per la chiusura dei rubinetti e lo svuotamento delle valvole.
Secondo Lei devo mandare una lettera all’amministratore per avvisarlo che in data x verrà eseguito il distacco?
L’amministratore può obbligarmi ad essere presente a casa mia mentre viene eseguito il distacco o può impedirmi in qualche modo di eseguire il distacco?
Una volta che ho eseguito il distacco, il condominio può obbligarmi a pagare una percentuale delle spese per il consumo (so che devo pagare le spese per la conservazione dell’impianto), ma possono obbligarmi a pagare qualcosa per il furto di calore, cioè per il fatto che accanto al mio appartamento e sopra di me c’è un altro appartamento riscaldato con il centralizzato (in totale 2 appartamenti)? se si, chi stabilisce la percentuale e sulla base di che cosa?
In generale, una volta che ho eseguito il distacco, che cosa può succedere? Possono farmi causa?
Purtroppo in questo ambito c’è molta confusione e Le sarei molto grato se potesse rispondere ai miei quesiti, in modo da far chiarezza. La ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

Gentilissima lettrice, buon giorno.

Si, è proprio come dice lei: c’è molta confusione sulla reale applicazione delle Sentenze della Corte Suprema.

Personalmente faccio riferimento ad esse, ma, nel caso di eventuale “”INOPPORTUNA”” opposizione dell’assemblea, suggerisco di interpellare un avvocato per capire quale potrebbe essere l’orientamento del giudice, visto che ogni giudice ragiona in un modo diverso.

La legge, le ultime sentenze della Cassazione sono tutte dalla sua parte, infatti sanciscono  che chi decide di distaccarsi non ha  alcuna necessità di chiedere l’autorizzazione all’assemblea né tanto meno all’amministratore.

Ha un solo obbligo: quello di presentare, così come lei ha giustamente fatto, all’amministratore, la perizia del perito termotecnico, iscritto all’ALBO dei periti, dalla quale si evince che, in virtù del distacco, non si provoca alcuno squilibrio all’impianto.

Lei, se me lo consente, ha peccato di eccesso di zelo, provocando il dissenso dei condomini ROMPINI e/o SAPIENTINI, i quali hanno solo espresso parere contrario senza alcuna cognizione di causa, ignorando completamente cosa dice la legge in merito al distacco.

Da qui scaturisce il mio saggio consiglio di far scrivere la lettera, all’amministratore, direttamente da un avvocato di sua fiducia, il quale dovrà richiamare l’attenzione dell’ amministratore citando le sentenze e soprattutto la perizia dell’ingegnere termotecnico, ABILITATO,  la quale è regolarissima anche se di parte.

La legge non prevede una controperizia o una perizia del giudice.

Segua il mio consiglio e vedrà che il distacco sarà possibile a prescindere.

Cordialmente

Geom. Terracciano

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2 commenti su “Distacco da riscaldamento centralizzato e opposizione assemblea

  1. Carmela Marletta il said:

    Gentile geometra,
    Alcuni condomini del mio palazzo vorremmo staccarci dal centralizzato per passare ad impianti autonomi a metano, non siamo però la maggioranza.
    La caldaia centrale non è più a norma e il vano caldaia va allargato quindi
    bisogna affrontare ingenti spese.Qualcuno dice che anche se ci stacchiamo dobbiamo comunque partecipare a tali spese; è vero? quell’impianto risale agli anni ’60, i tubi in ferro, corrono in verticale sulle pareti esterne dell’edificio e del vano scale con una immensa dispersione di calore.
    Se noi ci rifiutassimo di partecipare a spese che tendono a preservare questa folle dispersione di energia potremmo avere buone possibilità in una eventuale causa da parte degli altri condomini?

  2. egregio geometra Terracciano, la ringrazio finj da ora per l’aiuto che mi vorrà dare al problema che le vado ad esporre:
    in una palazzina di 5 appartamenti con 4 propietari, tre appartamenti facente capo a due propietari si distaccano dal riscaldamento centralizzato senza presentare alcuna certificazione (abitiamo in lombardia) e rifiutando di partecipare ai maggiori oneri sopportati dai condomini rimasti con il centralizzato. Ora a distanza di un anno mi sono rivolta ad un avvocato per ottenere il giusto, hanno indetto un’assemblea straordinaria e affermato: è vero per legge non potevamo staccarci, ma adesso decidiamo che anche voi passiate ad autonomo, premetto che in assemblea eravamo in 4, è vero che loro hanno la maggioranza millesimale ma non hanno la maggioranza numerica, ora il mio dubbio è propio questo in questo caso quale maggioranza serve? grazie per l’eventuale risposta che vorrà darmi

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